Calcio, da Ilary a Wanda: le mogli del pallone alla difesa dei mariti
di NICOLA SELLITTI
Dai casi Totti e Icardi, che hanno infiammato la Serie A, a Carolina Marcialis, che su Instagram ha difeso Cassano dagli attacchi della dirigenza sampdoriana. Le compagne dei calciatori fanno sempre più la differenza, prendendo con decisione le parti delle loro metà. E non si tratta di un costume esclusivamente italiano
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ROMA - Più incisive e determinate di un ufficio legale. O, come nel caso di Ilary Blasi su Luciano Spalletti e James Pallotta, aggressive come iene, affamate di vendetta per il marito o fidanzato. La letteratura sulle metà dei calciatori che infilano gli scarpini e scendono in campo per difenderli da allenatori, presidenti, tifosi o giornalisti diventa sempre più copiosa. Ormai c'è materiale per una collana editoriale. Anche se la signora Totti è alla prima uscita contro un allenatore, h a sempre raccontato di non interessarsi del pallone, per mandare dardi infuocati contro il tecnico e presidente della Roma ha scelto la carta stampata - La Gazzetta dello Sport - e non è riservata per lei una poltrona fissa nei salotti social.
Da Ilary Blasi a Wanda Nara, quando le mogli dei calciatori difendono i mariti
Neppure Emma Winter, l'ex signora Agnelli, era prezzemolina delle piazze digitali ma due anni fa sceglieva Twitter e la lingua inglese per augurare a Totti felicità in un altro torneo - I wish Totti would go and play in his own league -, una replica allo sfogo del capitano giallorosso ("La Juve dovrebbe giocare un campionato a parte"), sulla direzione di gara del fischietto Rocchi in Juventus - Roma 3-2. Mentre conosce bene la materia Wanda Nara, moglie di Mauro Icardi e agente della punta argentina che si è servita delle zuffe estive sui social - attraverso provocazioni e repliche ai tifosi interisti furiosi per la trattativa aperta con il Napoli, anche con messaggi poco criptici verso la dirigenza interista -, per costruire il prossimo rinnovo contrattuale, con ritocco dell'ingaggio, del centravanti nerazzurro.
E fa giurisprudenza anche Carolina Marcialis, moglie di Antonio Cassano. Nelle ultime settimane via Instagram ha preso le difese del marito messo fuori rosa dalla Sampdoria, con messaggi avvelenati al presidente dei genovesi Massimo Ferrero. Ma l'ex pallanotista un anno e mezzo fa a recapitava 140 caratteri incendiari all'indirizzo di Roberto Donadoni, tecnico del Parma che criticava Fantantonio al passo d'addio al Parma ("Ci vuole più dignità a rimanere in sella che ad andarsene"), a pezzi, a un passo dai libri contabili in tribunale: "Dopo 17 sconfitte parlare di dignità è il colmo! Capisco che hai perso l'occasione per andare via prima e capisco anche l'attaccamento ai soldi ma prima o poi qualcuno ti cercherà, abbi fede Crisantemo!!", il delicato passaggio della moglie del talento di Bari vecchia verso l'allenatore bergamasco.
Mentre il post Germania - Italia agli Europei della scorsa estate era tutto per Chiara Biasi, la fidanzata fashion blogger di Simone Zaza, barricate con linguaggio colorito, in stile 2.0, contro i tifosi azzurri che non perdonavano la danza, la Zaza Dance, dell'ex punta della Juventus sul dischetto del rigore davanti a Manuel Neuer. E sempre nella passata stagione c'è stato il caso Francesca Brienza (che sempre sui social ha solidarizzato con Ilary Blasi), fidanzata dell'ex allenatore della Roma Rudy Garcia e presenza televisiva dell'etere romano che si prendeva la scena per un like anti Spalletti su Facebook, poi definito involontario. Ma a referto ci sono anche interventi diversi per linguaggio e sintassi, come quello di Silvia Slitti, la signora Pazzini, che sceglieva di ispirarsi a una metafora, ispirata da Quintiliano o Cicerone più che da Persio, per manifestare dissenso per lo minutaggio riservato a suo marito da Pippo Inzaghi al Milan: "Supponiamo che ci vengano date nove possibilità per far colpo su una persona, o per ottenere un lavoro o per dimsotrare ciò di cui siamo capaci.
E che ogni volta dopo tre-otto minuti di media ci venga detto: basta così. Ecco, io mi chiedo chi può dire se quella persone è brava o no?". La moglie di Luca Antonini, Benedetta Balleggi, invece andava dritta al punto: "Finalmente godo anche io!! Che bella giornata", il 25 gennaio 2014, quando Max Allegri era esonerato al Milan, il marito, messo in panca a tempo indeterminato da Allegri era passato al Genoa, era il momento della vendetta social. E decisamente poco politically correct sono state in passato anche Yanina Screpante, la compagna del Pocho Lavezzi, che dopo una rapina subita a Napoli lanciò anatemi contro la città via Twitter per la furia dei tifosi che la ritennero causa della partenza dell'argentino, lady Crespo e soprattutto la compagna di Alessio Cerci, Federica Riccardi, che prima di salire sull'aereo in direzione Madrid con l'ala ex Torino acquistato dall'Atletico Madrid avvertiva il bisogno via Facebook di ricordare a tutti che la Serie
A fosse poca cosa rispetto alla Liga e che si viaggiava verso il calcio che contava. Ma la difesa d'ufficio via web non è costume solo italiano, in Premier League c'è stata la signora Vardy che si è azzuffata via twitter per qualche giorno con i tifosi del Leicester che l'accusavano di voler portare il marito a Londra, sponda Arsenal, prima che l'attaccante decidesse di non andare ai Gunners, rinnovando con le Foxes. E anche Coleen Rooney quattro anni fa twittava per difendere il marito, messo fuori squadra da Sir Alex Ferguson, mentre in Europa c'è una mamma, anziché una moglie a difendere il suo ragazzo: Dolores, madre di Ronaldo, che agli Europei si sfogava twittando contro Dimitri Payet che azzoppava l'asso portoghese e che ieri sempre via twitter consolava il figliolo sostituito da Zidane contro il Las Palmas.