Sport

Caos su Tavecchio, frasi contro ebrei e gay: "Vogliono ricattarmi"

Una chiacchierata tra il presidente della Federcalcio e il direttore del sito SoccerLife con frasi insultanti verso ebrei e gay: "E' una ritorsione per aver negato dei contributi". La replica: "Abbiamo rinunciato volontariamente ai finanziamenti". Arcigay, comunità ebraiche e Pd chiedono le sue dimissioni. In serata la nota di Tavecchio: "Non era un'intervista"

4 minuti di lettura
ROMA - Il presidente della Figc Carlo Tavecchio è di nuovo nell'occhio del ciclone. Dopo la gaffe su 'Optì Pobà', che aveva caratterizzato la campagna elettorale prima della sua elezione alla presidenza Figc, nell'estate 2014, il Corriere della Sera ha pubblicato alcuni passaggi di una lunga chiacchierata di qualche mese fa tra lo stesso Tavecchio e il direttore del quotidiano online SoccerLife Massimiliano Giacomini. Un dialogo contentente frasi razziste e antisemite e considerazioni omofobe. Il presidente della Federcalcio sostiene di essere di essere vittima di un ricatto ("Non ricordo le parole usate in quella conversazione, che potrebbe essere manipolata. La persona con cui ho parlato chiedeva finanziamenti per la sua attività editoriale", ha detto) e di avere ottimi rapporti con la comunità ebraica. "E' evidente la ritorsione nei miei confronti da parte di una persona alla quale ho negato dei contributi per la sua attività editoriale", precisa successivamente Tavecchio.  "Ascoltando l'audio, le mie parole sono chiare: ho lunghi rapporti di stima personali e professionali con gli ebrei, ringrazio l'ambasciatore di Israele che me ne ha dato atto. E anche le accuse di omofobia non mi appartengono".

SoccerLife, da parte sua, ha risposto oggi sul proprio sito affermando di aver rinunciato volontariamente ai finanziamenti: "Mente Tavecchio e sa di farlo- scrive Giacomini -  oppure ha anche dimenticato che sono stato io a rinunciare ai finanziamenti, che avevo chiesto come fanno tutti anche le grandi testate, e al presentare alla dottoressa Gioia il progetto per il reperimento di fondi europei. Tavecchio dice di essere vittima di un ricatto e di questo ne risponderà nelle sedi opportune, l'unica verità è che non ho fatto al meglio il mio lavoro visto che le frasi antisemite e antigay mi erano sfuggite ma sono sempre più convinto di aver fatto bene a rinunciare ai finanziamenti e a presentare il progetto Europa e mantenendo la libertà e l'indipendenza di SoccerLife e della mia redazione".
[[ge:rep-locali:repubblica:126383024]]
Nella chiacchierata, parlando della sede della Lega Nazionale Dilettanti a Roma, di cui è stato presidente, Tavecchio definisce "ebreaccio" l'imprenditore romano Cesare Anticoli da cui nel 2008 venne acquistato l'immobile di piazzale Flaminio. "Non ho niente contro gli ebrei, ma meglio tenerli a bada", aggiunge ancora Tavecchio.

Sempre nel corso della chiacchierata, Tavecchio cade poi in un'altra gaffe quando parlando di un ex dirigente della Federazione, dice: "Ma è vero che è omosessuale? Io non ho nulla contro, però teneteli lontani da me. Io sono normalissimo". Il giornalista di SoccerLife, alla domanda sul perché il file sia venuto fuori solo ora, ha spiegato di essersi reso conto tardi delle parole di Tavecchio contenute in numerose ore di registrazione e di aver deciso di darle al quotidiano milanese perché gli insulti avessero una eco mediatica più vasta.

