Alfredo Trentalange dallo scorso febbraio è il presidente dell'Aia. Del 63enne capo degli arbitri italiani, ex fischietto internazionale, fuori dal rettangolo di gioco si conosceva l'impegno nel mondo del volontariato - è direttore dell'Anffas, associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale - meno nota è invece la devozione per la Madonna: Trentalange l'ha rivelato in un'intervista al settimanale "Maria con te".
L'ex arbitro, profondo conoscitore del Vangelo, è spiritualmente legato alla figura materna di Maria, che considera un concreto punto di riferimento nella sua vita: "Secondo me bisogna uscire da una dimensione troppo eterea della Madonna, perché se parliamo di Maria non si può non pensare a una donna d'azione: dicendo sì non ha solo aderito a un progetto di Dio, si è impegnata e messa in gioco in prima persona. Lei è sempre stata dalla parte di Dio, ma non ha la testa tra le nuvole, è una è una donna forte che agisce in concreto".
La sua attività di arbitro e di istruttore Fifa lo ha portato a girare il mondo e a "trovare effigi della Vergine in maniera improbabile, nei posti più sperduti e impensabili. Ma sono legato a un'immagine: una Madonna con tre mani, antica icona russa, che secondo una certa letteratura aveva sorvolato i cieli durante il nazismo. Oggi si trova all'Arsenale della Pace del Sermig a Torino". Trentalange confida di aver ricevuto una grazia particolare dalla Madre del Cielo, "ma la tengo per me. Posso dire che mi sono lasciato sorprendere".