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Manchester City-Chelsea, la finale più rock: dal campo al palco, la sfida che ha fatto la storia tra Blur e Oasis

Gli Oasis negli anni 90. In primo piano i fratelli Liam e Noel Gallagher 
Calcio e musica sempre a braccetto in Inghilterra. E la partita di Porto rievoca una rivalità storica che ha contribuito all'affermazione del Brit Pop a partire dal 1995, quella tra il gruppo londinese di Damon Albarn e quello di Manchester dei fratelli Gallagher: ricchi contro poveri, sud contro nord, tifosi 'fighetti' contro working class, amore per il pallone
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Beatles vs, Rolling Stones, Duran Duran vs. Spandau Ballett, Blur vs. Oasis. Anzi no, nell'ultimo caso, nel pieno degli anni Novanta e del tripudio dei brit-pop, Chelsea vs. Manchester City. Calcio e non musica? Non esattamente. Di base perché calcio e musica in Inghilterra sono sempre andati a braccetto, dai tempi di Rod Stewart che apriva i concerti dando un calcio a un pallone a quelli di Elton John che diventava patron del Watford, passando addirittura per gli estremi degli hooligans affratellati con gli skinhead, al George Best celebrato su infinite copertine di singoli e album, o agli Housemartins che titolavano il loro miglior disco "London 0 Hull 4", per celebrare la squadra della città natia, e l'elenco potrebbe andare avanti a lungo. I duelli storici del rock, i primi due che abbiamo citato, non avevano riferimenti diretti al football, il terzo, quello che vedeva sfidarsi Blur e Oasis per la conquista della "corona" del brit-pop, inv…

Beatles vs, Rolling Stones, Duran Duran vs. Spandau Ballett, Blur vs. Oasis. Anzi no, nell'ultimo caso, nel pieno degli anni Novanta e del tripudio dei brit-pop, Chelsea vs. Manchester City. Calcio e non musica? Non esattamente. Di base perché calcio e musica in Inghilterra sono sempre andati a braccetto, dai tempi di Rod Stewart che apriva i concerti dando un calcio a un pallone a quelli di Elton John che diventava patron del Watford, passando addirittura per gli estremi degli hooligans affratellati con gli skinhead, al George Best celebrato su infinite copertine di singoli e album, o agli Housemartins che titolavano il loro miglior disco "London 0 Hull 4", per celebrare la squadra della città natia, e l'elenco potrebbe andare avanti a lungo. I duelli storici del rock, i primi due che abbiamo citato, non avevano riferimenti diretti al football, il terzo, quello che vedeva sfidarsi Blur e Oasis per la conquista della "corona" del brit-pop, invece ha una ricaduta calcistica che ci interessa ancora oggi, perché la sfida tra le due squadre di calcio ricorda ancora la storica sfida tra le due band.

Me lo ricordo bene quel momento, mi ricordo sia la passione per la nuova esplosione della musica britannica dopo l'ondata americana del grunge, che nel 1994 vedeva sua sostanziale conclusione con il terribile suicidio di Kurt Cobain, sia la crescente passione per la nuova stagione del calcio inglese, spettacolare, esplosivo, divertente da vedere, culturalmente pronto a conquistare i cuori dei più giovani anche (in alcuni casi soprattutto) attraverso l'arrivo del calcio in videogioco, tra PC e console e i successi delle squadre di club. L'anno in questione, il 1995, è quello in cui tutta la scena brit-pop esplode, sull'onda di quel fenomeno musicale e culturale che negli anni precedenti aveva visto il suo epicentro proprio a Manchester, nei suoi club e nelle sue strade, con le classifiche che cominciano a essere dominate da una serie di nuove band come Suede, Verve, Supergrass, Pulp, Elastica, solo per citare alla rinfusa alcuni dei molti protagonisti di quella stagione. È un'ondata che porta a una sorta di grande "rinascimento" inglese, nella moda, nella cultura, nel cinema, nella televisione, e ha due band che trainano tutto, che sono centrali, inevitabili e diverse, i londinesi Blur e i mancuniani Oasis, i primi capitanati da Damon Albarn i secondi dai litigiosi fratelli Liam e Noel Gallagher. Mi ricordo bene quei giorni, l'attesa per l'uscita degli album, i video su MTV, le simulazioni al PC cercando di vincere "The Double", le partite viste in televisione, mentre il brit-pop dava a tutti l'impressione di aver rimesso in circolo l'energia degli anni Sessanta. La sfida tra le due band era una sfida "totale", Londra contro Manchester, fighetti eleganti contro ragazzi working class, rock che guardava intellettualmente all'avanguardia e rock che metteva le mani nella storia dei Beatles, ricchi contro poveri, volendo estremizzare sud contro nord. E poi non solo il duello sulla conquista delle classifiche ma anche quello sulla "paternità" dello stile, cronologicamente nelle mani dei Blur, arrivati nel 1995 al loro quarto album, "The great escape", mentre gli Oasis erano al secondo (il leggendario "(What's the story) Morning Glory?".

E poi il calcio. Persino da noi si tifava in inglese, per il Manchester United di Sir Alex Ferguson, per l'Arsenal di Bergkamp, per i Blackburn Rovers con Shearer e Sutton... c'era anche un notevole mercato di magliette calcistiche inglesi dalle nostre parti. Damon Albarn tifa Chelsea, è un frequentatore di Stamford Bridge nella versione "tricolore" di Gianfranco Zola, gli altri suoi compari al calcio non ci pensano molto, giusto Graham Cox manifesta simpatie per il Derby County, ma il fatto che la loro "Song 2" faccia da colonna sonora al calcio elettronico di Fifa 98 rende la band connessa al football molto più di qualsiasi altra squadra.

I Gallagher, invece, respirano calcio in casa da sempre, seguendo le indicazioni calcistiche del padre i due fratelli tifano Manchester City, la squadra meno brillante della città ma quella più "working class", la fede per gli "Sky blues" è radicata in loro quanto l'amore per il rock. Ed è una fede combattiva, perché in quegli anni il Manchester City se la passa piuttosto male, arrivando addirittura alla retrocessione proprio nella stagione 1995-1996. Ma ai fratelli la posizione in classifica interessa poco, il City si ama e basta, e nella copertina del loro album d'esordio non a caso compare la foto di Rodney Marsh, icona della squadra alla metà degli anni Settanta. E l'affetto della band per la squadra è ripagato dai tifosi che intonano volentieri "Roll with it" allo stadio, e dai giocatori che cantano "Wonderwall" negli spogliatoi.

La sfida nel calcio nel 1995 la vinceva a mani basse il Chelsea, e anche nella musica Londra vinse su Manchester: il 14 agosto 1995, gli Oasis publicarono proprio "Roll with it" e i Blur "Country House": i primi vendettero 216 mila copie del singolo, i secondi 274 mila. Negli anni seguenti ci fu la rivincita, il Manchester City volò in alto nel calcio inglese e internazionale, gli Oasis diventarono una delle band più famose del mondo, inanellando un successo dietro l'altro. E ora, ancora una volta, la sfida si ripete sul campo di calcio per la finale di Champions League. E tra Damon Albarn e i fratelli Gallagher a fine serata qualcuno avrà motivo di celebrare.