Calcio serie D, "Le mie lacrime per il gol che ha fatto esonerare papà"
di Simone Monari , di Simone Monari"Faccio sempre l'esultanza alla Drogba, ma domenica dopo un attimo mi sono fermato", racconta Niccolò Bagatti, classe '98, centrocampista di Serie D che gioca nel Progresso Castelmaggiore, la società dove è cresciuto Giacomo Raspadori, nel bolognese. Il nome di Bagatti sta circolando parecchio nelle ultime ore non tanto perché il suo gol domenica contro il Carpi, in una partita finita 1-1, è costato l'esonero del tecnico della squadra modenese, quanto semmai perché l'ormai ex allenatore del Carpi, Massimo Bagatti, è suo padre. "E pensare che nelle precedenti partite avevo tirato in porta come un forsennato: pali, traverse, miracoli dei portieri, di tutto era successo. Stavolta un tiro e un gol". Il presidente Lazzaretti ci ha riflettuto e poi, a 48 ore di distanza, ha deciso di esonerare Bagatti. "Guardando ai risultati, mi pare una scelta ingiusta, nelle ultime 4 partite avevan…
"Faccio sempre l'esultanza alla Drogba, ma domenica dopo un attimo mi sono fermato", racconta Niccolò Bagatti, classe '98, centrocampista di Serie D che gioca nel Progresso Castelmaggiore, la società dove è cresciuto Giacomo Raspadori, nel bolognese. Il nome di Bagatti sta circolando parecchio nelle ultime ore non tanto perché il suo gol domenica contro il Carpi, in una partita finita 1-1, è costato l'esonero del tecnico della squadra modenese, quanto semmai perché l'ormai ex allenatore del Carpi, Massimo Bagatti, è suo padre. "E pensare che nelle precedenti partite avevo tirato in porta come un forsennato: pali, traverse, miracoli dei portieri, di tutto era successo. Stavolta un tiro e un gol". Il presidente Lazzaretti ci ha riflettuto e poi, a 48 ore di distanza, ha deciso di esonerare Bagatti. "Guardando ai risultati, mi pare una scelta ingiusta, nelle ultime 4 partite avevano raccolto due vittorie e due pareggi", nota il figlio che rivela: "Domenica ero teso, il carico emotivo era per me notevole". In famiglia avevano chiaramente intuito che una mancata vittoria del Carpi avrebbe potuto portare a conseguenze spiacevoli. "E comunque giocare contro tuo padre - si limita a dire ora - non è facile". A tal punto che a fine gara, Niccolò è letteralmente scoppiato a piangere. "Ero in panchina, mi avevano sostituito, quando la gara è finita c'erano alcuni tifosi del Carpi arrabbiati, io ho guardato subito mio padre, l'ho visto giù, chiaramente dispiaciuto. E non ho retto all'emozione, ho iniziato a piangere e non smettevo più".
I rapporti fra loro sono ottimi. "Anche di più, ci sentiamo ogni mezz'ora". La famiglia viene da Fiumalbo, appenino modenese, ed è lì, in terza categoria, che cominciò in panchina la carriera di Massimo, allenatore molto stimato nell'ambiente, che da 7-8 anni allena in D. E a fine agosto era stato chiamato a guidare l'Athletic Carpi, neonata società sorta dalle ceneri del vecchio Carpi, con in sella Claudio Lazzaretti, l'ex patron della Correggese. "Io vivo a Modena, abbiamo una casa, ho giocato nelle giovanili gialloblù e fino a pochi mesi fa abitavamo insieme lì - racconta Niccolò - poi ora lui era andato ad abitare al Carpi, ma ogni domenica finite le nostre partite ci troviamo e saliamo a Fiumalbo dalla mamma".
Il Carpi dopo dieci partite è ottavo, ma di fatto a un solo punto dalla quarta, ha incassato due sconfitte (una subendo due gol in rimonta nel recupero a Prato), ha vinto cinque volte e tre ha pareggiato. "Mio figlio ha fatto solo il suo dovere", ha ricordato domenica pomeriggio al termine della partita Bagatti senior. Martedì però si è sfogato su Facebook: "Abbiamo iniziato la stagione per ultimi, con una squadra da costruire, senza nemmeno un'amichevole. Dopo dieci gare abbiamo il secondo miglior attacco del campionato, l'ottava difesa. Questi sono i numeri. Tutti, io per primo, vorremmo sempre vincere e giocare bene, ma non ci sono magiche scorciatoie, ci vuole il tempo necessario, chi conosce questo sport lo sa".
Simone Matta, il ds del Progresso Castelmaggiore, quando parla di Niccolò, che da tre anni veste i colori del club bolognese, dice semplicemente che "al di là del grande potenziale fisico e tecnico che può consentirgli di andare lontano, è, prima di tutto, un ragazzo d'oro, educato, sensibile". Ai cronisti che in queste ore gli stanno chiedendo come ci si senta, dopo un week end delicato come quello appena vissuto, Bagatti junior fa soltanto una raccomandazione: "Se proprio dovete parlarne, scrivete una bella storia di me e mio padre".