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La stretta di Dazn, non lascia, ma dimezza: stop a due utenze per ogni abbonamento

Con il medesimo accesso non potrà più essere visto lo stesso contenuto da due dispositivi diversi. L'eccezione se viene utilizzata la stessa connessione, quindi a casa propria. E non mancano le polemiche
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Dazn non lascia, dimezza. Addio alla doppia visione con un unico abbonamento. Lo ha rivelato il Sole 24 Ore, spiegando che, a breve, partiranno le lettere per avvisare i clienti: la tv in streaming che lo scorso inverno ha rilevato i diritti del campionato di calcio di Serie A fino al 2024 ha deciso di cambiare in corsa le condizioni del contratto. Fino a oggi, era possibile – con un solo abbonamento – vedere i contenuti di Dazn su due diversi dispositivi contemporaneamente.  

Basta condivisione dell'abbonamento

La “concurrency” (così si chiama questa possibilità) aveva permesso a molti, fin dall’estate, di condividere il proprio abbonamento: resterà questa possibilità soltanto per chi stia utilizzando la stessa connessione, ad esempio due persone nella stessa casa con lo stesso wifi. Il motivo? Ce ne sono diversi, a dire la verità. Da tempo, la Lega Serie A lamentava la svalutazione del prodotto, visto che, p…

Dazn non lascia, dimezza. Addio alla doppia visione con un unico abbonamento. Lo ha rivelato il Sole 24 Ore, spiegando che, a breve, partiranno le lettere per avvisare i clienti: la tv in streaming che lo scorso inverno ha rilevato i diritti del campionato di calcio di Serie A fino al 2024 ha deciso di cambiare in corsa le condizioni del contratto. Fino a oggi, era possibile – con un solo abbonamento – vedere i contenuti di Dazn su due diversi dispositivi contemporaneamente.  

Basta condivisione dell'abbonamento

La “concurrency” (così si chiama questa possibilità) aveva permesso a molti, fin dall’estate, di condividere il proprio abbonamento: resterà questa possibilità soltanto per chi stia utilizzando la stessa connessione, ad esempio due persone nella stessa casa con lo stesso wifi. Il motivo? Ce ne sono diversi, a dire la verità. Da tempo, la Lega Serie A lamentava la svalutazione del prodotto, visto che, potendo dividere tra due persone diverse un abbonamento che in promozione si acquistava al prezzo di 20 euro al mese, di fatto si stava vendendo il calcio italiano a un prezzo ritenuto troppo basso: 10 euro ad abbonato. E quando un prodotto cala di prezzo, difficilmente risalirà. In più, il doppio accesso contemporaneo aveva contribuito alla vecchia questione della distorsione dei dati di ascolto della Serie A, con cifre che non tornavano. Così, si va a colpire l’accesso fraudolento alla doppia utenza, che aveva prodotto addirittura piattaforme in cui condividere il proprio abbonamento con sconosciuti.  

Non mancano le polemiche

Ma qual è il prezzo di questa manovra? Intanto, cambiare le condizioni di utilizzo a stagione in corso è una evidente forzatura del contratto sottoscritto tra utilizzatore ed erogatore del servizio. Di fatto, per molte famiglie è come se improvvisamente raddoppiasse il prezzo dell’abbonamento. Anzi, anche più che raddoppiare, perché chi condivideva un abbonamento a 19.90 al mese in promozione, ora che i termini sono scaduti, dovrà sottoscriverne un altro a prezzo pieno, da 29.90. Come era inevitabile, sui social – termometro solo parziale, perché chi non si lamenta non ha voce – la condanna è unanime e feroce. La modifica potrebbe entrare in vigore entro l'inizio del 2022, quindi per gennaio. Dazn darà 30 giorni di tempo per adeguarsi o per esercitare il diritto di recesso. L'associazione dei consumatori è già sul piede di guerra, al contrario la Serie A (in assenza di comunicazioni ufficiali, ma già informata) tace. La tutela del prodotto: a qualunque prezzo.