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Mercato ed eliminazione Champions: i conti non sono da scudetto

Se sul campo il tricolore numero 32 è quello dei record, sui conti non va altrettanto bene. Per quanto il bilancio semestrale chiuso a fine dicembre mostri segnali di confortante ripresa, a fine anno sarà rosso

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MILANO - Se sul campo il trentaduesimo scudetto bianconero è quello dei record - è il quinto di fila come nel 1930-35 e come l'Inter targata Mancini-Mourinho -, sui conti non va altrettanto bene. Per quanto il bilancio semestrale chiuso a fine dicembre mostri segnali di confortante ripresa, a fine anno il bilancio dei bianconeri sarà in rosso (+2,3 milioni lo scoro anno) a causa dello sforzo fatto - soprattutto in estate - per rinnovare la rosa della società. Nei consuntivo di metà anno, invece, i ricavi della Juventus sono aumentati del 31% a 204,5 milioni con un utile di 30,3 milioni che si confrontava con una perdita di 6,7 milioni a fine dicembre 2014.

La società spiega l'andamento dei profitti con i maggiori proventi dalla gestione calciatori, pari a 30,2 milioni e con il generale aumento dei ricavi ricorrenti per 18,1 milioni. Allo stesso tempo, tuttavia, la società ricorda che "il risultato d'esercizio (al 30 giugno, ndr) ad oggi è previsto in perdita e sarà influenzato da incrementi dei costi relativi alla gestione sportiva e dalle variazioni, anche rispetto ai ricavi attesi, che deriveranno dai risultati sportivi effettivamente conseguiti in Italia e in Europa".

In questo, la beffarda eliminazione agli ottavi di Champions League contro il Bayern Monaco è costata almeno 8 milioni di euro in termini di maggiori ricavi. La partecipazione all'ex Coppa dei Campioni porterà, comunque, nelle cassa della Juventus la ragguardevole cifra di 84 milioni di euro, quasi venti in meno rispetto ai 103 milioni garantiti dalla finale persa a Monaco di Baviere lo scorso anno contro il Barcellona. Uno scarto che a fine anno potrebbe pesare più del previsto sui conti della società che a giugno 2015 con il quarto scudetto consecutivo aveva festeggiato il ritorno all'utile dopo sei anni.

A fine dicembre sono in aumento anche i debiti finanziari complessivi della società della famiglia Agnelli: da 195,9 a 224,5 milioni. Gran parte dell'aumento però è dovuto a operazioni di sconto sui crediti: in sostanze le squadre di calcio si fanno anticipare dalla banche parte dei crediti sicuri che incasseranno negli anni a venire, come per esempio i diritti tv della Serie A per il 2015-2018. Sul bilancio pesano ancora 41 milioni di euro di mutuo residuo per lo Juventus Stadium. La fetta più importante dell'indebitamento bianconero è, comunque, a lungo termine. L'unica vera incognita che pesa ancora sui conti è la causa di risarcimento danni intentata per Calciopoli dell'ex presidente del Bologna, Giuseppe Gazzoni Frascara: la prima udienza del procedimento è però fissata per settembre.

L'ultima relazione semestrale è stata anche l'occasione per tirare le somme delle campagne acquisti. Il mercato estivo ha portato 138 milioni di acquisizioni e cessioni per una ventina di milioni: il saldo è dunque di un aumento del capitale investito per 118 milioni di euro. Le plusvalenze generate valgono quasi 34 milioni, mentre l'impegno finanziario netto (spalmato su quattro anni) sfiora i 90 milioni. Minore l'impatto del mercato invernale, con 6,4 milioni di crescita del capitale investito e un impatto finanziario negativo per 6,8 milioni.
 
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