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Perisic e Lautaro come i gemelli Derrick, quei colpi da circo che fanno impazzire i tifosi

Il tiro combinato di Perisic e Lautaro Martinez 
L'esecuzione effettuata dai giocatori dell'Inter contro lo Sheriff rimanda direttamente ai terribili gemelli del cartone animato 'Holly & Benji', soluzione rimasta impressa nella memoria di tutti gli appassionati di calcio. E la storia del pallone offre una ricca galleria di questi colpi ad effetto
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Il tiro combinato che Lautaro e Perisic hanno effettuato martedì sera in Champions contro lo Sheriff rimanda direttamente ai gemelli Derrick - no, non sono i nipoti dell'ispettore - protagonisti di uno dei cartoni animati più gettonati nei ruggenti anni 80: Holly & Benji, un geniale cocktail (non era minga solo un manga) che mescolava gli effetti speciali alla Ufo Robot con il sentimentalismo caramelloso e strappalacrime alla Candy Candy. Quel tiro combinato dei terribili gemelli Derrick, già inventori della "Catapulta infernale" (una sorta di Kamasutra col pallone), è rimasto impresso nella memoria di tutti gli appassionati del calcio. La storia del calcio offre una ricca galleria di questi colpi da circo. Questa è la nostra Top 10.

1) La rimessa carpiata - C'era questo nazionale della Lettonia, si chiamava Kallaste, Risto Kallaste. In certi mercoledì europei spuntava in qualche servizio a tarda notte, col suo fisico da…

Il tiro combinato che Lautaro e Perisic hanno effettuato martedì sera in Champions contro lo Sheriff rimanda direttamente ai gemelli Derrick - no, non sono i nipoti dell'ispettore - protagonisti di uno dei cartoni animati più gettonati nei ruggenti anni 80: Holly & Benji, un geniale cocktail (non era minga solo un manga) che mescolava gli effetti speciali alla Ufo Robot con il sentimentalismo caramelloso e strappalacrime alla Candy Candy. Quel tiro combinato dei terribili gemelli Derrick, già inventori della "Catapulta infernale" (una sorta di Kamasutra col pallone), è rimasto impresso nella memoria di tutti gli appassionati del calcio. La storia del calcio offre una ricca galleria di questi colpi da circo. Questa è la nostra Top 10.

1) La rimessa carpiata - C'era questo nazionale della Lettonia, si chiamava Kallaste, Risto Kallaste. In certi mercoledì europei spuntava in qualche servizio a tarda notte, col suo fisico da trapezista e l'aria dell'imbucato ad una festa, andava a battere la rimessa laterale, prendeva una rincorsa lunghissima, giunto a un metro dalla linea faceva una capovolta e poi - come una catapulta - lanciava il pallone lontanissimo. Più che un uomo, un cartone animato.

Kallaste 

2) Il salto della Rana - Cuauhtémoc Blanco. Già il nome è bellissimo. Artista messicano, uno dei migliori della storia, si è ritirato nel 2016. Un simpatico sbruffone, anche. Inventore della "Cuauhtemiña". Stringere il pallone tra i piedi e saltare - a mo' di rana - facendo passare la sfera sopra la testa del malcapitato terzino avversario. Libidine coi fiocchi, direbbe Jerry Calà.

3) Il colpo dello Scorpione - E chi l'aveva visto mai un portiere parare tuffandosi orizzontalmente in avanti e colpendo il pallone con i tacchi dei piedi uniti? Higuita, in quel famoso Inghilterra-Colombia. Un clown, certo. Poi il colpo è diventato "pop" e al test si sono iscritti in tanti: da Paponi a Ibrahimovic, per la gioia dei telecronisti che finalmente possono urlare un giustificato "Pazzescooooo" infilando una mitragliata di punti esclamativi.

Higuita 

4) La Foca Monaca - Specialità di Nippo Nappi, sgusciante centravanti - tra le altre - di Genoa e Fiorentina negli anni 90. Consiste nel portare il pallone alla testa e cominciare a correre per il campo, puntando sulla forza di gravità (il pallone resta incollato alla testa) e sulla sorpresa degli avversari. Nippo Nappi - così lo chiamavano i tre della Gialappa's - riusciva anche a fare cinquanta metri. Non serviva a nulla, ma quanti applausi.

5) La Rabona - Da Rabo, che in spagnolo significa "Colpo di coda". Il primo a provarla fu Pelé, hai detto niente. Il primo a insistere fu Giovanni Roccotelli detto "Cocò", ala operaia di Ascoli e Toro nei 70. Il primo a renderla celebre fu Maradona. Un piede che incrocia l'altro e un ginocchio che fa il solletico all'altro e il pallone colpito da sotto, come una furtiva carezza data al buio.

Maradona 

6) La Boba - Si chiamava Andrés d'Alessandro ed ebbe una certa notorietà una ventina d'anni fa, quando Maradona lo designò - ahia - come suo erede al trono. Ok, quella sentenza fu la sua condanna. D'Alessandro si esibiva nella Boba, un ripetuto gioco di gambe (roba da sfinire chiunque) che aveva lo scopo di far sentire il difesero avversario un tonto, una "Boba" appunto.

7) Il Flip-Flop - Lo faceva quel gran giocoliere di Ronaldinho, giocando come un gatto con il gomitolo di lana, facendosi passare il pallone da un piede all'altro ad una velocità da videogioco, stordendo il diretto avversario, facendogli perdere l'equilibrio e superandolo in dribbling, ovviamente con un sorriso stampato in faccia. Noto anche come "L'Elastico". Non ci provate, il rischio è quello che parta un menisco, così, d'amblè.

8) La rovesciata da terra - Tutti sono capaci di librarsi in volo e colpire il pallone galleggiando tra le nuvole. Pochi eletti invece riescono a sedersi per terra - più o meno volontariamente - e da lì colpire il pallone agitando le gambe, come i neonati nella culla. Un fenomeno era Oliviero "Bomber vero" Garlini, attaccante di Lazio, Inter, Atalanta negli anni 80 e 90. Fece un paio di gol così, in mischia, seduto spalle alla porta.

9) La Trivela - Quaresma ne ha fatto un'ossessione. La provava in continuazione. Sbagliava, provava, riprovava, ci riusciva. Gli ungheresi chiamavano questo colpo "Zembo". Colpo di esterno destro, con effetto a uscire. Se ne ha testimonianza anche nella partita "Scapoli vs Ammogliati" in Fantozzi, ma gli effetti sono catastrofici.

La trivela di Quaresma 

10) Lo Step-over - Letteralmente: il verbo rimanda all'atto di scavalcare qualcuno. E' una finta+dribbling attribuita ad uno dei funamboli più spettacolari del calcio moderno, il nigeriano Jay Jay Okocha, trequartista-freestyler, ballerino, equilibrista, malandrino e "cazzaro" di dimensioni cosmiche. E niente: davanti all'avversario Okocha cominciava a ballare, così, a raglio, un passo di mazurka e uno di lambada, poi accarezzava il pallone con il piede, accennava un doppio passo e sprintava nella direzione opposta. Robe da Hollywood, colpi da genio assoluto.