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San Luca, orgoglio di Calabria tra sogno e incubo: rischia di non iscriversi al campionato

Lo stadio di San Luca (foto sito San Luca calcio) 
In una località difficile, la squadra di calcio rappresenta un esempio virtuoso di fair play finalziario applicato alla serie D. Il lockdown però, tra stadio chiuso e ridimensionamento degli sponsor, ne complica la sopravvivenza. E ora è corsa contro il tempo per l'iscrizione, che scade il 22 luglio
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È tra le più belle storie di calcio degli ultimi quattro anni: la squadra di San Luca, il paese dell'Aspromonte che veniva associato immancabilmente alla 'ndrangheta, è diventata il simbolo del riscatto di una cittadinanza desiderosa di liberarsi delle semplificazioni e delle etichette scomode. Dal 2017 l'Asd, acronimo di Associazione Sportiva Dilettantistica, è salita di categoria in categoria e ha vinto una Coppa Calabria, fino a sognare, da matricola, la promozione in Serie C dopo un campionato da protagonista.

 

Da matricola della Serie D, sotto la guida di Francesco Cozza, ex calciatore di Reggina e Milan negli anni Novanta, ha raggiunto il quarto posto nel girone I dietro le due squadre di Messina e l'ambiziosa Gelbison, club cilentano di Vallo della Lucania, ma davanti ad avversarie dal passato nobile come Acireale, Licata e Castrovillari, prima della sconfitta …

È tra le più belle storie di calcio degli ultimi quattro anni: la squadra di San Luca, il paese dell'Aspromonte che veniva associato immancabilmente alla 'ndrangheta, è diventata il simbolo del riscatto di una cittadinanza desiderosa di liberarsi delle semplificazioni e delle etichette scomode. Dal 2017 l'Asd, acronimo di Associazione Sportiva Dilettantistica, è salita di categoria in categoria e ha vinto una Coppa Calabria, fino a sognare, da matricola, la promozione in Serie C dopo un campionato da protagonista.

 

Da matricola della Serie D, sotto la guida di Francesco Cozza, ex calciatore di Reggina e Milan negli anni Novanta, ha raggiunto il quarto posto nel girone I dietro le due squadre di Messina e l'ambiziosa Gelbison, club cilentano di Vallo della Lucania, ma davanti ad avversarie dal passato nobile come Acireale, Licata e Castrovillari, prima della sconfitta di misura nella combattutissima semifinale dei play-off con la Gelbison.

Esempio virtuoso di fair play finanziario della D

Ma adesso il San Luca rischia di non potersi iscrivere al prossimo torneo: la Locride perderebbe così un concreto segno di ribellione al luogo comune del destino già scritto, per chi nasce e vive in alcune zone della Calabria. Il problema è economico e la scadenza è giovedì prossimo, 22 luglio: mancano i soldi per l'iscrizione e soprattutto per la programmazione dell'annata. Fin dall'inizio dell'avventura la dirigenza, formata da liberi professionisti, ha scelto deliberatamente di non avere il classico presidente padrone, figura spesso pericolosa tra i dilettanti, in particolare al Sud. Ne è nato un preciso modello di sostenibilità, con l'applicazione di una sorta di fair-play finanziario applicato alle categorie minori: budget limitato (il limite era di 370 mila euro complessivi), rigido controllo delle spese mai superiori alle entrate, finanziamento attraverso gli sponsor. La formula - raggiungere il massimo obiettivo col minimo sforzo economico - ha funzionato anche in serie D, campionato dilettantistico solo sulla carta, visto che i club più ricchi hanno un budget che può sfondare il tetto del milione di euro l'anno, mentre il San Luca evita per statuto i rimborsi faraonici, che mascherano stipendi da categorie professionistiche.

 

Tra Covid, stadio chiuso e sponsor in difficoltà

Il mercato ha seguito la linea consolidata: fare leva sugli oriundi, italo-argentini alla prima esperienza in Italia, con tanta voglia di mettersi in evidenza ma pretese economiche contenute, e su talenti sanluchesi doc, come il capitano Carbone, l'Under 20 Totò Pelle, il classe 2002 Murdaca cresciuto nel vivaio, Bruzzaniti, Leveque e il portiere Scuffia. Pandemia e lockdown, però, hanno inferto un colpo durissimo all'economia di un'area depressa della Calabria. Si è più che dimezzato il fatturato delle aziende, obbligate al taglio delle sponsorizzazioni, e lo stadio intitolato allo scrittore Corrado Alvaro, che prima del lockdown era sempre pieno (1850 posti), con le partite a porte chiuse non ha più potuto garantire introiti vitali. Era stato proprio lo stadio, consegnato dallo Stato alla comunità, il motore del virtuoso caso San Luca, lasciando intuire il grande potenziale di sviluppo economico e sociale di ogni nuova infrastruttura nella Locride. L'intervento delle istituzioni sembra ormai sfumato: il Comune è alle prese con un bilancio critico e sono falliti i tentativi con l'Ente Parco d'Aspromonte per ottenere una sponsorizzazione simile a quella che il Parco Nazionale del Cilento assicura alla Gelbison. Per salvare il salvabile, è stata avviata nelle scorse ore la campagna per il fund raising. È la classica battaglia contro il tempo.