L'abbraccio di Oddo a Cosmi, gli applausi a Carpi e Frosinone: la festa ai perdenti
di CECILIA GRECO
Tre episodi del campionato di serie A e B segnano un cambiamento nel mondo del calcio. Dalle violenze degli stadi agli applausi alla squadra perdente. L'esempio del Manchester City.
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ROMA - E' stato il primo, Massimo Oddo - allenatore del Pescara, entrato da pochi secondi in serie A - ad attraversare il campo per andare a consolare Serse Cosmi, in lacrime, dopo la sconfitta del suo Trapani costata la tanto ambita promozione. I festeggiamenti, per gli abruzzesi, possono aspettare ancora qualche minuto. Oddo si avvicina alla panchina del Trapani, siede di fianco a lui, qualche pacca sulla spalla e un'abbraccio veloce, ma pieno di significato, sotto gli occhi dei tifosi. Un abbraccio che ha commosso quanto stupito, arrivato dopo un pareggio sofferto sul campo del Trapani, dove Cosmi non riesce a nascondere l'amarezza:"Sì, ho pianto, perchè stasera ci giocavamo tanto ed io ho non ho poi tanto tempo per inseguire i sogni. Ma l'abbraccio di Massimo mi ha fatto piacere"
Calcio, Pescara torna in serie A: Oddo consola Cosmi che piange
Il gesto è diventato subito virale nel mondo del web, esempio - forse - di un calcio che sta cambiando, dove chi viene sconfitto merita comunque di essere festeggiato e di ricevere tutti gli onori della battaglia. Queste le parole di Massimo Oddo: "Abbiamo vinto la guerra, ma oggi abbiamo perso la battaglia. Il Trapani è stato nettamente superiore e avrebbe meritato di più. Capisco Serse perchè ci sono passato io l'anno scorso e so quanto brucia".
Così, per un attimo, ci dimentichiamo di scontri e faide tra curve avversarie e si respira di nuovo quella che tutti chiamano "sportività". La stessa che hanno dimostrato i tifosi del Frosinone e del Carpi, entrambe retrocesse in serie B, ed entrambe applaudite e festeggiate dalle rispettive curve. Non si può dimenticare l'ovazione davanti ai giocatori della squadra di Stellone in piedi per salutare i suoi tifosi dopo la sconfitta. Come nel caso del Carpi, ultima retrocessa. Dimostrazione di come la fede calcistica, a volte - spesso troppo poche - va otlre classifiche e punteggi, creando un sentimento che lega giocatori e tifoserie nella vittoria ma, soprattutto, nei momendi più duri e nelle sconfitte. Episodi che ci riportano indietro di quindici anni, quando gli 80 mila tifosi del Manchester City salutarono con un ovazione la squadra che perdendo l'ultima partita in casa fu retrocessa.
Alla vigilia degli Europei, arriva quindi un altro esempio di quello che dovrebbe essere lo sport: impegno, forza e correttezza. Ma anche umanità. E che sia di buon auspicio.