Due esposti contro il Procuratore Figc: se l'accusatore finisce sotto attacco
di Matteo Pinci , di Matteo PinciNella stagione più caratterizzata della storia recente dai procedimenti sportivi, anche l'indagatore della Procura della Federcalcio è finito sotto la lente d'ingrandimento. Non della giustizia sportiva, però. Ma del Senato della Repubblica.
Giuseppe Chinè, Procuratore federale a cui il presidente della Figc Gabriele Gravina ha appena confermato il mandato, capo dell'organo inquirente e requirente della Federcalcio, è diventato l'oggetto di un'interrogazione firmata lo scorso 13 maggio dai senatori Elio Lannutti, Luisa Angrisani e Margherita Corrado, tre ex 5 stelle oggi nel gruppo misto. Il motivo è che Chinè dal 16 febbraio è diventato il Capo di gabinetto del Ministro Franco al Mef. Un incarico di grande prestigio, che si è aggiunto a quello di Procuratore federale. Solo che nella dichiarazione di insussistenza di cause di inconferibilità e incompatibilità ha omesso di comunicar…
Nella stagione più caratterizzata della storia recente dai procedimenti sportivi, anche l'indagatore della Procura della Federcalcio è finito sotto la lente d'ingrandimento. Non della giustizia sportiva, però. Ma del Senato della Repubblica.
Giuseppe Chinè, Procuratore federale a cui il presidente della Figc Gabriele Gravina ha appena confermato il mandato, capo dell'organo inquirente e requirente della Federcalcio, è diventato l'oggetto di un'interrogazione firmata lo scorso 13 maggio dai senatori Elio Lannutti, Luisa Angrisani e Margherita Corrado, tre ex 5 stelle oggi nel gruppo misto. Il motivo è che Chinè dal 16 febbraio è diventato il Capo di gabinetto del Ministro Franco al Mef. Un incarico di grande prestigio, che si è aggiunto a quello di Procuratore federale. Solo che nella dichiarazione di insussistenza di cause di inconferibilità e incompatibilità ha omesso di comunicare proprio il suo incarico federale, segnalando come unico incarico presso enti pubblici o privati quello da Giudice tributario presso la Commissione di giustizia tributaria.
Una dimenticanza non banale, visto che la Federcalcio ha ovviamente natura privatistica, ma come ogni federazione percepisce finanziamenti pubblici. Non rischia il posto in Figc, l'interrogazione però chiese se "sussistano ancora i requisiti di affidabilità e correttezza necessari per assolvere l'incarico di capo di Gabinetto del Ministero dell'economia e delle finanze, tanto più nel presente momento storico di gestione dell'emergenza economica". Arrivando a ventilare, senza nominarlo, un conflitto d'interessi, chiedendo quali atti voglia assumere il governo per "tutelare e garantire la separazione tra le funzioni di governo e quelle di organo della giustizia sportiva". L'interrogazione resterà quasi certamente senza risposta: col Ministro Franco il Procuratore della Figc avrebbe già chiarito la propria posizione, la settimana scorsa. Senza conseguenze.
Ma anche per il suo incarico in Figc Chinè è finito al centro di un esposto. Presentato da un tesserato dell'Associazione allenatori, Daniele Serappo, alla Commissione federale di garanzia, l'equivalente del Csm per la Giustizia sportiva delle federazioni. Questa volta, al Procuratore Chinè è stata contestata la violazione del dovere di riservatezza e di terzietà: l'accusa è di aver trasmesso al presidente dell'Assoallenatori Renzo Ulivieri gli atti di un procedimento che non lo riguardava. A rendere noto il fatto sarebbe stato proprio Ulivieri, che scrivendo un esposto contro lo stesso Serappo, avrebbe ringraziato più volte la Procura federale per avergli trasmesso le motivazioni dell'archiviazione di un procedimento contro di lui presentato dalla calciatrice Priscilla del Prete, del Pontedera. La squadra di cui Ulivieri è allenatore.
Le stesse motivazioni dell'archiviazione però sono state negate - sia prima che dopo i fatti - a Serappo, nonostante fosse l'oggetto di quel procedimento: a lui, la Procura in una lettera firmata proprio dal procuratore Chinè, ha risposto specificando che "gli atti del procedimento disciplinare... esulano dalla sfera dei documenti amministrativi accessibili". Insomma, non potevano - giustamente - essere inviati.
La Commissione federale di garanzia dovrà quindi capire se davvero Ulivieri abbia - come scrive lui stesso il 19 ottobre scorso - ricevuto l'accesso a quegli atti da Chinè o dalla sua procura ed eventualmente capire il perché. Secondo l'articolo 34 dello Statuto Figc, la Commissione federale di garanzia deve infatti valutare provvedimenti disciplinari - compresa la destituzione - in caso di violazione dei doveri di terzietà e di riservatezza. Proprio quelli contestati nell'esposto contro Chinè.