Sport

Carpi e Frosinone: "Tanti la pensano come Lotito. Ad altri spetta giudicare"

Nelle parole "rubate" al presidente della Lazio, la loro promozione rappresenterebbe "la rovina del sistema". Il direttore generale del Carpi, Cristiano Giuntoli: "Rispettiamo tutti e vogliamo rispetto". Il presidente del Frosinone Maurizio Stirpe: "Malessere che cova da tempo: nel calcio professionistico sembra che i rapporti si basino sulla prevaricazione"

3 minuti di lettura
ROMA - Il Carpi che in serie B guarda tutti dall'alto non credeva di rappresentare un problema ma una bella storia di calcio. Di quel calcio pulito che esalta i meriti di giocatori e dirigenti che sanno fare bene il proprio mestiere, senza farsi condizionare dal confronto tra la propria dimensione ridotta e le grandi platee e le altrettanto grandi aspettative dei club metropolitani. Il Frosinone che in sesta posizione combatte per lo stesso sogno con orgoglio ciociaro non immaginava che un centinaio di chilometri più a nord, a Roma, a qualcuno venisse il mal di stomaco al pensiero dell'ascesa di altri poli d'attrazione per gli appassionati del Lazio. E mettiamoci pure il Latina, che lo scorso anno sfiorò la serie A, battuto nella gara decisiva dei playoff dal Cesena. Altro che belle pagine di sport: Carpi e Frosinone, nelle parole rubate a Claudio Lotito, diventano l'archetipo di un problema. Di più, lo scenario di una loro promozione in A sarebbe "rovinoso". Come l'hanno presa gli involontari protagonisti di questo nuovo capitolo dell'ormai lungo romanzo sul malessere del calcio italiano?

CARPI: "STIAMO ALLA FINESTRA"
-  "Ci siamo rimasti molto male, così come tanti tifosi del calcio italiano - confessa il direttore generale del Carpi, Cristiano Giuntoli, a Radio anch'io lo sport su RadioRai -. Abbiamo ricevuto mail e telefonate da ogni parte d'Italia, da allenatori come Mancini e Sarri, una cosa incredibile, che ci ha fatto piacere". "La nostra linea è quella di non fare polemiche - spiega il dirigente degli emiliani - ma sono sei anni che con la proprietà stiamo cercando di lavorare nel rispetto di tutti e vogliamo rispetto. Quello che poi pensano gli altri ci interessa molto poco".

Il Carpi è in piena sintonia con il presidente della Lega di B Abodi (che nella telefonata Lotito definisce "un cretino", ndr), che ha contribuito all'elezione di Tavecchio: "Ci siamo sentiti e anche dal comunicato fatto ha già preso le distanze dalla scelta che pochi mesi fa aveva e avevamo fatto. In settimana riandremo all'attacco e vedremo cosa succederà. Non vogliamo però andare di faccia, è una cosa grossa e restiamo alla finestra".

L'accaduto non ha certo minato le certezze sportive del Carpi: "Siamo una squadra votata all'aggressività, abbiamo tentato di aumentare la carica dei giocatori facendo vedere che quanto successo non ci scalfisce. I ragazzi hanno fatto una grande prestazione (0-0 con lo Spezia, ndr) e non ne hanno risentito". La Serie A, al momento, resta un sogno per la capolista: "Ci pensiamo il meno possibile, pensiamo soprattutto a un quotidiano fatto di lavoro e abnegazione. Sarebbe una cosa fantastica e incredibile ma proseguiamo così, a testa bassa. In caso di promozione ci sarebbe il problema stadio: noi vorremmo restare a Carpi, ma dovremmo confrontarci con le istituzioni".

FROSINONE: "CI CONSIDERANO UN'ESCRESCENZA" - "Abbiamo ricevuto messaggi di solidarietà dai colleghi e dal mondo istituzionale, l'affetto dei tifosi in questi due giorni è stato notevole ed importante". Ai microfoni di Radio Anch'io lo sport interviene anche il presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe. "I nostri tifosi hanno risposto in maniera eloquente, i 400 presenti sabato ad Avellino hanno fatto intendere in modo chiaro il loro pensiero - osserva il numero uno del club laziale -. Quello che succede è la punta di un iceberg di un malessere che cova da tempo nel calcio professionistico, dove sembra che i rapporti si basino sulla prevaricazione. Quello che pensa Lotito lo pensano in tanti in Serie A: noi siamo una escrescenza che dovrebbe essere tolta".

Le parole di Lotito potrebbero andare incontro al giudizio degli organi federali: "Ci sono delle istituzioni che sono preposte a far rispettare le regole: se in queste parole o atteggiamento si avvisasse qualcosa di irregolare, ci sono organi deputati a far giustizia - taglia corto Stirpe -. Ciò che è censurabile è che un dirigente che ha un incarico importantissimo in federazione non può lasciarsi andare a questi comportamenti, a prescindere se abbia ragione o torto. La giustizia sportiva deve intervenire e sanzionare qualora non siano state rispettare le regole. Abbiamo sostenuto Tavecchio perché si è fatto garante del rispetto dell'accordo economico tra le due leghe: qualora ciò non accada, siamo pronti a togliere il nostro sostegno".

Stirpe non crede però che quanto accaduto possa avere dei riflessi pratici sul rendimento dei suoi: "Se guardo il risultato di sabato, le parole di Lotito hanno influito negativamente sulla squadra (ha perso 3-0 ad Avellino, ndr). Scherzi a parte, non penso possa influire sulle prestazioni del Frosinone, che ha come obiettivo la salvezza".
I commenti dei lettori