Maradona: "A Totti dico che deve continuare". Francesco: "Il presidente è lui"
di GIULIO CARDONE
I due, protagonisti del match "Uniti per la pace": una partita, una carrellata di stelle del calcio di ieri e di oggi in campo per raccogliere fondi per favorire lo sport di base nelle zone colpite dal terremoto lo scorso agosto, da Amatrice a Arquata. All'intervallo però il Pibe litiga con Veron. L'amichevole finisce 4-3 per la squadra di Ronaldinho
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ROMA - Si incontrano in campo, si sfiorano prima, all'ingresso dell'Olimpico. Ma si stimano, e forse si vogliono bene. Diego Maradona e Francesco Totti sono i protagonisti della serata romana nel nome di Papa Francesco: "Uniti per la pace". Una partita, una carrellata di stelle del calcio di ieri e di oggi in campo per raccogliere fondi per favorire lo sport di base nelle zone colpite dal terremoto lo scorso agosto, da Amatrice a Arquata. La partita tra Blu (con Totti e Maradona) e Bianchi, finisce 4-3 per la squadra bianca, quella di Ronaldinho: blu in vantaggio con Di Natale, poi raggiunti sul pari da Kanouté. Nuovo vantaggio firmato da Totti, con un destro a giro su assist di Maradona. Ma i bianchi pareggiano prima dell'intervallo con Bojan. Nella ripresa altro gol bianco con Crespo, momentaneo pari di Burdisso, vanificato dal gol vittoria firmato dall'argentino Cavenaghi.
MARADONA: "TOTTI DEVE CONTINUARE" - Entrano, accompagnati da amici e fedelissimi. Il primo ad arrivare è Maradona, gli chiedono cosa dirà a Totti quando lo abbraccerà: "Gli dirò che deve continuare a giocare", dice Diego senza tentennamenti prima di sfilare negli spogliatoi. Poco dopo tocca a Totti, che tiene per mano il biondissimo figlio Cristian. Gli raccontano quello che ha detto il Pibe poco prima e lui: "Eh, lui è il presidente della Roma". Lo dice e sorride, voltandosi verso chi l'accompagna, per poi scomparire nel ventre dell'Olimpico. Battuta al limite della provocazione, visto che se potesse Francesco non smetterebbe mai col calcio. Poco dopo i due ricompaiono a bordo campo insieme a Milly Carlucci, madrina dell'evento. "Francesco, Diego ha detto che per fare un Totti servono quaranta giocatori...". E Francesco: "Per fare un Maradona allora non so quanti ne servono. Diego va osannato sempre, anche quando non gioca". Ma stavolta Diego gioca e lo dice: "Sì, starò in campo finché ce la farò. Ma sono contentissimo di essere qui, con Francesco che è una bandiera romana. Mi piace avere l'amicizia con i giocatori perché calcio è vita che voglio". Poi tutti a riscaldarsi. Per il calcio d'inizio di una partita che, grazie al contributo di tutti, continuerà a emozionare anche dopo i canonici 90 minuti.
TOTTI: "ORA POSSO SMETTERE. DA NAPOLI-ROMA SI DECIDE L'ANTI-JUVE" - All'uscita dall'Olimpico, poi, Francesco Totti racconta l'emozione di questa amichevole: "Ora che ho giocato con Maradona posso anche smettere...", sorride il capitano. Che si concede anche un pensiero su Napoli-Roma di sabatomno: "Dallo scontro diretto del San Paolo - dice - uscirà la vera anti-Juve".
Maradona-show: assist a Totti poi litiga con Veron
DIEGO LITIGA CON VERON - Stride con lo spirito dell'evento l'episodio che si verifica all'intervallo: subito dopo il fischio che sancisce la fine del primo tempo, Diego Maradona e Juan Sebastian Veron (ex giocatore di Lazio, Parma e Samp) si "beccano" a centrocampo. Nel rientrare verso gli spogliatoi i due discutono in modo nervoso, per poi mandarsi platealmente a quel paese. All'origine dei malumori, alcune entrate dure tra i due in campo. Ma soprattutto, vecchie ruggini, figlie di posizioni diverse tra i due negli scorsi anni nelle questioni di poltica sportiva legate alla Federcalcio argentina.