ROMA - Giovanni Malagò ha fatto quello che doveva fare, ieri al Coni. Non poteva commissariare la Figc (tra l'altro, con se stesso...). Non poteva obbligare Carlo Tavecchio a fare un passo indietro. Poteva, e l'ha fatto, dirgli chiaramente quello che pensa. Il n.1 dello sport rispetta le regole, l'autonomia delle Federazioni e la democrazia. Certo, è stato anche duro. Ma ha usato buon senso e diplomazia. Ha detto che "Tavecchio deve rispondere alla sua coscienza" (e lui ha risposto "la coscienza è individuale, non pubblica"). Gli ha spiegato che non lo aspetta di sicuro un periodo in discesa e il fronte contro di lui ormai è internazionale. Gli ha anche chiesto di "non pagare cambiali a nassuno". Chiaro il riferimento a Lotito non gradito come vice presidente federale. Si è anche ipotizzato una possibile alleanza con Albertini che potrebbe ricoprire il ruolo di vice presidente destinato a Lotito.
Ma Tavecchio sarà in grado di opporsi al suo grande elettore Lotito? Malagò ha comunque precisato che se il mondo del calcio decide di votare Tavecchio, lui non può opporsi anche se ha fatto chiaramente capire come la pensa (lui non lo voterebbe di sicuro, tanto per capirci...). La prossima settimana metterà i due candidati, Tavecchio appunto e Albertini, e vedrà come se ne può uscire. Tavecchio non rinuncia: sa benissimo che non avrà vita facile, né da qui all'11 agosto, giorno delle elezioni, né dopo. Ma spera che si plachi la polemica dopo la battuta infelice (su questo sono tutti d'accordo e lui si è scusato anche ieri): ad oggi Tavecchio ha più del 60 per cento dei consensi, sufficiente per vincere e governare. Ma che la posizione di Tavecchio sia indebolita è evidente anche dalle parole di Macalli, presidente della Lega Pro: "Con questo clima sarà difficile governare". E continuano anche gli attacchi: John Elkann, che è il presidente della Fiat e quindi il proprietario della Juventus, parla di "parole di assoluta inadeguatezza". Non prende invece posizione il presidente dimissionario Abete: "Ho il dovere di mantenere la terzietà". Di scenario in evoluzione parlano anche Renzo Ulivieri (Associazione allenatori) e Damiano Tommasi, presidente dell'Assocalciatori, che invece sostengono Albertini: "Sono possibili cambiamenti". E a sua volta il candidato rivale di Tavecchio ribadisce: "Sono per la condivisione ma non ritiro la mia candidatura".
C'è stato un calo di consensi che potrebbe anche proseguire nei prossimi giorni: ma attenzione, quello che ha perso il n.1 della potentissima Lega Dilettanti non è andato, almeno per ora, al suo rivale Albertini (fermo per ora intorno al 30-33%). Tavecchio resta quindi il favoritissimo: le quattro Leghe sono con lui, anche se devono fronteggiare i malumori di qualche presidente. Forse qualcuno metterà scheda bianca nell'urna, forse qualcuno resterà al mare (in questo caso si abbassa il quorum che prevede, in terza votazione, il 50 per cento più uno). Ma cambia poco la sostanza: resta il fatto che non sarebbero due anni facili, e questo Malagò lo ha detto chiaramente a Tavecchio, al quale ha chiesto subito riforme, una governance diversa della Figc e compagni di cordata credibili (chissà a chi si riferiva...). Da Tavecchio si aspetta una svolta, "risponda alla sua coscienza". Malagò ha anche detto, "non escludo novità da qui all'11 agosto". Quali? Un passo indietro di Tavecchio? Improbabile, non solo perché anche ieri lui lo ha escluso con decisione ma anche perché le quattro Leghe che lo sostengono non lo abbandonano (e temono il commissariamento come un incubo). E allora, è possibile un accordo fra le due parti? Non facile, ma non da escludere del tutto.
