ROMA - Il nuovo presidente della Federcalcio è Carlo Tavecchio. Resterà in carica per oltre due anni, dovrà trovare subito un ct dopo l'addio di Prandelli e fare quelle riforme che il mondo del pallone attende da tempo. In terza vottazione Tavecchio ha avuto il 63,18% dei consensi, come era facile prevedere. Il suo rivale, Demetrio Albertini, si è fermato al 34,07%. Non è bastato per l'ex calciatore l'appoggio del sindacato giocatori, dell'associazione allenatori, degli arbitri (a sorpresa) e di un gruppetto di club di serie A (Juventus, Torino e Roma). Tavecchio ha aviuto l'appoggio delle quattro leghe, di una parte consistente della serie A che, come al solito, si è spaccata. Tavecchio, 71 anni, ha parlato con commozione, evitando di fare altre gaffe dopo quella clamorosa del 'venerdì nero'. "Sarò il presidente di tutti, anche di chi non mi ha votato. Oggi, alla presenza delle più alte autorità Uefa. c'è stata una dimostrazione di grande serietà e comportamento di democrazia".
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Nel suo primo discorso da presidente federale, Tavecchio ha aggiunto: "Non farò conferenze subito, ma prometto che entro il 18 agosto mi presenterò con la lista del lavoro fatto questa settimana. Da domani mi metterò a disposizione della federazione. Non ho fatto ancora nessun approccio con ct e nessuna operazione di una nuova governance, che dovrà essere condivisa con il consiglio federale. Ho tratto molti insegnamenti che certamente metterò a frutto in un'epoca in cui si dà peso più ad apparire che ad essere". Proprio il 18 agosto ci sarà il primo Consiglio federale.
Perché Tavecchio entro una settimana dovrà risolvere molti problemi: il primo, come detto, è quello del ct. Sembra che Antonio Conte e Roberto Mancini abbiano rifiutato, bisogna trovare un'alternativa credibile: in pista tornano Alberto Zaccheroni o Francesco Guidolin (più il primo che il secondo), con vice Antonio Cabrini, ct della nazionale femminile e quindi molto apprezzato da Tavecchio. Poi, la 'governance': Tavecchio ha assicurato sorprese a Malagò, possibile quindi che i due vicepresidenti siano Beretta e Abodi (vicario), lasciando quindi fuori Lotito (che però avrebbe un ruolo importante nel comitato di presidenza) e Macalli. Un nuovo problema è la serie B: l'ex ministro Frattini, presidente del Collegio di garanzia del Coni, ha deciso che il campionato deve tornare a 22 squadre. La Figc dovrà decidere subito la squadra riammessa.
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"Faremo le cose insieme, e giudicheremo solo poi quello che avremo fatto - ha detto il nuovo numero uno del calcio italiano - Con le parole non sono mai stato a mio agio. Le riforme possono farsi solo insieme, nel mio programma non esistono uomini della provvidenza o ricette magiche. Esiste invece la cultura del lavoro: senza perdere altro tempo invito tutte le componenti ad abbandonare divisioni e mettersi all'opera".
Demetrio Albertini esce sconfitto: "Alla fine, ha vinto il corporativismo. Volevo essere un'alternativa diversa, ma il blocco delle leghe è difficile da scardinare", dice riferendosi al sostegno garantito dai club al successore di Giancarlo Abete. "Tavecchio ha bisogno di un in bocca al lupo. Io ora vado a casa, da mia moglie e dai miei figli". "Purtroppo non c'è stata la voglia di dare un cambio di marcia". E' l'analisi del presidente dell'Assocazione calciatori, Damiano Tommasi: "Avete visto chi sono gli sponsor del presidente federale... - spiega l'ex centrocampista della Roma e della Nazionale - Purtroppo è fuori dalle nostre possibilità un controllo di questo tipo".
ABETE E PREZIOSI ALL'ATTACCO DI AGNELLI
Il presidente del Coni Giovanni Malagò ha fatto i complimenti a entrambi i candidati e poi, come riportato dal sito del Comitato olimpico: "Come sostengo da sempre, il calcio ha bisogno di riforme importanti che si possono realizzare solo con la piena condivisione di tutte le componenti. Sono convinto che Tavecchio porterà presto novità anche all'interno della governance. Avevo detto che ci sarebbero state sorprese e ci saranno a breve. Ma tocca a Tavecchio annunciarle e comunicarle - conclude Malagò - Da parte mia i più sinceri auguri di buon lavoro".
