✕

Cesare Maldini, anche nella vita un uomo di campo

Il calcio lo aveva segnato per sempre da quando era ancora un ragazzo. Fu un giocatore grandissimo ma anche modernissimo nel cuore della difesa milanista
1 minuti di lettura
Cesarone era un uomo di campo e come un uomo di campo parlava, come un uomo di campo agiva e si muoveva. Il calcio lo aveva segnato per sempre quand'era ancora un ragazzo - eccolo, asciutto come un giunco, stringere la Coppa dei Campioni con una mano sola - e non lo avrebbe abbandonato mai più. Era, certamente, un maestro di sport, ma di quelli che vedono sempre prima la persona, il ragazzo, l'atleta con tutte le sue caratteristiche, i suoi pregi e i suoi limiti, e poi il modulo, la sacra idea dello schema che così sacra non è mai. Uno come il Trap, per capirci. E, oggi, forse come Allegri. Non un integralista, ma un marpione con la giusta dose di scetticismo, e con una padronanza del mestiere che non finisce mai.Grandissimo e modernissimo giocatore nel cuore della difesa del grande Milan, Cesarone va ricordato almeno per tre cose. La prima: è stato un magnifico allevatore di talenti, la sua Under 21 è ancora oggi un modello di crescita. La s…
Cesarone era un uomo di campo e come un uomo di campo parlava, come un uomo di campo agiva e si muoveva. Il calcio lo aveva segnato per sempre quand'era ancora un ragazzo - eccolo, asciutto come un giunco, stringere la Coppa dei Campioni con una mano sola - e non lo avrebbe abbandonato mai più. Era, certamente, un maestro di sport, ma di quelli che vedono sempre prima la persona, il ragazzo, l'atleta con tutte le sue caratteristiche, i suoi pregi e i suoi limiti, e poi il modulo, la sacra idea dello schema che così sacra non è mai. Uno come il Trap, per capirci. E, oggi, forse come Allegri. Non un integralista, ma un marpione con la giusta dose di scetticismo, e con una padronanza del mestiere che non finisce mai.Grandissimo e modernissimo giocatore nel cuore della difesa del grande Milan, Cesarone va ricordato almeno per tre cose. La prima: è stato un magnifico allevatore di talenti, la sua Under 21 è ancora oggi un modello di crescita. La seconda: è stato il padre e per certi versi il maestro del più grande difensore italiano di tutti i tempi, Paolo Maldini, trattato così male dal Milan alla fine dell'avventura per piccinerie dell'animo umano, per invidie, e papà Cesare ne soffrì. La terza: grazie all'imitazione memorabile, irraggiungibile di Teo Teocoli, solo in apparenza una canzonatura, Cesare Maldini è entrato nel cuore della gente con tutta la sua carica di passione e sanguigna sincerità, con quella popolarità di paese che è stata per tanto tempo il linguaggio più vero della nostra Italia, e forse lo è ancora.Infine, quegli occhi. Un po' spiritati e accesi nell'emozione di un gol, di un errore a mezzo metro dalla porta, di un'azione nata proprio come doveva nascere o forse, invece, morta lì. Guardavi Cesarone agitarsi in panchina e pensavi che il calcio è qualcosa di unico al mondo, perché accende il sangue delle genti e quelle genti avvicina come il più furibondo degli amori.