Razzismo, Platini: "Frasi Tavecchio riprovevoli, ma decidera l'Uefa"
Il presidente del massimo organismo europeo, in margine ad un convegno contro ogni discriminazione, torna sulle frasi del numero uno della Figc: "Il calcio non discrimina e perseguita, è un fattore di progresso per la società"
ROMA - "L'Europa del calcio bianco, machista è finita e, per fortuna, non tornerà". Un calcio al razzismo e a ogni forma di discriminazione, è quanto si ripromette il presidente dell'Uefa Michel Platini che oggi a Roma, presso l'hotel Parco dei Principi, ha aperto i lavori della due giorni di conferenza 'Respect Diversity' che ha chiamato nella Capitale oltre 200 delegati di federazioni affiliate alla Uefa, leghe, club, organizzazioni politiche e di governo, Ong e gruppi di minoranze che affiancheranno esperti e rappresentanti dei media per discutere di come trattare tutti gli aspetti legati al razzismo e alla discriminazione nel mondo del calcio.
Ospitata dalla Figc e organizzata dalla Uefa, dalla rete Fare e dall'unione giocatori FIFPro, la conferenza è cominciata con l'intervento dell'ex campione juventino che non ha mancato di fare un piccolo accenno alla vicenda della frase su 'Opti Pobà' pronunciata prima delle vacanze estive dal presi…
Ospitata dalla Figc e organizzata dalla Uefa, dalla rete Fare e dall'unione giocatori FIFPro, la conferenza è cominciata con l'intervento dell'ex campione juventino che non ha mancato di fare un piccolo accenno alla vicenda della frase su 'Opti Pobà' pronunciata prima delle vacanze estive dal presi…
ROMA - "L'Europa del calcio bianco, machista è finita e, per fortuna, non tornerà". Un calcio al razzismo e a ogni forma di discriminazione, è quanto si ripromette il presidente dell'Uefa Michel Platini che oggi a Roma, presso l'hotel Parco dei Principi, ha aperto i lavori della due giorni di conferenza 'Respect Diversity' che ha chiamato nella Capitale oltre 200 delegati di federazioni affiliate alla Uefa, leghe, club, organizzazioni politiche e di governo, Ong e gruppi di minoranze che affiancheranno esperti e rappresentanti dei media per discutere di come trattare tutti gli aspetti legati al razzismo e alla discriminazione nel mondo del calcio.
Ospitata dalla Figc e organizzata dalla Uefa, dalla rete Fare e dall'unione giocatori FIFPro, la conferenza è cominciata con l'intervento dell'ex campione juventino che non ha mancato di fare un piccolo accenno alla vicenda della frase su 'Opti Pobà' pronunciata prima delle vacanze estive dal presidente della Figc Carlo Tavecchio: "Ha espresso frasi che hanno provocato stupore e riprovazione. L'Uefa ha deciso di aprire una inchiesta su cui si esprimerà, dunque non entrerò nel merito".
Un bilancio con luci e ombre quello sulla lotta al razzismo che vede l'Uefa da anni in prima linea per contrastare il fenomeno, come sottolineato dallo stesso Platini. "Questa è la quarta conferenza di questo tipo in 11 anni. L'Uefa ed io pensiamo di non poterci inorgoglire per questo, dobbiamo essere onesti, è la constatazione di un fallimento. Il razzismo appartiene al presente delle nostre società e del calcio, ma l'Uefa può essere orgogliosa di essere la prima organizzazione ad aver messo in agenda questo problema".
Ospitata dalla Figc e organizzata dalla Uefa, dalla rete Fare e dall'unione giocatori FIFPro, la conferenza è cominciata con l'intervento dell'ex campione juventino che non ha mancato di fare un piccolo accenno alla vicenda della frase su 'Opti Pobà' pronunciata prima delle vacanze estive dal presidente della Figc Carlo Tavecchio: "Ha espresso frasi che hanno provocato stupore e riprovazione. L'Uefa ha deciso di aprire una inchiesta su cui si esprimerà, dunque non entrerò nel merito".
Un bilancio con luci e ombre quello sulla lotta al razzismo che vede l'Uefa da anni in prima linea per contrastare il fenomeno, come sottolineato dallo stesso Platini. "Questa è la quarta conferenza di questo tipo in 11 anni. L'Uefa ed io pensiamo di non poterci inorgoglire per questo, dobbiamo essere onesti, è la constatazione di un fallimento. Il razzismo appartiene al presente delle nostre società e del calcio, ma l'Uefa può essere orgogliosa di essere la prima organizzazione ad aver messo in agenda questo problema".