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Che fine fa la Coppa Italia? Ipotesi di una finale a settembre

(reuters)
Con lo stop all'attività per l'esplosione del coronavirus la competizione - arrivata alle semifinali di ritorno - è quasi scomparsa dai radar. La prima opzione è giocare a luglio, finito il campionato. Ma non è escluso un rinvio alla nuova stagione
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Chi fine fa la Coppa Italia? Per giorni, sembrava quasi scomparsa dai radar. Nella gestazione dei calendari post emergenza, di questo torneo non s'aveva traccia: l'impegno, a partire dalla riunione tra Federazioni e Uefa, era concentrato sul cercare di incasellare nel densissimo calendario compresso tra maggio e il 30 giugno campionati e Champions League. Quasi che della coppa non importasse più.

Chi vince la coppa va in Europa

C'è un però, che Milan e Napoli hanno fatto notare con una certa preoccupazione: la Coppa assegna a chi la vince il diritto di partecipare alla prossima Europa League. E, né il Napoli né il Milan sono certe di riuscire a parteciparvi (anche se le ambizioni di entrambe puntano addirittura a una rincorsa Champions). Entrambe sono in semifinale, il Napoli ha addirittura vinto l'andata in casa dell'Inter per 1-0, il Milan è uscito indenne dal confronto, sempre a San Siro, con la Juve (1-1). Per questo giocarla è importante. Per tutti. Ad oggi, un piano ci sarebbe: disputare le semifinali di ritorno e la finale a luglio, dopo la fine del campionato. Ovviamente però ad oggi manca la deroga della Uefa a scavallare il 30 giugno per le competizioni nazionali.

Finale tra agosto e settembre

Esiste quindi anche un piano-B: giocare la finale tra agosto e settembre, ossia nella prossima stagione. Un precedente esiste: nel 1958 la competizione iniziò a giugno e terminò a novembre. Ma è un'ipotesi percorribile soltanto se in finale andassero le due squadre già qualificate in Champions, visto che così sarebbe già certo chi dovrà disputare i preliminari di Europa League di agosto. Senza pendenze e con la possibilità di assegnare il trofeo senza togliere altro tempo alla ripartenza della Serie A. E, magari, per giocarla davanti ai tifosi.
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