Quale accordo? Ipotesi A (caldeggiata anche da Abodi): Tavecchio presidente, Albertini vice (rinuncia alla candidatura), l'altro vice Macalli. Forse è la più praticabile, e qualcuno dovrebbe fare un passo indietro. Ipotesi B, che piacerebbe al sindacato calciatori: Albertini presidente, Lotito e Macalli vice. Difficile. Dovrebbe ritirarsi Tavecchio ma, almeno al momento, non lo farà. E' vero che è scosso umanamente, che la bufera lo ha travolto in un momento difficile anche per motivi familiari ma è sempre stato un lottatore (non certo un comunicatore...) ed è uscito dalle tre ore di incontro con Malagò sereno. E soprattutto, determinatissimo nel andare avanti. Nel suo programma ci sono anche ottime cose, nascoste dalla gaffe terribile. Si parlava ad esempio di ius soli: ora lo attacca la sinistra e lo difende la destra, curioso no? Per Agnelli e Pallotta è "inadeguato", per altri (la maggioranza) è in grado di governare il calcio per due anni. Con una nuova governance (possibile che i dilettanti abbiano il 34%, la A il 12%), con riforme immediate come gli ha chiesto (imposto?) Malagò, con un ct di nome e prestigio (l'ideale sarebbe Conte o Mancini), con il rilancio del settore femminile (come vogliono Fifa, Uefa, Coni...), del settore tecnico e scolastico, con la lotta al razzismo, eccetera. "Parli solo con se stesso", gli ha suggerito Malagò.
Tavecchio ha forti problemi di comunicazione e si è visto venerdì scorso: deve essere più prudente. Leggere magari un testo, non andare a braccio come ha fatto. La Figc intanto ha risposto a Fifa e Uefa: basterà? Matteo Renzi ha spiegato che non può intervenire (pena squalifica della Figc); ma si capisce che l'avrebbe fatto volentieri. Presentati intanto due esposti al superprocuratore Stefano Palazzi contro Tavecchio: che succederà? Probabile l'archiviazione. Si calmeranno le acque? E quando si calmeranno? Non se lo augura solo Tavecchio.
JOHN ELKANN: "PAROLE DI ASSOLUTA INADEGUATEZZA" - Il presidente della Fiat (quindi la proprietà della Juventus, uno dei club contrari a Tavecchio sin dall'inizio) attacca ancora il candidato: "Le frasi di Tavecchio non possono avere commenti. Sono di una inadegutezza assoluta. In generale il mondo sportivo italiano e internazionale ha dimostrato che quando uno aspira a certe responsabilità deve avere comportamenti adeguati".
MACALLI: "DIFFICILE GOVERNARE CON QUESTO CLIMA" - "Da quello che si legge, visto il clima, penso sia molto difficile poter governare nei prossimi due anni. Siamo tutti in libertà provvisoria". Lo ha detto Mario Macalli, presidente della Lega Pro, parlando dei possibili scenari futuri in Figc. "Fa bene Tavecchio ad andare avanti con la candidatura? Dovreste chiedere a lui, non a me. Sicuramente da questa situazione il calcio italiano non ci ha guadagnato. Le dimissioni di Abete dovevano portare tranquillità e invece si è scatenata una bagarre. Noi comunque ribadiamo il nostro pieno sostegno a Tavecchio".
ABETE: "IL CALCIO SEMBRA PEGGIORE DI QUELLO CHE E'" - "Siamo amareggiati perché ora il calcio sembra peggio di quello che è". Commenta il presidente dimissionario della Figc, Giancarlo Abete al termine del Consiglio Federale svoltosi oggi a Roma. Il numero uno di Via Allegri non si esprime sul caso Tavecchio: "Non ho mai risposto nel merito a questa domanda perché qualsiasi cosa io dica sarebbe intepretato come critica o appoggio verso uno dei candidati mentre io sono un soggetto che ha il dovere di mantenere la sua terzietà. Il calcio ha anche questa capacità di attrarre tante situazioni per cui sembra che oggi i problemi siano solo in questo mondo mi sembra che i problemi del Paese siano comunque importanti a livello di Pil, di problematiche interne nel mondo politico e istituzionale".
