ROMA - "Le parole emerse attraverso la registrazione audio sono inaccettabili e vanno biasimate. Per dovere di chiarezza, allo stesso tempo, sottolineo che non esiste alcun presupposto tecnico-giuridico affinché il CONI possa prendere provvedimenti legati all'eventuale commissariamento della Federazione". Queste le parole di Giovanni Malagò sul (nuovo) caso-Tavecchio. "Inoltre, come già esternato in altra occasione, ritengo che ogni singola persona debba rispondere alla propria coscienza e adottare il comportamento più idoneo. Voglio comunque aggiungere che ho chiesto, con urgenza, un report dettagliato alla Figc per approfondire il caso in questione e le singolari dinamiche della vicenda, su cui si fondano peraltro i successivi chiarimenti e denunce del Presidente Tavecchio". Giovanni Malagò, il n.1 dello sport italiano, è preoccupato: è appena tornato da Washington Dc con qualche linea di febbre, pienamente soddisfatto dell'importante lavoro fatto per la candidatura di Roma 2024 insieme con Luca Montezemolo, ed ecco un altro caso-Tavecchio. E si è subito trovato alle prese con queste frasi estorte, questa brutta vicenda di una registrazione fatta di nascosto: ma restano le parole, come macigni. Malagò è molto legato a Matteo Renzi, che lo voleva sindaco di Roma e che appoggia la nostra candidatura olimpica: e la preoccupazione del premier, anche in vista di Roma 2024, è la sua. Vero che mancano quasi due anni alla decisione dei membri Cio, ma certe notizie, si sa, fanno il giro delle mondo. Tavecchio sarà stato fregato, ma di sicuro è stato imprudente. Malagò, come detto, è preoccupato. Preoccupato per i segnali che arrivano da Palazzo Chigi, preoccupato per le pressioni politiche. "Situazione complicata", ci ha detto stamattina entrando a Palazzo H. Ci penserà su: ma non può commissariare Tavecchio anche se lo volesse, ma potrebbe prendere le distanze da lui. Sinora lo ha sempre difeso: continuerà a farlo anche in futuro?
E Tavecchio: ieri, a casa, a Ponte di Lambro, ha passato una pessima domenica. Contatti continui con Roma, con il suo addetto stampa Roberto Coramusi e con l'avvocato-amico Mario Gallavotti. Di sicuro querelerà che l'ha coinvolto in questa storiaccia. Ma non ha alcuna intenzione di mollare. "Io non mi dimetto", ha ribadito agli amici più fedeli. E ha intenzione di farla pagare a "certa gente" che gli crea solo problemi. Restano le parole. Quelle non si possono cancellare. Tavecchio non è razzista e nemmeno antisemita ma purtroppo è ricorrente nelle sue gaffes. Lui voleva fare solo una battuta, ma dire "ebreaccio" non è come dire "romanaccio". Lui voleva solo dire che quel costruttore, Anticoli, è bravo a fare i suoi interessi. Ma ha sbagliato tutto, su questo non ci sono dubbi. Certe cose non si dicono nemmeno al bar.
Sulla vicenda è arrivato anceh il parere di Alessandro Del Piero: "Tutti gli episodi non positivi che accadono nel mondo del calcio infastidiscono le persone che, come me, sono state mosse fin dall'inizio dalla passione per questo sport e che, al di là dei ruoli che ricoprono nella vita, più o meno attivi sul campo, dedicano sempre un'attenzione particolare", spiega l'ex juventino ai microfoni di Rtl 102.5. "La passione non finisce mai per quanto mi riguarda, e sono anche impegnato in ambito calcistico in un'emittente (Sky, ndr) per poter commentare, e cerchiamo di farlo proprio con l'intento di esaltare le tante cose positive di questo sport. Augurandoci e augurando a tutti di sbagliare il meno possibile, e in alcuni casi di non sbagliare, perchè ci sono delle situazioni dove necessariamente non bisogna sbagliare in quello che si dice o nel messaggio che si dà". Qualcuno vorrebbe il 'Pinturicchio' ct della Nazionale o presidente federale: "Di sicuro non mi esonererei... E' una battuta, però questi accostamenti sono motivo di grande orgoglio perchè vuol dire che c'è stima nei miei confronti. Il mio percorso continua e vedremo se e quali saranno i ruoli per me e cosa maturerà nel mio futuro, ma è ovvio che vivo con grande orgoglio ogni accostamento del mio nome a ruoli così importanti nel mondo calcistico".
E Tavecchio: ieri, a casa, a Ponte di Lambro, ha passato una pessima domenica. Contatti continui con Roma, con il suo addetto stampa Roberto Coramusi e con l'avvocato-amico Mario Gallavotti. Di sicuro querelerà che l'ha coinvolto in questa storiaccia. Ma non ha alcuna intenzione di mollare. "Io non mi dimetto", ha ribadito agli amici più fedeli. E ha intenzione di farla pagare a "certa gente" che gli crea solo problemi. Restano le parole. Quelle non si possono cancellare. Tavecchio non è razzista e nemmeno antisemita ma purtroppo è ricorrente nelle sue gaffes. Lui voleva fare solo una battuta, ma dire "ebreaccio" non è come dire "romanaccio". Lui voleva solo dire che quel costruttore, Anticoli, è bravo a fare i suoi interessi. Ma ha sbagliato tutto, su questo non ci sono dubbi. Certe cose non si dicono nemmeno al bar.
Sulla vicenda è arrivato anceh il parere di Alessandro Del Piero: "Tutti gli episodi non positivi che accadono nel mondo del calcio infastidiscono le persone che, come me, sono state mosse fin dall'inizio dalla passione per questo sport e che, al di là dei ruoli che ricoprono nella vita, più o meno attivi sul campo, dedicano sempre un'attenzione particolare", spiega l'ex juventino ai microfoni di Rtl 102.5. "La passione non finisce mai per quanto mi riguarda, e sono anche impegnato in ambito calcistico in un'emittente (Sky, ndr) per poter commentare, e cerchiamo di farlo proprio con l'intento di esaltare le tante cose positive di questo sport. Augurandoci e augurando a tutti di sbagliare il meno possibile, e in alcuni casi di non sbagliare, perchè ci sono delle situazioni dove necessariamente non bisogna sbagliare in quello che si dice o nel messaggio che si dà". Qualcuno vorrebbe il 'Pinturicchio' ct della Nazionale o presidente federale: "Di sicuro non mi esonererei... E' una battuta, però questi accostamenti sono motivo di grande orgoglio perchè vuol dire che c'è stima nei miei confronti. Il mio percorso continua e vedremo se e quali saranno i ruoli per me e cosa maturerà nel mio futuro, ma è ovvio che vivo con grande orgoglio ogni accostamento del mio nome a ruoli così importanti nel mondo calcistico".