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Figc, Albertini rilancia: "Se Tavecchio si ritira lo faccio anch'io"

La posizione di uno dei due candidati alla presidenza federale, dopo il documento dei nove club di A, che hanno chiesto a entrambi di ritirarsi: "Ma se lui prosegue vuol dire che il suo obiettivo è fare i suoi interessi". Ferrero: "Rinvio assemblea". Della Valle insiste: "Ci aspettiamo passo indietro. Buffon: "Non c'è più tempo per sbagliare"

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ROMA - "Non vedo perché dovrei fare io un passo indietro, ma se nell'interesse del calcio, Tavecchio, che con le sue affermazioni ha provocato una frattura nel calcio, ritirasse la propria candidatura, sarei pronto a fare altrettanto con l'unico fine di tenere unito il nostro mondo che ha urgente bisogno di riforme e dialogo". Demetrio Albertini affida a Twitter la sua posizione, a tre giorni dall'assemblea elettiva della Federcalcio e all'indomani del documento firmato da 9 società di serie A che hanno chiesto a lui e all'altro candidato, Carlo Tavecchio, di ritirare la candidatura alla poltrona presidente federale. "Se invece Tavecchio - continua Albertini - decidesse di proseguire nel suo cammino verso le elezioni, significherebbe che il suo obiettivo è quello di fare esclusivamente gli interessi di una parte del calcio. Nel caso, non da me auspicato, si realizzi quest'ultima eventualità, chiedo fin da ora, a tutti quelli che hanno sempre puntato a una soluzione condivisa, di sostenermi nell'urna. E' bene ribadire che lo stesso Tavecchio ha sempre sostenuto di voler essere il candidato di tutti, ma nei fatti non lo è più e ora col suo atteggiamento sta provocando un'ulteriore spaccatura". Poi Albertini conclude così: "Diciamo NO a un calcio senza tifosi, allenatori, calciatori e importante squadri calcistiche".

Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, uno dei club della 'fronda dei nove', chiede un "rinvio dell'assemblea di lunedì o voto palese, non nascondiamoci più. - ha dichiarato Ferrero - Il calcio italiano merita regole, contenuti, sincerità. Lancio un nuovo appello a tutti i grandi presidenti di A e non solo: non perdiamo questa occasione. Il calcio mondiale ci sta guardando: se andiamo avanti così continuiamo a perdere credibilità, facciamo ombra ai grandi risultati sportivi che hanno scritto la storia dell'Italia. Dobbiamo dimostrare compattezza. Dobbiamo, soprattutto, sincerità ai nostri tifosi", dice il presidente blucerchiato. "Al calcio italiano serve una riforma limpida, condivisa, realizzabile. La soluzione più logica è un comitato di saggi, condiviso con il Coni, che sappia, in tempi brevi, elaborare un pacchetto di interventi urgenti, immediatamente realizzabili; poi andremo a votare, compatti, il nostro presidente: competente, rappresentativo, di grande spessore culturale. Se tutto ciò non sarà possibile - conclude Ferrero - allora uniamoci per chiedere che lunedì il voto non sia segreto a prescindere dai tecnicismi di palazzo. Sarebbe un segnale di onestà e rispetto nei confronti del calcio". Del gruppo dei nove club fa parte anche la Fiorentina. E Andrea Della Valle ribadisce la posizione: "Situazione kafkiana, i due candidati facciano un passano indietro".

PREZIOSI: "NON SI POSSONO CAMBIARE REGOLE A DUE GIORNI DAL VOTO" - L'ipotesi del presidente della Sampdoria è bocciata senza appello dal collega genoano, Enrico Preziosi: "Cercare di cambiare le regole a due giorni dal voto significa provare a vincere truccando il mazzo nel tentativo vano di imporsi ai danni della democrazia interna", dice il n.1 rossoblù prima di soffermarsi sulla nota con cui 9 club di Serie A hanno chiesto a Paolo Tavecchio e Demetrio Albertini di ritirare le proprie candidature alla presidenza federale. "La novità di ieri di 9 firme - da sole nemmeno sufficienti ad esprimere un consigliere federale - apertamente fotografano un voltafaccia di alcune squadre. Liberissimi di cambiare opinione. Dove sta il problema? La parola deve a questo punto passare alle urne", prosegue Preziosi", dice il presidente del Genoa.

ZAMPARINI: "INORRIDITO DA NOVE CLUB"
- Non usa mezzi termini Maurizio Zamparini, presidente del Palermo: "Sono inorridito dal documento che hanno fatto, sono un branco di citrulli. Hanno anche tentato di cooptarmi, mi hanno telefonato Cairo e Agnelli, ma li ho mandati a quel paese. Questa operazione mi fa schifo, si devono vergognare - aggiunge il n.1 rosanero - Cercare di sovvertire una maggioranza attraverso il potere è vergognoso".

CAIRO: "MA ANCHE ZAMPARINI STAVA PER FIRMARE..."
- Zamparini parla di "operazione schifosa", ma secondo Urbano Cairo, presidente del Torino, anche lui stava per firmare il documento: "Tralascio gli insulti, che detti da Zamparini sono una medaglia - afferma Cairo - e gli ricordo soltanto che lunedì sera anche lui era disposto a firmare la lettera".

BUFFON: "NON SI PUO' PIU' SBAGLIARE" - Del momento difficile del calcio italiano ha parlato anche, da Sydney, dove è in tournée con la Juventus, Gigi Buffon: "In Italia il momento è talmente delicato che non si può più scherzare o prendere sotto gamba le problematiche del calcio. Se qualcuno dovesse avere poca energia se la deve far tornare - ha aggiunto il capitano bianconero e della Nazionale - Dobbiamo ricominciare ad avere progetti ambiziosi e le idee chiare su quello che vorremmo fare oggi e dove vorremmo arrivare domani. Negli ultimi tempi non abbiamo mai avuto queste sensazioni. E così - ha concluso Buffon - senza progetti a lunga scadenza, vengono meno le certezze e i risultati".
 
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