Brava Juventus da Presidente, ma da romanista un pò invisioso

Come presidente del Coni, voglio fare i miei auguri più sentiti alla Juventus per il suo quinto scudetto consecutivo e 32° della sua storia. Una grande impresa che premia il lavoro serio e continuo di una società che in dieci anni è stata capace di rialzarsi e di costruire una nuova storia fatta di vittorie in Italia e di soddisfazioni anche in Europa. E' la nostra squadra di calcio più importante, è quella che più si avvicina ai top team europei, è quella che può diventare un modello anche per le altre squadre italiane. Questo è il ringraziamento istituzionale, dovuto, alla Juventus.
 
Ora, però vorrei togliermi la giacca di presidente del Coni e indossare quella da tifoso, della Roma come non ho mai nascosto, e fare i complimenti ad un grande avversario, ma mai da considerare nemico. Non posso negare che avrei voluto esserci io a festeggiare lo scudetto in questi giorni e noi romanisti, come negarlo, ad inizio stagione ci eravamo un po' illusi. Chi l'aveva mai vista la Juventus a -12 punti ?
 
Brava Juventus, perché non so se si può fare una classifica degli scudetti più belli , ma questo ha un sapore diverso. Bastano i  numeri da record a raccontare l'impresa. Una rimonta che resterà nella storia del nostro calcio. Un'impresa, che anche da romanista, non posso che ammirare perché va oltre i numeri.  Uno scudetto che premia un gruppo di giocatori, di atleti, di uomini che non si è fermato davanti alle evidenti difficoltà e agli alibi dovuti alla rifondazione e alla cessione di alcuni dei giocatori più importanti, ma che si è cementato dietro la guida di grandi atleti unoi su tutti Buffon. Poche parole, ma giuste, poi solo lavoro. Un esempio per il nostro calcio e per il nostro sport.  Ci ha provato la Roma prima, Inter, Napoli  e Fiorentina poi a contrastare la Juventus: brave ma evidentemente non ancora pronte. Questione tecnica? Non solo. Da tifoso romanista toglierei ad Allegri la grinta, la personalità e il carattere dei suoi giocatori.
 
E ho seguito con grande ammirazione il percorso di Champions, in particolare la sera di Monaco quando i bianconeri hanno sfiorato l'impresa col Bayern di Guardiola perché era una squadra italiana che stava per rompere il monopolio delle solite corazzate europee. Manca poco.  La Juventus è quasi arrivata a quei livelli e lo ha fatto senza sceicchi, principi arabi, magnati cinesi o russi. Lo ha fatto programmando, costruendosi il suo stadio e con un mercato sempre attento anche ai bilanci. Il quinto scudetto della Juventus deve tracciare la strada anche alle altre società italiane per arrivare presto ai vertici europei. Brava Juventus e pronti alla sfida per  il prossimo campionato....
* Presidente del CONI
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