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Toni, Di Natale e Quagliarella: i nostri "nonni del gol"

I migliori realizzatori italiani della nostra serie A sono volti noti da anni, forse da troppi anni: in tre hanno realizzato 33 gol, ma mettono insieme qualcosa come 106 anni: 37 Luca e Totò, 32 il "giovane" Fabio

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ROMA - Cento anni in tre, a dir la verità anche qualcuno di più. Luca Toni, Antonio Di Natale, Fabio Quagliarella: i primi tre migliori realizzatori italiani della nostra serie A sono volti noti da anni, forse da troppi anni. Ragazzi degli anni Settanta i primi due, dell'ottantatré l'ultimo. In tre hanno realizzato 33 gol, ma mettono insieme qualcosa come 106 anni: 37 Luca e Totò, 32 il "giovane" Fabio. 
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GOL E CAPITANI: DA NOI I PIÙ VECCHI D'EUROPA - Facce da primi anni duemila, calciatori che al grande calcio si sono affacciati prima di Calciopoli: Quagliarella e Toni le prime presenze in serie A le hanno messe insieme quasi 15 anni fa, nel 2000, Di Natale più tardi, nel 2002, ma da quel giorno non se n'è andato più. A sommarli tutti, nella massima serie hanno segnato 430 gol e quindici anni dopo il debutto sono sempre loro a tirare il carro dei migliori. Ma basta guardare l'ingresso in campo delle nostre squadre per capire che qualcosa non va: ogni domenica sembra un amarcord sui primi anni duemila. A stringersi la mano, facce per cui proviamo un'abitudine quasi familiare. Da Buffon a Totti, da Daniele Conti a Alessandro Lucarelli, da Mauri a Pellissier, da Pasqual a Burdisso: i capitani della serie A sono i più vecchi d'Europa, con una media età di oltre 33 anni. Gli under 30 con la fascia al braccio del nostro campionato, sono soltanto tre: Ranocchia, Hamsik e Glik, tutti 27enni, mentre in 9 hanno già tagliato il traguardo dei 35 anni.
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LA GENERAZIONE DI MEZZO - E senza età sono anche i gol: l'unico italiano in doppia cifra è Manolo Gabbiadini, 23 anni, più di dieci in meno dei compagni di reti. Che fine ha fatto la generazione di mezzo? Dove sono finiti gli attaccanti nati nella seconda metà degli anni Ottanta? Tra Matri, nato nel 1984, a Paloschi, del 1990, passano sette anni in cui non è nato nemmeno un goleador italiano capace di segnare quanto o più di loro. Tutta la generazione di mezzo - Giuseppe Rossi, Cerci, Immobile, Balotelli e Pellè - nella vita fa altro. E gli unici rimasti in Italia, Okaka e Sau, con 4 gol a testa faticano a soddisfare la definizione di goleador.
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GOL BABY IN EUROPA: LACAZETTE, KANE, VIETTO - In Europa non è così: i migliori goleador autoctoni dei maggiori campionati sono quasi tutti under 30, alcuni anche molto giovani. In Francia è esploso Lacazette, capocannoniere con 23 gol a 23 anni, davanti a Gignac, 16 gol e 29 anni. E cresce il meno noto Beauvue, 26enne da 11 gol col Guingamp. l'Inghilterra è la patria del fenomeno di stagione, Harry Kane, 16 gol a 21 anni appena. Ma segna eccome anche Austin, 15 gol e nemmeno 26 anni, senza dimenticare Rooney, che 30 ne farà soltanto a ottobre. Mentre in Spagna dietro le stelle di Messi e Ronaldo,  Neymar e Bale, segnano a raffica anche il 27enne Bueno, 15 gol, o la rivelazione Vietto, 12 reti a 21 anni. E pazienza se il terzo spagnolo in graduatoria è il 34enne basco Aduriz. Solo in Germania domina un ultratrentenne. Alexander Meier dell'Eintracht di anni ne ha 32 e nessuno nella Bundesliga ha segnato quanto lui: 19 gol. Ma è un caso certificato da ragazzi terribili come Muller (25 anni, 12 gol), Choupo-Moting (26 anni, 9 gol) e Goetze (22 anni, 9 gol). Insomma, il dominio italiano dei 37enni non ha omologhi nel Vecchio Continente. E per farlo dimenticare al ct Conte non basterà uno stage.
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