Sport

Tavecchio, c'è l'appoggio della Lega Pro. Macalli: "Non ci sono mai stati dubbi"

A Firenze l'assemblea delle società della terza serie. Nonostante voci di spaccature tra i club, chiaro il presidente nel sostegno al candidato Figc.  Bertotto contro Chiellini e De Rossi: "Facciano il loro mestiere". Il Messina: "Siamo per il commissariamento". Lotito: "Fa politica sui fatti, è l'uomo giusto"

4 minuti di lettura
ROMA - "Non avevamo in questa assemblea di Lega all'ordine del giorno nulla che potesse far cambiare la posizione delle nostre società, che avevano già espresso a me e nelle riunioni che avevamo tenuto con tutti i club, sull'appoggio alla candidatura a presidente federale di Carlo Tavecchio. Per un fatto di causalità se nè è parlato e si è ribadito questo nostro appoggio alla candidatura di Tavecchio, cosi come era previsto da prima". Non ha dubbi Mario Macalli, presidente di Lega Pro, a margined ell'assemblea di Firenze. "Non ho mai parlato di una Lega Pro compatta su Tavecchio ma di una Lega Pro unita - ha aggiunto Macalli - Poi è possibile che su sessanta società, quando si andrà a votare, ve ne saranno quattro-cinque che dissentano dalla maggioranza e la cosa non mi meraviglierebbe affatto. Non credo che noi siamo quelli dell'unanimità".

"Mi vanto, come Lega Pro, di una caratteristica: quando abbiamo preso un impegno, l'abbiamo sempre mantenuto - prosegue -. Abbiamo perso dei voti anche quando eravamo un blocco di granito, ma rispetto chi non la pensa alla stessa maniera o chi vuole fare qualcosa di diverso. L'importante è che la maggioranza di questa lega sia quella che ha dimostrato questa mattina di essere. Tutte le richieste su cui ci sono state votazioni oggi, sono state votate all'unanimità, non a maggioranza. Se qualche presidente mi avesse detto che la pensava in maniera diversa, non ci sarebbero stati problemi e lo saprei. Ma siccome nessuno me l'ha detto personalmente, io ne prendo atto. Non vedo nessuna spaccatura nella nostra lega ma forse sono un ottimista per natura. Non so cosa succederà il prossimo 11 agosto - ha sottolineato ancora il presidente della Lega Pro -. Una volta quando si andava a votare c'erano le contrapposizioni e chi faceva propaganda per la Democrazia Cristiana diceva 'Dio ti vede, Stalin no'. So che si è fatta una scelta ponderata e credo che debba essere rispettata per quella che è, indipendentemente dalle polemiche che stanno nascendo non solo a carico di Tavecchio ma anche a mio carico. Ci dobbiamo fare il callo fino a giorno 11 e magari anche per dopo. L'importante è essere tutti in buona fede ed andare avanti in una certa direzione. Io non cavalco nessuna tigre, ma sento quello che dicono i presidenti e riporto il loro pensiero perchè sono il loro rappresentante. Io sono il conduttore della Lega", ha aggiunto Macalli, che ha usato un'altra metafora: "Noi abbiamo una sola moglie, non una moglie e un'amante e quindi la Lega ha fatto la sua scelta, criticabile o meno. Però l'ha fatta".

Macalli ha anche risposto a proposito dell'inchiesta che lo ha colpito per abuso d'ufficio nella vicenda legata al fallimento del Pergocrema. "Faccio il presidente di Lega e posso garantire che non sono sereno ma ultra sereno, tranquillo - ha replicato Macalli -. In tutta la mia attività non ho commesso mezzo reato di natura penale. Il tempo sarà galantuomo e darà ragione a chi ragione ce l'ha. E' un dovere della magistratura fare l'atto che mi è stato notificato e quando dovremmo andare al dibattimento, ci andremo con il massimo della tranquillità. Non credo a manovre particolari nei miei confronti. Oggi era il giorno dell'Assemblea di Lega Pro, ed è uscita la notizia che mi riguarda. Sarà un caso di sicuro, quindi prendiamola così".