Tra i più contenti per l'elezione, quello che da molti è stato indicato come sponsor principale, Claudio Lotito: "Tavecchio ha dimostrato che contano più i fatti delle parole. Io non sono stato regista di nulla, ho sostenuto l'attuazione di un programma che è stato condiviso all'unanimità dalla Lega e recepito dalle altre leghe. Con coerenza lo ha portato avanti fino ad oggi e i fatti ci hanno dato ragione. Io suo tutor? Queste sono invenzioni - aggiunge - Tavecchio non ha bisogno di tutele. E' una persona che è nelle condizioni di poter decidere autononamente, il suo curriculum parla da solo ed ha dimostrato con infatti cosa è capace di fare. La Lega Dilettanti l'ha trasformata e resa competitiva. Ritengo che possa fare cose importanti ancfhe in Figc".
A proposito del presidente della Lazio, battuta del collega della Sampdoria, Massimo Ferrero: "Lotito? E' un gladiatore, un grande uomo. Lotito se c'è un funerale vuol fare il morto, se c'è un matrimonio vuol fare lo sposo. Ovviamente lo dico scherzando, ma è un protagonista nato"
"Al di là delle polemiche di questi giorni, prendiamo atto che il neo presidente Tavecchio ha affermato, anche oggi, di essere stato equivocato. Ci attendiamo ora da lui un forte pragmatismo anche nella lotta a ogni forma di razzismo. Il calcio è per i più giovani - a cui lui spesso si rivolge - un ambito di elezione dove promuovere la cultura del rispetto e il valore delle differenze". Cosi Marco De Giorgi, direttore dell'ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali. "Nella lista di cose da fare, annunciata per il 18, ci aspettiamo da lui misure concrete e non solo dichiarazioni contro il razzismo che sta diffondendosi, in modo pericoloso, nello sport. Il neopresidente potrebbe ad esempio accogliere la proposta di unar di istituire un fondo destinato a finanziare iniziative per i più giovani di prevenzione ed educazione contro il razzismo negli stadi. Il fondo potrebbe essere alimentato anche con parte delle somme derivanti dalle sanzioni comminate alle società per fatti razzisti.Siamo convinti che sarebbe un ottimo inizio"
A tal proposito l'idea di Carlo Tavecchio vede Fiona May quale consigliere per l'integrazione, contro le discriminazioni razziali. Tavecchio la presenterà all'approvazione del sindacato calciatori, in caso positivo varerà al più presto la nomina dell'ex campionessa del mondo di salto in lungo.
"Il rinnovamento ha bisogno di coraggio! Peccato abbiamo perso l'occasione per rinnovare il calcio italiano! Auguri... Presidente". Lo scrive su Twitter Cecile Kyenge, ex ministro dell'Integrazione, commentando l'elezione di Carlo Tavecchio alla presidenza della Figc.
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Nel suo primo discorso da presidente federale, Tavecchio ha aggiunto: "Non farò conferenze subito, ma prometto che entro il 18 agosto mi presenterò con la lista del lavoro fatto questa settimana. Da domani mi metterò a disposizione della federazione. Non ho fatto ancora nessun approccio con ct e nessuna operazione di una nuova governance, che dovrà essere condivisa con il consiglio federale. Ho tratto molti insegnamenti che certamente metterò a frutto in un'epoca in cui si dà peso più ad apparire che ad essere". Proprio il 18 agosto ci sarà il primo Consiglio federale.
Perché Tavecchio entro una settimana dovrà risolvere molti problemi: il primo, come detto, è quello del ct. Sembra che Antonio Conte e Roberto Mancini abbiano rifiutato, bisogna trovare un'alternativa credibile: in pista tornano Alberto Zaccheroni o Francesco Guidolin (più il primo che il secondo), con vice Antonio Cabrini, ct della nazionale femminile e quindi molto apprezzato da Tavecchio. Poi, la 'governance': Tavecchio ha assicurato sorprese a Malagò, possibile quindi che i due vicepresidenti siano Beretta e Abodi (vicario), lasciando quindi fuori Lotito (che però avrebbe un ruolo importante nel comitato di presidenza) e Macalli. Un nuovo problema è la serie B: l'ex ministro Frattini, presidente del Collegio di garanzia del Coni, ha deciso che il campionato deve tornare a 22 squadre. La Figc dovrà decidere subito la squadra riammessa.
