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Elezioni Figc, Albertini: "Mi metto a disposizione, regista del cambiamento"

L'ex vicepresidente federale scioglie le riserve, concorrerà alla successione di Abete. Resta in vantaggio l'attuale numero uno della Lega dilettanti
di TIZIANA CAIRATI

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MILANO - Demetrio Albertini calciatore è il passato, oggi c'è l'uomo Albertini, che ufficialmente si mette a disposizione per la presidenza della Figc dopo le dimissioni di Abete. L'idea dell'ex Milan è riportare il calcio al centro di tutto. Per farlo, però, ci vuole lavoro (molto) e soprattutto "unità di intenti", sottolinea l'ex vice presidente federale. "Dopo otto anni durante i quali ho fatto un percorso importante e a titolo gratuito per la Federazione ho maturato delle considerazioni, per questo mi metto a disposizione per il rilancio del calcio italiano. Un regista del cambio di marcia. Regista, quello che ho sempre fatto" e ancora "Bisogna cambiare ma ci vuole una volontà comune per farlo. La Federazione deve essere condivisione", dice Albertini proseguendo: "Non sono un politico, ma mi sento la responsabilità di poter essere un'opportunità che può essere colta o non colta, condivisa o meno. Non c'è voglia di poltrona", ma di calcio. E a chi si dice contrario all'ipotesi di avere un ex calciatore come numero uno della Federcalcio, risponde: "Un terzo della mia carriera l'ho passata in giacca e cravatta. Su 14 manifestazioni internazionali il mio impegno è stato più fuori dal campo che in pantaloncini".
 
"Prima del mondiale avevo annunciato la mia interruzione come vice presidente della Figc perché dopo 8 anni di percorso in federazione - per rappresentare e valorizzare il calcio italiano - ho maturato delle considerazioni di quello che è il nostro calcio, anche confrontandomi a livello europeo", spiega Albertini, che ha già idee chiare per come fare soccorrere il nostro calcio. "Bisogna riportare assolutamente il calcio giocato al centro di tutto. Poi ci sono tre punti fondamentali su cui si deve intervenire: la governance, un progetto sportivo e la valorizzazione del nostro sport sul territorio".
 
GOVERNANCE - "Si deve puntare ad un modello snello ed efficiente perché oggi la federazione non è in grado di prendere decisioni su obiettivi comuni se non all'unanimità. Inoltre, devono essere valorizzate all'interno della Federazione le specificità del sistema professionistico e dilettantistico. Si devono creare sinergie. Sappiano che la differenza tra dilettanti e professionisti è grandissima. Il dilettantismo deve essere riconosciuto dal CONI".
 
PROGETTO SPORTIVO - "In tante settimane e mi dispiace ho sentito solo dare numeri. Credo vada rimesso al centro di tutto il valore del nostro calcio. Sento parlare di seconde squadre per la lega pro, ma è riduttivo. La nostra serie A deve attingere ai nostri vivai per ridare competitività e sostenibilità al sistema. Quindi riduzione delle squadre professionistiche e allargamento per la base del reclutamento. Revisione dei criteri di inserimento nelle rose, nuova politica sull'immigrazione degli atleti, rispettosa delle leggi dello Stato, ma che non sia un blocco per il sistema". Valorizzazione del nostro sport sul territorio: "Per questo è fondamentale il mondo dei dilettanti, come forza sociale del nostro Paese, che può diventare ancora di più parte integrante di progetti sviluppati in sinergia con il Governo e il CONI, in particolare sui temi del rapporto con la scuola, sulla tutela della salute e sulla riqualificazione degli impianti".
 Cosa manca? "L'armonizzazione di questo percorso attraverso tutte le componenti. Solo noi in Italia abbiamo tre Leghe professionistiche. Negli altri Paesi la centralità della federazione è molto più ampia.

"NON SIAMO LA GERMANIA" - "Non possiamo pensare di guardare al modello tedesco, siamo un altro Paese con un'altra cultura. Ma l'obiettivo deve essere lo stesso: con una sola regola loro hanno il 34% stranieri, noi con tante abbiamo il 65%". E' uno dei passaggi con cui Demetrio Albertini ha parlato di tutela dei vivai, su cui punterebbe se eletto alla guida delle Figc. "Bisogna togliere il corporativismo in Federazione: scriviamo insieme una piattaforma", ha aggiunto Albertini e chi gli domandava se avesse parlato con Andrea Agnelli e Barbara Berlusconi ha risposto: "Ho ricevuto diverse telefonate, quella di Barbara ancora no. Alcuni presidenti mi hanno detto sei una persona meravigliosa ma non ti voto perché sei un ex calciatore - - ha detto l'ex centrocampista del Milan -. Non voglio essere il candidato di un presidente, di una fazione o di una componente, anche se spero che una componente mi candidi ora che ho dato la mia disponibilità".

IL NUOVO CT DELLA NAZIONALE - "Il nuovo Ct della Nazionale? Vedo sui giornali nomi così importanti, si può scegliere a occhi bendati fra quelli che si nominano in questi giorni". Così Demetrio Albertini,  nel corso della conferenza stampa durante la quale ha dato la sua disponibilità a guidare la Figc, ha risposto a gli chiedeva quale allenatore dovrebbe sostituire Cesare Prandelli sulla panchina azzurra. Per Albertini dipenderà chi tra Conte, Mancini e Guidolin, questi i candidati più probabili, "sposerà più la filosofia della Figc". Il nuovo commissario tecnico, in ogni caso, "lo sceglierà il nuovo presidente l'11 agosto - ha aggiunto - Abbiamo visto che c'erano tutti i tempi tecnici. E' una delle poche cose che oggi può scegliere il presidente".
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