In serata, una lunga nota del presidente.  "Tengo a precisare che non si trattava di una intervista ma di un incontro personale chiesto da Giacomini, che conosco da anni e che ho incontrato varie volte, e che la registrazione è avvenuta a mia insaputa, fenomeno deprecabile oggi purtroppo assai diffuso. Se si esamina la vicenda senza pregiudizi, è evidente la ritorsione nei miei confronti da persona alla quale ho negato dei contributi per la sua attività editoriale, e che, dopo il mio rifiuto, ha messo in atto nei confronti della Figc e della mia persona una serie di comportamenti dal contenuto denigratorio, dei quali ho interessato già i miei legali".
"Avendo sentito l'audio risulta chiaro che è Giacomini a citare Eco sul tema degli ebrei, le mie parole sono chiare, ho ribadito i miei lunghi rapporti di stima personali e professionali - aggiunge -. Sono contento che ne ha dato atto, tra gli altri, anche l'Ambasciatore d'Israele in Italia, che ringrazio". "Riguardo alle accuse di omofobia, queste non mi appartengono - sostiene il numero 1 Figc -. Anche qui l'audio è chiarissimo, dal momento che dico 'io non ho niente contro gli omosessuali' ed infatti non ho mai discriminato alcuno per questi motivi. Rispetto le scelte di tutti e non credo che nessuno possa essere criminalizzato per questo".
[[ge:rep-locali:repubblica:126382923]]
Le reazioni. "Tavecchio ci ricasca, tenetelo lontano da posti di responsabilità nello sport", ha detto Flavio Romani, presidente di Arcigay.
 
"Nel calcio non può esserci spazio per antisemitismo, razzismo e omofobia. Lo sport italiano dovrebbe pretendere un passo indietro" ha invece twittato la presidente della comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello. Sullo stesso tenore anche le parole di Renzo Gattegna, presidente dell'Unione comunità ebraiche italiane: "Quelle di Tavecchio sono affermazioni antisemite, costituiscono un fatto gravissimo e un danno di immagine immenso per la credibilità dello sport nazionale e delle sue istituzioni".

"A Carlo Tavecchio noi di Israele abbiamo chiesto aiuto al congresso Fifa, lui ce l'ha dato e non ha avuto timore a dirlo pubblicamente. Sul resto non entro nel merito", ha invece dichiarato l'ambasciatore di Tel Aviv a Roma, Naor Gilon.

Giudizi duri anche da parte di Clemente Mimun, direttore del Tg5, che invoca un cambio ai vertici della Federazione: "Neri, ebrei, gay...ma alla Federcalcio non si dovrebbe parlare di pallone? Il calcio italiano ha bisogno di una nuova guida".

Il passo indietro di Tavecchio dal suo ruolo di presidente della Figc viene invocato anche da Laura Coccia, parlamentare del Pd, ex-atleta disabile, con la delega sul calcio per il partito democratico: "Nel 2015 non si possano sostenere certe dichiarazioni. E' veramente impressionante. Io credo che debba valutare seriamente e auspico che lui si dimetta". Luca Di Bartolomei, responsabile sport del Pd, definisce "difficili da commentare" le parole di Tavecchio: "Abbiamo dato il beneficio del dubbio una volta, una seconda, questa è la terza o la quarta, abbiamo perso il conto. Ora basta".

"Quanto dobbiamo aspettare perche' a questo signore venga impedito di continuare a dirigere e a rappresentare il mondo del calcio italiano?", afferma il coordinatore nazionale di Sel Nicola Fratoianni, che nei prossimi giorni porterà il caso in Parlamento.

LE REAZIONI DEL MONDO SPORTIVO - "Il presidente di una federazione non dovrebbe usare un simile linguaggio. Certe frasi non dovrebbero mai essere pronunciate da nessuno, figuriamoci se a farlo è il presidente della Figc" il pensiero di Renzo Ulivieri, presidente dell'Assoallenatori. "Se fosse vittima di un ricatto sarebbe grave. Se questa cosa venisse fuori da un discorso confidenziale sarebbe una maialata -dice Ulivieri-. In ogni caso un simile linguaggio non è da presidente di una federazione. Il presidente della Figc non dovrebbe utilizzare simili termini. Mi dispiace di questo nuovo scivolone, certi discorsi non sono da presidente federale e non sono da nessuno".

 
I commenti dei lettori