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"Faremo le cose insieme, e giudicheremo solo poi quello che avremo fatto - ha detto il nuovo numero uno del calcio italiano - Con le parole non sono mai stato a mio agio. Le riforme possono farsi solo insieme, nel mio programma non esistono uomini della provvidenza o ricette magiche. Esiste invece la cultura del lavoro: senza perdere altro tempo invito tutte le componenti ad abbandonare divisioni e mettersi all'opera".
Demetrio Albertini esce sconfitto: "Alla fine, ha vinto il corporativismo. Volevo essere un'alternativa diversa, ma il blocco delle leghe è difficile da scardinare", dice riferendosi al sostegno garantito dai club al successore di Giancarlo Abete. "Tavecchio ha bisogno di un in bocca al lupo. Io ora vado a casa, da mia moglie e dai miei figli". "Purtroppo non c'è stata la voglia di dare un cambio di marcia". E' l'analisi del presidente dell'Assocazione calciatori, Damiano Tommasi: "Avete visto chi sono gli sponsor del presidente federale... - spiega l'ex centrocampista della Roma e della Nazionale - Purtroppo è fuori dalle nostre possibilità un controllo di questo tipo".
ABETE E PREZIOSI ALL'ATTACCO DI AGNELLI
Il presidente del Coni Giovanni Malagò ha fatto i complimenti a entrambi i candidati e poi, come riportato dal sito del Comitato olimpico: "Come sostengo da sempre, il calcio ha bisogno di riforme importanti che si possono realizzare solo con la piena condivisione di tutte le componenti. Sono convinto che Tavecchio porterà presto novità anche all'interno della governance. Avevo detto che ci sarebbero state sorprese e ci saranno a breve. Ma tocca a Tavecchio annunciarle e comunicarle - conclude Malagò - Da parte mia i più sinceri auguri di buon lavoro".
Tra i più contenti per l'elezione, quello che da molti è stato indicato come sponsor principale, Claudio Lotito: "Tavecchio ha dimostrato che contano più i fatti delle parole. Io non sono stato regista di nulla, ho sostenuto l'attuazione di un programma che è stato condiviso all'unanimità dalla Lega e recepito dalle altre leghe. Con coerenza lo ha portato avanti fino ad oggi e i fatti ci hanno dato ragione. Io suo tutor? Queste sono invenzioni - aggiunge - Tavecchio non ha bisogno di tutele. E' una persona che è nelle condizioni di poter decidere autononamente, il suo curriculum parla da solo ed ha dimostrato con infatti cosa è capace di fare. La Lega Dilettanti l'ha trasformata e resa competitiva. Ritengo che possa fare cose importanti ancfhe in Figc".
A proposito del presidente della Lazio, battuta del collega della Sampdoria, Massimo Ferrero: "Lotito? E' un gladiatore, un grande uomo. Lotito se c'è un funerale vuol fare il morto, se c'è un matrimonio vuol fare lo sposo. Ovviamente lo dico scherzando, ma è un protagonista nato"
"Al di là delle polemiche di questi giorni, prendiamo atto che il neo presidente Tavecchio ha affermato, anche oggi, di essere stato equivocato. Ci attendiamo ora da lui un forte pragmatismo anche nella lotta a ogni forma di razzismo. Il calcio è per i più giovani - a cui lui spesso si rivolge - un ambito di elezione dove promuovere la cultura del rispetto e il valore delle differenze". Cosi Marco De Giorgi, direttore dell'ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali. "Nella lista di cose da fare, annunciata per il 18, ci aspettiamo da lui misure concrete e non solo dichiarazioni contro il razzismo che sta diffondendosi, in modo pericoloso, nello sport. Il neopresidente potrebbe ad esempio accogliere la proposta di unar di istituire un fondo destinato a finanziare iniziative per i più giovani di prevenzione ed educazione contro il razzismo negli stadi. Il fondo potrebbe essere alimentato anche con parte delle somme derivanti dalle sanzioni comminate alle società per fatti razzisti.Siamo convinti che sarebbe un ottimo inizio"
A tal proposito l'idea di Carlo Tavecchio vede Fiona May quale consigliere per l'integrazione, contro le discriminazioni razziali. Tavecchio la presenterà all'approvazione del sindacato calciatori, in caso positivo varerà al più presto la nomina dell'ex campionessa del mondo di salto in lungo.
"Il rinnovamento ha bisogno di coraggio! Peccato abbiamo perso l'occasione per rinnovare il calcio italiano! Auguri... Presidente". Lo scrive su Twitter Cecile Kyenge, ex ministro dell'Integrazione, commentando l'elezione di Carlo Tavecchio alla presidenza della Figc.