LOTITO: "POLITICA DEI FATTI, UNA RONDINE NON FA PRIMAVERA" - "Noi siamo per la politica dei fatti, non delle parole". Lo ha detto il presidente della Lazio Claudio Lotito, che ha partecipato come comproprietario della Salernitana: "Tavecchio ha espresso concetti giusti con le parole sbagliate". Rispetto all'elezione del nuovo presidente, dunque, "non è cambiato nulla". E sul non allineamento di alcune società manifestatosi oggi, come Messina e Benevento, ha tagliato corto: "Una rondine non fa primavera. Dopo questa assemblea sono assolutamente sereno, non mi risultano defezioni di club di Lega Pro favorevoli alla candidatura di Tavecchio".

I LAVORI DELL'ASSEMBLEA - La Lega Pro, che ha eletto i due consiglieri federali, ha un peso sull'elezione del presidente federale pari al 17 per cento: "il caso Tavecchio" come detto è entrato nel dibattito. Il presidente Macalli, n.1 della Lega Pro dal 1997, ha ribadito l'appoggio a Tavecchio, anche se c'erano voci di un fronte non più compatto come nelle scorse settimane. Una voce confermata dal direttore tecnico del Benevento, Salvatore Di Somma: "Non credo che l'assemblea di Lega Pro abbia un fronte compatto in favore della candidatura di Tavecchio quale presidente della Figc". Di Somma però non voterà, lo farà invece l'ad del club campano. A Firenze sono assenti i due candidati, per una sorta di fair play bipartisan, ma c'è anche Claudio Lotito: il presidente della Lazio, grande elettore di Tavecchio dalla prima ora, è anche proprietario della Salernitana.

IL MESSINA: "MEGLIO IL COMMISSARIO" - Il Messina si è schierato per la 'terza via', quella del commissariamento. Queste le parole dell'ad Pietro Lo Monaco: "Il Messina non sta né dalla parte di Tavecchio, né da quella di Albertini - ha detto Lo Monaco - Sta dalla parte del tentativo di cambiamento del sistema perché è il sistema che non va. Ci sono poche persone che gestiscono il calcio italiano, gestiscono le nomine e di tutto di più. Il Messina è contro questo modo di fare. Il Messina ritiene che non è la nomina di questo o quell'altro presidente che possa portare al cambiamento delle cose".

IL PISA: "COMPATTI PER TAVECCHIO"
- Voci di dubbi e spaccature che sono state smentite dal presidente del Pisa, Carlo Battini: "Vincerà Tavecchio perché la nostra Lega voterà unita e perché lui ha un trascorso importante, con Tavecchio avremo più garanzie rispetto a quanto accaduto finora. C'è chi dice che la Lega Pro non sia più così compatta su Tavecchio? Vedremo, manca ancora una settimana alle elezioni - ha continuato Battini - io resto convinto che vincerà Tavecchio, non perchè abbia più meriti di Albertini o viceversa, ma perchè ha fatto un percorso a più livelli. Quanto alla sua battuta, è stata anche troppo strumentalizzata da chi ha altri interessi. In questo momento ce ne sono tanti".

BERTOTTO CONTRO CHIELLINI E DE ROSSI - Ieri erano state molto dure nei confronti della candidatura di Tavecchio le parole di Giorgio Chiellini e Daniele Rossi. Contro i due 'senatori' azzurri ha parlato Valerio Bertotto, ex calciatore dell'Udinese e attuale tecnico delle nazionali azzurre di Lega Pro: "Credo che chi gioca a calcio, chi ha un ruolo ben determinato, deve proseguire su quella strada e lasciare agli altri, quelli che devono saper legiferare, saper prendere certe decisioni, avere un certo tipo d'atteggiamento".

PRESIDENTE TERNANA: "PAROLE INDIFENSIBILI, MA NON VOLEVA ESSERE OFFENSIVO" -  Il presidente della Ternana Francesco Zadotti non esplicita la sua posizione sul caso di Carlo Tavecchio ma definisce "inadeguate, inopportune e indifendibili" le parole del candidato alla guida della Federcalcio. "Non credo che nella frase di Tavecchio ci fosse un'intenzione offensiva. Tuttavia trovo le sue parole inadeguate, inopportune e indifendibili. Quanto alla posizione della società nei confronti della candidatura dell'attuale presidente della Lega nazionale dilettanti la espliciteremo nelle sedi opportune".

Se lunedì prossimo dall'assemblea elettiva non dovesse uscire un presidente, il Coni procederebbe al commissariamento della Federcalcio: in quel caso, vista l'importanza della Figc, il commissario non potrebbe che essere il n.1 dello sport italiano, Giovanni Malagò.
I commenti dei lettori