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Superlega, #CeferinOut spopola sui social: gli juventini ora tifano Real, cancellati decenni di rivalità

Andrea Agnelli e Aleksander Ceferin insieme in una foto del 2019 (ansa)
La reazione del presidente Uefa e le minacce di sanzioni nei confronti dei club che non hanno fatto un passo indietro sta unendo tifoserie storicamente divise e squadre avversarie in confronti indimenticabili
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Con quella faccia da cattivo da film e quell'incontinenza dialettica che l'ha portato a dichiarare, addirittura, che Andrea Agnelli è peggio dei criminali di guerra che ha incrociato come avvocato, Aleksander Ceferin è riuscito a creare un inedito e inaudito gemellaggio tra Juventus e Real Madrid. Il presidente dell'Uefa è diventato trend topic in meno di due giorni, dando vita in modo indiretto all'hashtag #CeferinOut che in Italia e in Spagna ha superato addirittura #Covid-19, drammaticamente in testa da oltre un anno.

Sul web è tutta una catena di rabbia, odio e affetto reciproco, sentimenti che procedono abbracciati da Torino a Madrid. E dire che blancos e bianconeri sono da sempre più che nem…

Con quella faccia da cattivo da film e quell'incontinenza dialettica che l'ha portato a dichiarare, addirittura, che Andrea Agnelli è peggio dei criminali di guerra che ha incrociato come avvocato, Aleksander Ceferin è riuscito a creare un inedito e inaudito gemellaggio tra Juventus e Real Madrid. Il presidente dell'Uefa è diventato trend topic in meno di due giorni, dando vita in modo indiretto all'hashtag #CeferinOut che in Italia e in Spagna ha superato addirittura #Covid-19, drammaticamente in testa da oltre un anno.

Sul web è tutta una catena di rabbia, odio e affetto reciproco, sentimenti che procedono abbracciati da Torino a Madrid. E dire che blancos e bianconeri sono da sempre più che nemici. Per capirci: fu il Real Madrid a eliminare la Juve debuttante in Coppa dei Campioni (era il 1962) ed è stato ancora il Real Madrid a togliere ai bianconeri l'ultima Champions, nella finale di Cardiff del 2017 (ma poi Agnelli si è preso Ronaldo).

Predrag Mijatovic nella finale del 1998 

Nel mezzo, il famoso bidone dell'immondizia al posto del cuore dell'arbitro Oliver, celebre conio di Gigi Buffon, ovvero quello 0-3 a Torino diventato 0-3 a Madrid e poi 1-3 su rigore (era l'aprile 2018), e naturalmente la finale di Champions 1998, quando il Real vinse per 1-0 con un gol di Mijatovic in netto fuorigioco. Per anni, la canzoncina da curva che ha come protagonista proprio l'ex attaccante montenegrino è stata intonata da molte tifoserie nemiche della Juventus. Ed ecco che Ceferin è riuscito a rovesciare, tutto da solo, una vicenda che resisteva da quasi sessant'anni.

Bisogna infatti tornare indietro alla stagione 1961/62, quando il Real Madrid fortemente franchista era la squadra più forte al mondo: vi giocavano tra gli altri Puskas, Gento, Di Stefano e Santamaria. La Juve di Charles e Sivori andava piuttosto male in campionato, ma al debutto nella fase finale di Coppa dei Campioni (l'anno prima era stata eliminata nel turno preliminare dal Cska Sofia) rischiò addirittura di far fuori i sovrani con la maglia color meringa.

L'espulsione di Buffon a Madrid nel 2018 

I madrileni vinsero per 1-0 all'andata a Torino, gol del leggendario Alfredo Di Stefano al Comunale, e identico quanto clamoroso punteggio al ritorno nel tempio di Chamartìn (si sarebbe chiamato Santiago Bernabeu solo otto anni più tardi), quando fu Omar Sivori a restituire il colpo sgretolando una storica imbattibilità.

Ronaldo nella finale di Cardiff 2017 

Quel giorno di febbraio del 1962, la Juve vestiva di nero: fu dunque la sfida bianconera per eccellenza. I bianchi di Spagna si imposero poi per 3-1 nella "bella" a Parigi: gol di Felo, Del Sol e Tejada (e ancora del cabezòn Sivori). Ma il grande Real sarà costretto ad arrendersi in finale al Benfica di Eusebio, il Pelè del Portogallo. Curioso che 69 anni fa ci fosse già un meccanismo moltiplicatore delle grandi sfide in equilibrio: non i calci di rigore, il terzo match. Se potessero farlo oggi, si moltiplicherebbero ascolti e proventi televisivi e commerciali. Peccato che il calendario non lo consenta, sarebbe quasi una super lega.

Contro il Real, però, la Juve si è presa anche delle belle soddisfazioni, più che altro in semifinale di Champions. È successo nel 2003, nella famosa rimonta contro i galacticos, con Nedved ammonito e costretto a saltare la finalissima di Manchester contro il Milan, perduta ai rigori. Anche nel 2015 è stato il Real l'ultimo ostacolo per i bianconeri, capaci di eliminarlo per poi cedere contro un Barcellona quasi imbattibile nell'epilogo di Berlino.

Ora, però, questa lunga epopea di sfide, vittorie, sconfitte, orgoglio e vendette si eclissa al cospetto di un nuovo nemico, Aleksander Ceferin. Le sue minacce di escludere Real e Juventus dall'Europa, ma anche Barcellona e Milan, cioè gli ultimi club irriducibili, ha scatenato la santa alleanza in rete. Agli occhi di tanti tifosi europei stavolta non era facile passare dalla parte del torto rispetto a Florentino Perez e Andrea Agnelli, i "golpisti notturni" del calcio continentale: il presidente dell'Uefa ci sta riuscendo.