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Tavecchio, Lega e Platini: la grande lite per arbitri e tecnologia

Dietro il "gol non gol " di Udinese-Roma non c'è solo l'incomprensione tra l'arbitro Guida e l'additional reeferee Maresca: Nicchi si lamenta perchè non può scegliere i migliori e non va d'accordo con il presidente della Figc che intanto vuole fare un dispetto a Platini e punta sule telecamere in campo. Intanto in Lega di serie A, Galliani è contro i piccoli club che non vogliono spendere soldidi FULVIO BIANCHI
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ROMA - L'"occhio di falco" Guida, arbitro internazionale di Nola, ha visto bene: era gol. Di poco. Due centimetri, ma la palla aveva superato, del tutto (come vuole il regolamento), la linea di porta dell'Udinese. Questo il pensiero del designatore di serie A, Domenico Messina, ex arbitro internazionale, che quest'anno ha preso il posto di Stefano Braschi. Per lui, Guida ha visto quello che ha visto anche la telecamera alta, posizionata a centrocampo: cioè che il pallone era entrato del tutto. E ha convalidato quindi la rete. Sconfessando l'arbitro d'area (additional reeferee) Maresca, che viene dalla serie B, e che, messo sulla linea di fondo, aveva avuto l'impressione che non fosse gol e l'aveva pure fatto notare. Guida, secondo i suoi superiori, è stato bravo perché "ha avuto coraggio", ha dimostrato che un arbitro "deve decidere". L'ultima parola, come noto, spetta a quello centrale. Lo stesso Guida non ha dato il rigore all'Udine…
ROMA - L'"occhio di falco" Guida, arbitro internazionale di Nola, ha visto bene: era gol. Di poco. Due centimetri, ma la palla aveva superato, del tutto (come vuole il regolamento), la linea di porta dell'Udinese. Questo il pensiero del designatore di serie A, Domenico Messina, ex arbitro internazionale, che quest'anno ha preso il posto di Stefano Braschi. Per lui, Guida ha visto quello che ha visto anche la telecamera alta, posizionata a centrocampo: cioè che il pallone era entrato del tutto. E ha convalidato quindi la rete. Sconfessando l'arbitro d'area (additional reeferee) Maresca, che viene dalla serie B, e che, messo sulla linea di fondo, aveva avuto l'impressione che non fosse gol e l'aveva pure fatto notare. Guida, secondo i suoi superiori, è stato bravo perché "ha avuto coraggio", ha dimostrato che un arbitro "deve decidere". L'ultima parola, come noto, spetta a quello centrale. Lo stesso Guida non ha dato il rigore all'Udinese per l'intervento su Kone: assolto anche su questo episodio perché non c'è la certezza che sia stato preso prima il pallone o la gamba e i rigori, sostengono i capi arbitrali, si "danno soltanto nei casi in cui non ci sono dubbi". Resta il sospetto, tutto qui. Ma coi sospetti non si va a tirare dal dischetto. Guida, quindi, è stato scagionato.

Ma dietro, intorno, a tutto quello che è successo domenica pomeriggio al Friuli c'è la guerra. Una guerra aperta fra arbitri, Figc, Uefa, Fifa, Aia, Lega di serie A, eccetera. Andiamo con ordine: "Le regole del calcio non le facciamo noi, le fa chi in campo non è mai andato": fra gli arbitri c'è fortissimo malumore. "Noi non contiamo niente. Questa è la verità. Vogliono abolire gli additional referees? Vogliono rinunciare all'aiuto che possono dare 2 persone in più? Va bene: ma sappiano che questo un passo indietro". Vero, un passo indietro perché come ha spiegato Collina gli arbitri di area sono anche un deterrente, da quando ci sono loro i calciatori commettono meno falli, sono più prudenti. Vero anche questo. Ma c'è da fare una differenza, che è sostanziale: Collina per una gara di Champions può designare come arbitro centrale Rizzoli e come addizionali Rocchi e Tagliavento. Il meglio insomma che arriva dal nostro calcio. Messina non può farlo perché è in crisi di organico e quindi come successo a Udine deve prendere un arbitro dalla serie B per metterlo sulla linea di porta. E questo è il vero nodo, impossibile da sciogliere: il designatore di B, Farina, prima designa gli arbitri per il suo campionato (a 22 squadre...), poi dà una lista a Messina e lì il designatore di A deve scegliere i suoi addizionali. Non sono gli scarti, d'accordo, ma di sicuro nemmeno le prime scelte. Intendiamoci: fra Messina, che in B c'è stato tre anni, e Farina c'è piena sintonia, si stimano e collaborano ma la coperta è corta per tutti e due, e così si spiega perché da noi, a differenza delle Coppe europee, si è arrivati al capolinea con gli arbitri d'area.
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L'ideale sarebbe una Can unica, A e B messe insieme: ma pare che indietro non vogliano tornare (questioni di potere). E allora? Allora aboliamo gli addizionali. Succederà dal campionato 2015-'16, il prossimo. E qui il gioco si fa anche politico: sì, perché il n.1 della Figc, Carlo Tavecchio, è ancora avvelenato con Michel Platini per quella squalifica-non squalifica (come il gol fantasma...) di sei mesi e così sostiene che l'esperimento voluto dall'Uefa costa all'Italia un milione e seicentomila euro all'anno (un arbitro d'area prende 1000 euro a gara, mica poco) e in tempi di risparmi tanto vale farne a meno. Marcello Nicchi, presidente Aia, si oppone: lui sta con Platini ma fra Nicchi e Tavecchio c'è ruggine sin dall'11 agosto, quando gli arbitri votarono per Albertini, e adesso questa ruggine è addirittura aumentata dopo che Nicchi vuole cambiare alcune norme elettorali dell'Aia.

Ma la guerra non è certo finita qui: Tavecchio è con Blatter che spinge per la tecnologia ed è contrario agli arbitri di area che stanno tanto a cuore a Platini. Il prossimo anno, se i club di serie A tireranno fuori 3-4 milioni, arriverà davvero la tecnologia anche da noi, l'occhio di falco appunto, per risolvere il giallo dei gol-fantasma. Con un margine di errore di 1,5 centimetri. E Guida se davvero ha visto bene, secondo appunto i suoi capi, ha azzeccato due centimetri... Chissà se in futuro, finiranno le polemiche? Probabilmente no: ci sarà sempre qualche telecamera o qualche telefonino a sconfessare le immagini ufficiali. Ma arriverà la tecnologia? Tavecchio è stato chiaro: la Figc è in bolletta, a pagare siano quindi i club. In Lega di A c'è spaccatura (dove è la novità?): Galliani e alcuni club che vanno per la maggiore sono pronti a mettere mano al portafoglio, quelli medio-piccoli sembrano al momento contrari. Ci sarà battaglia. Comunque, vada a finire se ne parla dalla prossima stagione. L'ideale sarebbe la tecnologia e gli arbitri d'area insieme: ma qui non se ne è esce, è una scelta politico-economica. "E noi non contiamo nulla, meno di zero, noi subiamo e basta...", scuotono la testa quelli che vanno in campo e in una frazione di secondo devono decidere. E se sbagliano di un centimetro, viene giù l'inferno. Chissà, forse è il bello del nostro calcio...