Due alternative alla coppa del nonno
di Gabriele Romagnoli , di Gabriele RomagnoliCome se, durante il Festival di Sanremo, qualcuno pensasse di organizzare e trasmettere sulle tv africane un concorso per cantanti esclusi (gente che c'era prima di Iva e Orietta o arrivata dopo Blanco). O come se, mentre si elegge il presidente della Repubblica, si avesse l'idea di mandare su qualche canale un'assemblea di condominio. O ancora: come se, in contemporanea con la Coppa del mondo in Qatar, si facesse giocare la coppa del nonno alle squadre di Serie A, con i non convocati, negli Stati Uniti, magari nel frigorifero della Costa Est. Uno di questi tre progetti è vero: ovviamente l'ultimo.
Un chiodo fisso su questa colonna è la necessità di giocare meno partite, ma più importanti. Viene preso di continuo a martellate. Questa è forse la più potente. Che l'idea venga dal marketing è naturale. Le partite sarebbero trasmesse dalla Cbs, che ha l'esclusiva. Probabile il "rimbalzo" dei dir…
Come se, durante il Festival di Sanremo, qualcuno pensasse di organizzare e trasmettere sulle tv africane un concorso per cantanti esclusi (gente che c'era prima di Iva e Orietta o arrivata dopo Blanco). O come se, mentre si elegge il presidente della Repubblica, si avesse l'idea di mandare su qualche canale un'assemblea di condominio. O ancora: come se, in contemporanea con la Coppa del mondo in Qatar, si facesse giocare la coppa del nonno alle squadre di Serie A, con i non convocati, negli Stati Uniti, magari nel frigorifero della Costa Est. Uno di questi tre progetti è vero: ovviamente l'ultimo.
Un chiodo fisso su questa colonna è la necessità di giocare meno partite, ma più importanti. Viene preso di continuo a martellate. Questa è forse la più potente. Che l'idea venga dal marketing è naturale. Le partite sarebbero trasmesse dalla Cbs, che ha l'esclusiva. Probabile il "rimbalzo" dei diritti a qualche canale italiano che non abbia telecamere in Qatar. L'appassionato potrebbe così passare da Brasile-Olanda a Sassuolo-Sampdoria. La formula non evita i gironi, per dare almeno 3 partite a tutti, poi via con l'eliminazione diretta dai quarti.
Poiché serviranno sponsor generosi per organizzare il trasporto aereo, l'accoglienza, l'eventuale bolla anti-Covid e il resto, inevitabile si congegni un meccanismo che favorisca i soliti noti. Per il gattopardo dei tabelloni tutte le strade portano a Juve-Inter, o giù di lì. È una visione del calcio come multiverso, un insieme di universi che coesistono in dimensioni parallele. Essendo infinito nello spazio e nel tempo deve occupare tutti i canali di un qualunque televisore mostrando partite avvenute ora o allora, qui o altrove.
Dicono ci sia l'esigenza di tenere in forma i giocatori non convocati per i Mondiali. Nel 2018 furono 58. Con gli italiani salirebbero a 80-85. Una percentuale che oscilla tra il 10 e il 15%. Se è così, ci sono un paio di alternative, neanche troppo provocatorie, alla "Grandfather Cup":
1) la fase finale della Coppa Italia, e magari anche da noi avremo l'effetto Bergerac-Versailles che rende quella di Francia un caso internazionale
2) considerare il Mondiale in Qatar una variante Q, stilare un protocollo, continuare il calendario con chi resta. Ecco le fantaformazioni del derby milanese (a Italia qualificata). Inter: Handanovic - Skriniar Ranocchia D'Ambrosio - Darmian Vecino Gagliardini Çalhanoglu Dimarco - Dzeko Caicedo. Milan: Tatarusanu - Calabria Romagnoli Gabbia Kalulu - Krunic Bakayoko - Leão Diaz Florenzi - Ibrahimovic. Si può fare. A Milano o a Boston, dipende.