In tempi di coronavirus si sta molto in casa. Si legge, si guardano film, alcuni di qualche anno fa. E' magari vedendo 'La stangata', capolavoro del 1973 e fagocitatore di premi Oscar, che a qualcuno senza spessore morale e con una certa genialità nella truffa, è venuto in mente di mettere in piedi un raggiro da parecchie centinaia di migliaia di euro. Cambiano le situazioni, ma il meccanismo è quello del film. C'è la vittima: nel film è un boss della malavita nei confronti del quale due geni della truffa (Robert Redford e Paul Newman) cercano vendetta, in questa storia sono degli ignari bookmaker. C'è l'evento: nel film una sala corse finta con tanto di attori ingaggiati per l'occasione, stavolta partite di calcio mai esistite.
Già, partite fantasma in un un periodo di calcio fantasma che hanno permesso secondo quanto riportato da Agipronews ai ''match-fixers'' (vengono chiamati così i manipolatori di eventi sportivi) di incassare le vincite prima della scoperta del trucco. Con l'arrività ferma dappertutto, tranne le eccezioni di Nicaragua e Bielorussia, ovviamente non potevano essere 'creati' eventi facilmente smascherabili, tipo in Inghilterra o in Germania. Serviva un profilo basso, squadre sconosciute ai più. Ed ecco spuntare la ''Azov Cup'', un quadrangolare con FC Berdanysk, FC Lozovatka, Tavria e Melitopol Cherry, squadre delle serie minori del campionato ucraino. Profilo Facebook, sito di news sull'evento (molto simile, con una piccola ma decisiva differenza, ad un sito regionale ucraino): tanta roba insomma per chi, pur di scommettere in periodi di magra, raschia calcio a destra e a manca.
Tutto 'regolare': arrivano le quote per gli scommettitori, pubblicate dai bookmaker online assistiti da provider che, si presume, utilizzano per gli aggiornamenti sulle scommesse, sia pre-match che live, la propria rete di scout (altro tassello del raggiro, è evidente) presenti sui campi. Le prime due giornate del quadrangolare scorrono regolarmente, se non fosse per il fatto che del pallone non si vede neanche l'ombra... Ma per scommettitori ignari e bookmaker sembra tutto verosimile, e i truffatori incassano piazzando scommesse su risultati virtuali
Alla terza giornata il castello di carta si affloscia. La Federcalcio ucraina dichiara che le partite non si sono mai giocate e che le squadre di calcio - a causa dell'epidemia - sono in quarantena come tutto lo sport nazionale: "Le gare apparentemente in programma nell'ultimo mese non sono state disputate e sembrano create appositamente da bande che truffano le società di scommesse", comunica la Federazione a buoi scappati. Sulle loro tracce ora c'è la polizia ucraina, che indaga con la collaborazione degli stessi operatori di betting.
Già, partite fantasma in un un periodo di calcio fantasma che hanno permesso secondo quanto riportato da Agipronews ai ''match-fixers'' (vengono chiamati così i manipolatori di eventi sportivi) di incassare le vincite prima della scoperta del trucco. Con l'arrività ferma dappertutto, tranne le eccezioni di Nicaragua e Bielorussia, ovviamente non potevano essere 'creati' eventi facilmente smascherabili, tipo in Inghilterra o in Germania. Serviva un profilo basso, squadre sconosciute ai più. Ed ecco spuntare la ''Azov Cup'', un quadrangolare con FC Berdanysk, FC Lozovatka, Tavria e Melitopol Cherry, squadre delle serie minori del campionato ucraino. Profilo Facebook, sito di news sull'evento (molto simile, con una piccola ma decisiva differenza, ad un sito regionale ucraino): tanta roba insomma per chi, pur di scommettere in periodi di magra, raschia calcio a destra e a manca.
Tutto 'regolare': arrivano le quote per gli scommettitori, pubblicate dai bookmaker online assistiti da provider che, si presume, utilizzano per gli aggiornamenti sulle scommesse, sia pre-match che live, la propria rete di scout (altro tassello del raggiro, è evidente) presenti sui campi. Le prime due giornate del quadrangolare scorrono regolarmente, se non fosse per il fatto che del pallone non si vede neanche l'ombra... Ma per scommettitori ignari e bookmaker sembra tutto verosimile, e i truffatori incassano piazzando scommesse su risultati virtuali
Alla terza giornata il castello di carta si affloscia. La Federcalcio ucraina dichiara che le partite non si sono mai giocate e che le squadre di calcio - a causa dell'epidemia - sono in quarantena come tutto lo sport nazionale: "Le gare apparentemente in programma nell'ultimo mese non sono state disputate e sembrano create appositamente da bande che truffano le società di scommesse", comunica la Federazione a buoi scappati. Sulle loro tracce ora c'è la polizia ucraina, che indaga con la collaborazione degli stessi operatori di betting.