CAIRO: "SERIE A SI STA SPACCANDO" - Il fronte pro Tavecchio in serie A si sta incrinando. Tra coloro che hanno ritirato il sostegno alla candidatura del numero uno della Lega Nazionale Dilettanti nella corsa alla presidenza della c'è anche Urbano Cairo, presidente del Torino: "C'è stato uno smottamento, noi abbiamo ritirato l'appoggio e come noi tanti altri, siamo già 8-9 in serie A - evidenzia ai microfoni di 'Tutti Convocati' su Radio 24 - La serie A comincia a essere non più compatta ma spaccata in due e una serie A non in appoggio va tenuta in conto". Virtualmente però, anche senza la Lega di A, Tavecchio avrebbe comunque i voti per farsi eleggere. "Il tema vero è questo, con tutto il rispetto per i movimenti e per chi ci lavora e gioca, non è giusto che con l'appoggio di Lega Dilettanti e Lega Pro si possa eleggere un presidente, è un tema che va riformato in maniera veloce", il parere di Cairo.
TOMMASI: "POSSIBILI CAMBIAMENTI" - La situazione potrebbe cambiare anche per Damiano Tommasi, presidente dell'Assocalciatori, che sostiene Albertini: "Registriamo il sostegno di qualcuno che prima non era di questa idea, speriamo di arrivare alle elezioni dell'11 con una maggioranza. Man mano che ci si avvicinerà ancora di più al giorno delle elezioni, e analizzando nel concreto la fattibilità di uno e dell'altro candidato, gli elettori potrebbero cambiare idea - ha detto - Ad oggi non ci sono le condizioni per il commissariamento".
ULIVIERI: "NO AD 'ACCORDICCHIO'" - Più o meno la stessa posizione dell'altra componente schierata con Albertini, l'assoallenatori presieduta da Renzo Ulivieri: "E' uno scenario secondo me aperto, perché potrebbe succedere di tutto. La speranza, ma è una mia valutazione personale, è che anche se in ritardo, e non per colpa nostra, potremmo sederci a un tavolo, fissare cinque-sei punti seri, seri, e anche di impatto, e comprensibili per l'opinione pubblica che ci guarda e per i tifosi. Diventerebbe una legislatura di passaggio per questi due anni. Piuttosto che un inciucio che la gente non capirebbe, forse è meglio anche uno scontro durissimo per poi ripartire. La gente non capirebbe un accordicchio"
MIHAJLOVIC CON ALBERTINI - Sinisa Mihajlovic, tecnico della Sampdoria, si schiera con l'avversario di Tavecchio: "Sono per Albertini, è un amico ed è soprattutto l'uomo giusto. Dopo la vita da calciatore ha iniziato subito un percorso in federazione: è un ragazzo bravo e intelligente". Un altro allenatore ha affrontato il tema razzismo. E' il tecnico della Roma, Rudi Garcia: "La lotta al razzismo deve venire non solo da noi sul campo ma anche dai dirigenti del calcio".
NICCHI: "SIAMO IN ATTESA DI RISPOSTE" - "L'Aia ha espresso i propri desideri ai due candidati alla presidenza federale, siamo in attesa delle risposte". Lo ha detto il presidente dell'Assoarbitri, Marcello Nicchi, durante la conferenza stampa a chiusura del raduno degli ufficiali di gara a Sportilia.
KYENGE: "TAVECCHIO NON PUO' RAPPRESENTARE CALCIO" - Si è aggiunto inoltre il commento dell'europarlamentare del Pd Cecile Kyenge, ex ministro dell'Integrazione, che twitter ha scritto: "Carlo Tavecchio non può rappresentare il calcio italiano! Abbiamo bisogno di rinnovamento anche nel calcio, palestra di un'integrazione possibile".
