Juve-Milan e Napoli-Inter, la magia della Coppa Italia per ripartire
di DOMENICO MARCHESE
Dybala e Ronaldo (agf)
Venerdì e sabato le semifinali di ritorno del trofeo tricolore che segnerà la ripartenza del calcio. Come stavano e come ritroviamo le quattro squadre in corsa
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Da trofeo per impreziosire o salvare un'annata, incastonato nella coda della stagione, a punto di ripartenza del ritorno alla normalità. La Coppa Italia sarà il palcoscenico per le prove generali del calcio italiano dopo la pandemia: prove che avranno l'onore di assegnare il primo trofeo della stagione, con i risultati delle partite di andata a fungere da anello di congiunzione tra le due fasi del calcio italiano. Si parte con la semifinale di ritorno di venerdì 12 tra Juventus e Milan, seguita il giorno dopo da Napoli e Inter, con la finale in scena il 17 giugno a Roma. Semifinali giocate all'andata con il pubblico ma nella tetra cornice degli stadi completamente vuoti al ritorno, prezzo da pagare per tornare al calcio giocato, assente in Italia da Sassuolo-Brescia dello scorso 9 marzo.
Dopo l'1-1 di San Siro, acciuffato con un rigore di Ronaldo al 91', Sarri proverà in sei giorni a mettere in bacheca il primo trofeo tricolore. Prima dello stop la Juve aveva vissuto un periodo di crisi, culminato con le sconfitte contro Lazio, Verona e Lione, per poi piazzare il colpo ad effetto con la vittoria dell'Allianz Stadium contro l'Inter. Senza Higuain, primo a fermarsi dopo la ripresa degli allenamenti, e con Ramsey e Chiellini ancora alla ricerca della forma migliore, il tecnico dei bianconeri ha già effettuato le prove generali nella partitella in famiglia giocata all'Allianz Stadium. Ritrovando certezze, come un Ronaldo già in buona condizione e un Dybala rinforzato emotivamente dalla battaglia vinta con il Covid 19 e dal crescente peso nello spogliatoio e in campo, ma anche qualche incognita. Pjanic ha iniziato l'amichevole tra le riserve, sostituito da Bentancur oltre che distante emotivamente viste le questioni legate al mercato, mentre Khedira, schierato titolare venerdì, non ha ancora i 90' nelle gambe visto il lungo stop per l'operazione al ginocchio.
Senza gli infortunati Ibrahimovic (anche squalificato) e Duarte, con Theo Hernandez e Castillejo nella lista degli indisponibili anche loro per squalifica, Pioli prova a ridisegnare il volto del Milan affidandosi comunque al collaudato 4-2-3-1. Contro la Juventus il tecnico, il cui futuro resta un'incognita nonostante le rassicurazioni della dirigenza, si affiderà in attacco a Rebic, autore del gol del momentaneo vantaggio nel match di andata. Il croato fungerà da "falso nove", provando a favorire gli inserimenti di Paquetà, Bonaventura e Calhanoglu, centrocampo imprevedibile e di qualità. Senza il punto di riferimento Ibra, Pioli prova a togliere tutte le certezze a Sarri, anche considerando che per arrivare a Roma sarà necessario espugnare l'Allianz Stadium (o pareggiare con almeno due gol segnati), impresa mai riuscita nella storia del Milan. Servirà un cambio di marcia rispetto al periodo pre-Covid, in cui i rossoneri hanno infilato una sola vittoria a fronte di due sconfitte e due pareggi.
Osservando il Napoli di oggi, emerge il lavoro tecnico, tattico e psicologico portato avanti da Gattuso. Un legame rafforzato tra calciatori e staff tecnico, cementato ulteriormente dalla tragedia vissuta dall'ex Milan, che ha da poco perso la giovane sorella. Un fronte compatto che proverà a conquistare la finale e a portare a casa il primo trofeo della nuova gestione, forte dello 0-1 conquistato a San Siro con l'Inter. Si partirà dalla conferma del 4-3-3, con l'infortunato Manolas che sarà sostituito da Maksimovic, mentre a centrocampo Ruiz, Demme e Zielinski forniranno qualità e quantità. In attacco il tridente "storico" con Callejon, Mertens e Insigne pronti a sfruttare gli spazi lasciati dalla difesa nerazzurra. Mancherà l'apporto del pubblico, conseguenza delle porte chiuse: i precedenti non incoraggiano il Napoli, che senza i propri tifosi ha storicamente una percentuale di vittorie del 24%.
Pensare al futuro ma preservare le certezze del presente. Conte prepara l'assalto alla semifinale con il Napoli studiando approfonditamente la strada per inserire il talento e l'estro di Christian Eriksen, fantasista in grado di aumentare il tasso tecnico e l'imprevedibilità dei nerazzurri. Ma a che prezzo? Il tecnico sta provando in allenamento una variante al suo modulo di gioco, minando le certezze per raggiungere nuove vette. Per la sfida del San Paolo resta favorito il 3-5-2, marchio di fabbrica dell'allenatore, anche se non è da escludere il ricorso, magari a partita in corso, del 4-3-1-2, con il danese suggeritore per la coppia Lukaku-Martinez. I recuperi di Asamoah, Sensi e la condizione di Sanchez sono notizie incoraggianti per Conte, che potrà contare su tre pedine chiave per gestire al meglio il turnover. La Coppa Italia è un trofeo che Suning vuole alzare e che sarebbe il primo successo della nuova proprietà: l'inserimento di Eriksen e la vena realizzativa di Lukaku e Martinez saranno aspetti chiave per poter continuare a sognare la finale di Roma.