Quegli insulti a Tommasi, segno di un'Italia che non capisce
di FABRIZIO BOCCA
(vasini)
Sul profilo Twitter del presidente dell'assocalciatori offese e accuse dopo la richiesta di fermare il campionato per l'emergenza coronavirus
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"Sei un pagliaccio... La gente normale sta andando a lavorare... Pagliaccio come pagliacci sono i calciatori che ti seguono." "Ma non rompere il cz... dai". "Romanista bastardo". "Lo dici solo perché la Lazio è prima, insieme a quel bambinone di Balotelli perché sta retrocedendo". "Lei merita di essere il primo dei privilegiati ad essere privato del diritto di parola!!vergogna!!". "Penso che il campionato lo fermeranno alla fine di questa giornata. Dove ci sarà già un vincitore di scudetto!"
Damiano Tommasi, 45 anni, ex calciatore di Verona e Roma, presidente dell'Aic dal 2011, dopo aver rilevato l'incarico dallo storico fondatore Sergio Campana, cerca di fronteggiare coraggiosamente il mare di messaggi e di telefonate dei calciatori. Non certo solo di serie A, e addirittura dagli altri sport. Avendo da tempo intuito la gravità della situazione e non condividendo affatto questa politica di portare la situazione alle estreme conseguenze - mentre insomma il calcio va avanti a forza, sotto la spinta di presidenti e tv che vogliono almeno una parvenza di calcio da mandare in diretta - ha chiesto con una lettera al premier Conte, al ministro dello sport Spadafora, al presidente del Coni Malagò, a quello della Federcalcio Gravina, e a quello della Lega di Serie A Dal Pino lo stop del campionato.
Per ragioni del tutto evidenti, i calciatori sono preoccupati come lo sono tutti. Hanno il sacrosanto diritto di esserlo, da Ronaldo all'ultimo dei panchinari della terza categoria: non è praticamente possibile giocare rispettando le regole sanitarie che valgono per tutti. Il calcio inoltre - per quanto a porte chiuse, ridotto a quasi meno dell'essenziale e ormai solo una parvenza di calcio, - distoglie comunque energie, forze dell'ordine, personale sanitario, implica trasporti complessi, spogliatoi e servizi sanitari dove comunque bisogna vivere e stare insieme a forza. Difendersi dal Coronavirus in queste condizioni logistiche è molto complicato.
C'è una parte di Italia che tutto questo non lo capisce. O per business o addirittura per tifo. Nell'emergenza generale ci sono ancora tifosi che si accapigliano sulle sorti del campionato e su chi debba avere lo scudetto qualora si fosse costretti a chiudere davvero qui. Il profilo Twitter di Tommasi dove annuncia le sue attività di sindacalista - ovviamente e naturalmente superpartes - si è riempito in breve di insulti e di accuse assurde, populiste, ottuse. Che denunciano un limite preoccupante di civiltà sportiva e addirittura sociale. Accanto agli insulti però anche messaggi di diverso tipo, di segno tutto opposto: "Rifiutatevi di scendere in campo". "Rifiutatevi di giocare". " Non è possibile andare in campo stasera. Non c'è né lo spirito né la sicurezza per i giocatori e per chi lavora intorno". Di Juve-Inter e del campionato italiano ormai è rimasto pochissimo, praticamente nulla.