PETIZIONE #TAVECCHIORITIRATI: 24 MILA FIRME - "Sorprende e dispiace che, dopo la figuraccia mondiale a cui sta condannando l'Italia e lo sport italiano, Carlo Tavecchio non si sia ancora rassegnato. Al signor Tavecchio diciamo che nemmeno noi siamo pronti a rassegnarci, in nome degli oltre 24mila firmatari della petizione #TavecchioRitirati e alle numerose adesioni che continuano a pervenirci". Lo afferma Khalid Chaouki, deputato Pd e coordinatore dell'Intergruppo parlamentare Immigrazione.
Ma Tavecchio sarà in grado di opporsi al suo grande elettore Lotito? Malagò ha comunque precisato che se il mondo del calcio decide di votare Tavecchio, lui non può opporsi anche se ha fatto chiaramente capire come la pensa (lui non lo voterebbe di sicuro, tanto per capirci...). La prossima settimana metterà i due candidati, Tavecchio appunto e Albertini, e vedrà come se ne può uscire. Tavecchio non rinuncia: sa benissimo che non avrà vita facile, né da qui all'11 agosto, giorno delle elezioni, né dopo. Ma spera che si plachi la polemica dopo la battuta infelice (su questo sono tutti d'accordo e lui si è scusato anche ieri): ad oggi Tavecchio ha più del 60 per cento dei consensi, sufficiente per vincere e governare. Ma che la posizione di Tavecchio sia indebolita è evidente anche dalle parole di Macalli, presidente della Lega Pro: "Con questo clima sarà difficile governare". E continuano anche gli attacchi: John Elkann, che è il presidente della Fiat e quindi il proprietario della Juventus, parla di "parole di assoluta inadeguatezza". Non prende invece posizione il presidente dimissionario Abete: "Ho il dovere di mantenere la terzietà". Di scenario in evoluzione parlano anche Renzo Ulivieri (Associazione allenatori) e Damiano Tommasi, presidente dell'Assocalciatori, che invece sostengono Albertini: "Sono possibili cambiamenti". E a sua volta il candidato rivale di Tavecchio ribadisce: "Sono per la condivisione ma non ritiro la mia candidatura".
C'è stato un calo di consensi che potrebbe anche proseguire nei prossimi giorni: ma attenzione, quello che ha perso il n.1 della potentissima Lega Dilettanti non è andato, almeno per ora, al suo rivale Albertini (fermo per ora intorno al 30-33%). Tavecchio resta quindi il favoritissimo: le quattro Leghe sono con lui, anche se devono fronteggiare i malumori di qualche presidente. Forse qualcuno metterà scheda bianca nell'urna, forse qualcuno resterà al mare (in questo caso si abbassa il quorum che prevede, in terza votazione, il 50 per cento più uno). Ma cambia poco la sostanza: resta il fatto che non sarebbero due anni facili, e questo Malagò lo ha detto chiaramente a Tavecchio, al quale ha chiesto subito riforme, una governance diversa della Figc e compagni di cordata credibili (chissà a chi si riferiva...). Da Tavecchio si aspetta una svolta, "risponda alla sua coscienza". Malagò ha anche detto, "non escludo novità da qui all'11 agosto". Quali? Un passo indietro di Tavecchio? Improbabile, non solo perché anche ieri lui lo ha escluso con decisione ma anche perché le quattro Leghe che lo sostengono non lo abbandonano (e temono il commissariamento come un incubo). E allora, è possibile un accordo fra le due parti? Non facile, ma non da escludere del tutto.
