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Brava Juve, 'aiutino' meritato

Il tiro dagli 11 metri che ha deciso la sfida poteva anche non essere dato, ma la gara ha offerto ben altri significati. Contro un Monaco tatticamente scaltro i bianconeri, prima di colpire, sono stati perfetti nel gestire situazioni complicate senza frenesia

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TORINO  -  Forse il rigore non c'era, ma la Juve c'è stata eccome. E' servito l'aiutino (meritato) per venire a capo di un Monaco tignoso e serrato come un pugno, e che questo pugno non sia diventato un cazzotto è la miglior cosa alla fine di una notte difficile. Quel rigore si poteva dare come non dare. Anzi, forse si poteva più non dare che dare (l'azione comincia fuori area, Carvalho e Morata guardano in aria, verso il pallone, e neppure si accorgono di inciampare uno nell'altro), però è riduttivo racchiudere la sfida di Champions in quei pochi attimi. Attimi che l'hanno decisa, tuttavia non la spiegano completamente. La Juve si è trovata di fronte l'esatto ostacolo che Allegri aveva spiegato alla vigilia, come se l'allenatore avesse visto in anticipo la partita. Francesi chiusi, abili nel palleggio, rapidi nel contropiede. Potevano ferire Buffon due volte in undici minuti, i primi, e a quel punto sarebbe stata una grana ciclopica.

Il merito della Juventus, non l'unico, è stato mantenere intatta la porta e non farsi divorare dalla frenesia, evitando di offrirsi allo slancio punitivo dell'avversario. Paziente come Allegri pretende, la Juve ha atteso che la fessura diventasse canyon e ci si è tuffata dentro: lo ha fatto Morata a nome di tutti, e l'arbitro ha deciso che sì, quel volo doveva essere punito con il rigore. Non è stato uno spettacolo memorabile, queste sono gare che si decidono in una frazione di secondo e danzano sulle punte, in equilibrio. Ne sa qualcosa il povero Arsenal, che a Londra ne prese tre dai francesi esponendosi senza criterio alle loro coltellate. La Juventus ne ha fatto tesoro, e il coltello alla fine era fatto di sapone e si è sciolto. Siccome il Monaco, di solito, è più forte in trasferta che in casa, perché la sua tattica preferita è il contropiede e non l'iniziativa privata, tra una settimana al "Louis II" non dovrebbe essere impossibile per la Juventus segnare ancora e dimostrarsi superiore, dal momento che lo è, rigori o non rigori. Perché i bianconeri sanno essere rigorosi anche nell'altro senso.
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