Sport

Con i libri re travicello Tavecchio ha superato ogni limite

1 minuti di lettura
Dunque, i libri scritti da Carlo Tavecchio e fatti acquistare da Carlo Tavecchio dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio presieduta da Carlo Tavecchio non erano 20 mila ma 60 mila. E non in un colpo solo: il giochetto dell'autore che diventa acquirente di se stesso aveva funzionato già quando Tavecchio guidava la Lega dilettanti, come oggi spiega un eloquente articolo di Repubblica.

E' solo l'ultimo (l'ultimo?) capitolo di una tristissima storia che era già cominciata malissimo, quando Tavecchio non era ancora il capo del calcio italiano: la famosa frase razzista su Optì Pobà e i mangia banane, costata a Tavecchio una sospensione internazionale ma non pagata neppure per sbaglio in Italia, dove alla maggioranza dei club faceva (e fa ancora) comodo un grottesco re travicello da poter maneggiare a piacimento.

La caduta verticale di Tavecchio, al contrario del suo potere, sembra non avere limiti. Tra battute infelici e decisioni prese sotto dettatura, in particolare da parte dei suoi "grandi elettori" Lotito e Galliani, questo bizzarro ometto continua a farsi gli affari propri a dispetto del buonsenso e del buongusto comune. Si è ben guardato, Tavecchio come il suo predecessore Abete, dall'arginare il monopolio di Infront, vero padrone del calcio italiano appena acquistato dai cinesi. In questi mesi di comando, il signor Banana è riuscito solo a parlare di tecnologie sulla linea di porta per il prossimo campionato. Ha ingaggiato Antonio Conte con i soldi di uno sponsor, operazione non chiarissima, promettendo al ct una libertà d'azione inesistente e, di fatto, lasciandolo lì a galleggiare tra società e crisi di settore, poco più di un sacco vuoto. Ora, su Conte pende anche un probabilissimo rinvio a giudizio per frode sportiva e Tavecchio che fa? Scrive libri (oddio, libri...) e li fa comprare alla Federcalcio per donarli ai ragazzini, che già avranno tanti problemi legati all'adolescenza e si trovano pure a dover affrontare la lettura di un classico come Carlo Tavecchio.

Imprensentabile, non solo imbarazzante, il capo del calcio italiano ha davvero superato ogni limite. La Figc riceve i soldi dal Coni, dunque dallo Stato, dunque da tutti noi. Anche da te, amico lettore, che forse non lo sapevi, ma con una piccola parte delle tue tasse hai appena comprato un libriccino scritto da Tavecchio. E' tempo che il Coni si muova, è tempo che il governo spieghi a chi comanda il nostro sport, e ne gestisce le finanze, che quel signore non può restare alla guida della Figc un minuto di più.
 
I commenti dei lettori