Quale accordo? Ipotesi A (caldeggiata anche da Abodi): Tavecchio presidente, Albertini vice (rinuncia alla candidatura), l'altro vice Macalli. Forse è la più praticabile, e qualcuno dovrebbe fare un passo indietro. Ipotesi B, che piacerebbe al sindacato calciatori: Albertini presidente, Lotito e Macalli vice. Difficile. Dovrebbe ritirarsi Tavecchio ma, almeno al momento, non lo farà. E' vero che è scosso umanamente, che la bufera lo ha travolto in un momento difficile anche per motivi familiari ma è sempre stato un lottatore (non certo un comunicatore...) ed è uscito dalle tre ore di incontro con Malagò sereno. E soprattutto, determinatissimo nel andare avanti. Nel suo programma ci sono anche ottime cose, nascoste dalla gaffe terribile. Si parlava ad esempio di ius soli: ora lo attacca la sinistra e lo difende la destra, curioso no? Per Agnelli e Pallotta è "inadeguato", per altri (la maggioranza) è in grado di governare il calcio per due anni. Con una nuova governance (possibile che i dilettanti abbiano il 34%, la A il 12%), con riforme immediate come gli ha chiesto (imposto?) Malagò, con un ct di nome e prestigio (l'ideale sarebbe Conte o Mancini), con il rilancio del settore femminile (come vogliono Fifa, Uefa, Coni...), del settore tecnico e scolastico, con la lotta al razzismo, eccetera. "Parli solo con se stesso", gli ha suggerito Malagò.
Tavecchio ha forti problemi di comunicazione e si è visto venerdì scorso: deve essere più prudente. Leggere magari un testo, non andare a braccio come ha fatto. La Figc intanto ha risposto a Fifa e Uefa: basterà? Matteo Renzi ha spiegato che non può intervenire (pena squalifica della Figc); ma si capisce che l'avrebbe fatto volentieri. Presentati intanto due esposti al superprocuratore Stefano Palazzi contro Tavecchio: che succederà? Probabile l'archiviazione. Si calmeranno le acque? E quando si calmeranno? Non se lo augura solo Tavecchio.
JOHN ELKANN: "PAROLE DI ASSOLUTA INADEGUATEZZA" - Il presidente della Fiat (quindi la proprietà della Juventus, uno dei club contrari a Tavecchio sin dall'inizio) attacca ancora il candidato: "Le frasi di Tavecchio non possono avere commenti. Sono di una inadegutezza assoluta. In generale il mondo sportivo italiano e internazionale ha dimostrato che quando uno aspira a certe responsabilità deve avere comportamenti adeguati".
MACALLI: "DIFFICILE GOVERNARE CON QUESTO CLIMA" - "Da quello che si legge, visto il clima, penso sia molto difficile poter governare nei prossimi due anni. Siamo tutti in libertà provvisoria". Lo ha detto Mario Macalli, presidente della Lega Pro, parlando dei possibili scenari futuri in Figc. "Fa bene Tavecchio ad andare avanti con la candidatura? Dovreste chiedere a lui, non a me. Sicuramente da questa situazione il calcio italiano non ci ha guadagnato. Le dimissioni di Abete dovevano portare tranquillità e invece si è scatenata una bagarre. Noi comunque ribadiamo il nostro pieno sostegno a Tavecchio".
ABETE: "IL CALCIO SEMBRA PEGGIORE DI QUELLO CHE E'" - "Siamo amareggiati perché ora il calcio sembra peggio di quello che è". Commenta il presidente dimissionario della Figc, Giancarlo Abete al termine del Consiglio Federale svoltosi oggi a Roma. Il numero uno di Via Allegri non si esprime sul caso Tavecchio: "Non ho mai risposto nel merito a questa domanda perché qualsiasi cosa io dica sarebbe intepretato come critica o appoggio verso uno dei candidati mentre io sono un soggetto che ha il dovere di mantenere la sua terzietà. Il calcio ha anche questa capacità di attrarre tante situazioni per cui sembra che oggi i problemi siano solo in questo mondo mi sembra che i problemi del Paese siano comunque importanti a livello di Pil, di problematiche interne nel mondo politico e istituzionale".
CAIRO: "SERIE A SI STA SPACCANDO" - Il fronte pro Tavecchio in serie A si sta incrinando. Tra coloro che hanno ritirato il sostegno alla candidatura del numero uno della Lega Nazionale Dilettanti nella corsa alla presidenza della c'è anche Urbano Cairo, presidente del Torino: "C'è stato uno smottamento, noi abbiamo ritirato l'appoggio e come noi tanti altri, siamo già 8-9 in serie A - evidenzia ai microfoni di 'Tutti Convocati' su Radio 24 - La serie A comincia a essere non più compatta ma spaccata in due e una serie A non in appoggio va tenuta in conto". Virtualmente però, anche senza la Lega di A, Tavecchio avrebbe comunque i voti per farsi eleggere. "Il tema vero è questo, con tutto il rispetto per i movimenti e per chi ci lavora e gioca, non è giusto che con l'appoggio di Lega Dilettanti e Lega Pro si possa eleggere un presidente, è un tema che va riformato in maniera veloce", il parere di Cairo.
TOMMASI: "POSSIBILI CAMBIAMENTI" - La situazione potrebbe cambiare anche per Damiano Tommasi, presidente dell'Assocalciatori, che sostiene Albertini: "Registriamo il sostegno di qualcuno che prima non era di questa idea, speriamo di arrivare alle elezioni dell'11 con una maggioranza. Man mano che ci si avvicinerà ancora di più al giorno delle elezioni, e analizzando nel concreto la fattibilità di uno e dell'altro candidato, gli elettori potrebbero cambiare idea - ha detto - Ad oggi non ci sono le condizioni per il commissariamento".
ULIVIERI: "NO AD 'ACCORDICCHIO'" - Più o meno la stessa posizione dell'altra componente schierata con Albertini, l'assoallenatori presieduta da Renzo Ulivieri: "E' uno scenario secondo me aperto, perché potrebbe succedere di tutto. La speranza, ma è una mia valutazione personale, è che anche se in ritardo, e non per colpa nostra, potremmo sederci a un tavolo, fissare cinque-sei punti seri, seri, e anche di impatto, e comprensibili per l'opinione pubblica che ci guarda e per i tifosi. Diventerebbe una legislatura di passaggio per questi due anni. Piuttosto che un inciucio che la gente non capirebbe, forse è meglio anche uno scontro durissimo per poi ripartire. La gente non capirebbe un accordicchio"
MIHAJLOVIC CON ALBERTINI - Sinisa Mihajlovic, tecnico della Sampdoria, si schiera con l'avversario di Tavecchio: "Sono per Albertini, è un amico ed è soprattutto l'uomo giusto. Dopo la vita da calciatore ha iniziato subito un percorso in federazione: è un ragazzo bravo e intelligente". Un altro allenatore ha affrontato il tema razzismo. E' il tecnico della Roma, Rudi Garcia: "La lotta al razzismo deve venire non solo da noi sul campo ma anche dai dirigenti del calcio".
NICCHI: "SIAMO IN ATTESA DI RISPOSTE" - "L'Aia ha espresso i propri desideri ai due candidati alla presidenza federale, siamo in attesa delle risposte". Lo ha detto il presidente dell'Assoarbitri, Marcello Nicchi, durante la conferenza stampa a chiusura del raduno degli ufficiali di gara a Sportilia.
KYENGE: "TAVECCHIO NON PUO' RAPPRESENTARE CALCIO" - Si è aggiunto inoltre il commento dell'europarlamentare del Pd Cecile Kyenge, ex ministro dell'Integrazione, che twitter ha scritto: "Carlo Tavecchio non può rappresentare il calcio italiano! Abbiamo bisogno di rinnovamento anche nel calcio, palestra di un'integrazione possibile".
PETIZIONE #TAVECCHIORITIRATI: 24 MILA FIRME - "Sorprende e dispiace che, dopo la figuraccia mondiale a cui sta condannando l'Italia e lo sport italiano, Carlo Tavecchio non si sia ancora rassegnato. Al signor Tavecchio diciamo che nemmeno noi siamo pronti a rassegnarci, in nome degli oltre 24mila firmatari della petizione #TavecchioRitirati e alle numerose adesioni che continuano a pervenirci". Lo afferma Khalid Chaouki, deputato Pd e coordinatore dell'Intergruppo parlamentare Immigrazione.