Martina Rosucci: "Nella Juve tante colonne, con la Roma faremo valere l'esperienza"
di Domenico Marchese , di Domenico MarcheseMartina Rosucci è una colonna portante della Juventus Women. Fin dalla creazione della squadra bianconera quasi cinque anni fa, la centrocampista della Nazionale ha fatto parte del gruppo che ha monopolizzato gli ultimi campionati. Normale quindi che l'equilibrio che caratterizza questa stagione, aiutato dalla sconfitta nell'ultimo turno ad Empoli, sia una piacevole novità che rende ancora più importante il big match di sabato contro la Roma. Non decisivo per lo scudetto, visto che saranno ancora sei le partite, ma comunque da vincere a tutti i costi.
Martina Rosucci, sabato ci sarà il big match contro la Roma, prima contro seconda. Come arrivate a questa partita?
"Penso che il nostro record di 54 partite senza sconfitte sia nato dal fatto che per noi tutte le partite sono uguali, quindi anche quella con la Roma. Abbiamo sempre avuto grande equilibrio nell'affrontare tutte le avversarie: indubbiamente è importante per questioni di c…
Martina Rosucci è una colonna portante della Juventus Women. Fin dalla creazione della squadra bianconera quasi cinque anni fa, la centrocampista della Nazionale ha fatto parte del gruppo che ha monopolizzato gli ultimi campionati. Normale quindi che l'equilibrio che caratterizza questa stagione, aiutato dalla sconfitta nell'ultimo turno ad Empoli, sia una piacevole novità che rende ancora più importante il big match di sabato contro la Roma. Non decisivo per lo scudetto, visto che saranno ancora sei le partite, ma comunque da vincere a tutti i costi.
Martina Rosucci, sabato ci sarà il big match contro la Roma, prima contro seconda. Come arrivate a questa partita?
"Penso che il nostro record di 54 partite senza sconfitte sia nato dal fatto che per noi tutte le partite sono uguali, quindi anche quella con la Roma. Abbiamo sempre avuto grande equilibrio nell'affrontare tutte le avversarie: indubbiamente è importante per questioni di classifica, loro sono a -3. Tuttavia ne mancano ancora tante prima della fine".
Come state a livello mentale?
"Arriviamo da una sconfitta e questo è già un punto a nostro favore. Inoltre giochiamo in casa. La Roma ha grandi individualità, sono cresciute: si affronteranno due squadre forti. Forse noi siamo un po' più esperte per queste partite, ma loro avranno dalla loro l'entusiasmo. Ci vuole equilibrio, giocheremo per vincere come sempre".
Vi ha sorpreso la sconfitta di Empoli?
"Dopo tre anni di imbattibilità lo stavamo quasi aspettando, ero sicura che sarebbe successo anche per la legge dei grandi numeri. Meglio che non sia successo in uno scontro diretto. L'anno scorso abbiamo vinto tutte le partite ma era un'anomalia: la partita di sabato sarà importante ma non decisiva".
È più importante per voi o per loro?
"Per entrambe, è diverso avere 6 punti di vantaggio o essere a pari punti. Mancano comunque ancora tante partite, ci sono tanti scontri diretti. Innegabile che sia importante ma il campionato non finisce con Juventus-Roma".
Si contrappongono due città che hanno grande tradizione nel calcio maschile. È un sinonimo della crescita del movimento femminile?
"Sicuramente, Juventus contro Roma ha il suo risvolto mediatico, un sapore diverso. Anche i tifosi, che seguono il calcio maschile, sono interessati ad una partita del genere. Sono due piazze importanti come Milano, Firenze: la Roma ha dimostrato di credere nel progetto femminile quindi ben vengano certi match e partite di questo livello. Alla fine dei 90', indipendentemente dal risultato, sei comunque cresciuto".
La volata a quattro per Champions e scudetto (Juventus, Roma, Sassuolo e Milan, ndr) è un ulteriore sintomo della crescita del calcio femminile?
"Certo, rappresenta lo sviluppo del movimento e del lavoro delle società. Si alza il livello del campionato, che è cresciuto anche oltre queste quattro squadre. C'è più equilibrio, anche questo è indice di crescita e rende avvincente il campionato".
L'arrivo di Montemurro ha dato un'ulteriore scossa al suo gioco. Come giudica la sua annata?
"Ha portato entusiasmo, nuove idee. Si predilige un gioco collettivo, altruista come me che a volte lo sono anche troppo. Questo mi ha fatto sentire più serena nel non dover dimostrare qualcosa di speciale ma nell'essere ciò che sono: una calciatrice semplice. Poi ci sono momenti diversi in ogni stagione: sono partita bene ma da gennaio abbiamo avuto, me compresa, un calo fisiologico dopo aver raggiunto i quarti di Champions. Ma siamo tante e riusciamo a sopperire al calo di qualsiasi compagna. È anche vero che abbiamo giocato nove partite in più rispetto allo scorso anno: sono tante".
Lei è una figura chiave nello spogliatoio della Juventus. La sente questa responsabilità verso le compagne specialmente dopo l'infortunio di Salvai, altra colonna della squadra?
"Mi sento responsabilizzata, sono nata a Torino, sono juventina e sono qui da quando è nata la Juventus Women. Io sono una persona responsabile, quindi non è difficile per me esserlo in squadra. Non c'è un leader ma tante colonne, tra cui Cecilia che ci sta vicino nonostante adesso non possa aiutarci in campo. Un bel mix di giovani ed esperte, penso fermamente che ognuna delle giocatrici debba mettere il suo pezzo, dalle senatrici all'ultima arrivata. Anche qui credo nell'equilibrio".
Quali sono i punti forti della Roma?
"Hanno giocatrici molto tecniche e veloci, non ne cito una in particolare perché non mi piace fare nomi. In ogni reparto hanno atlete di livello quindi dobbiamo stare attente a tutte e ragionare come squadra, che è la nostra forza. La giocata può risolvere la partita, ma vince la squadra".
Quanto ha inciso la Champions nella vostra crescita, soprattutto dal punto di vista mentale?
"Ci ha dato una grande consapevolezza nei nostri mezzi. Abbiamo avuto grandissimo coraggio che ci ha fatto arrivare ai quarti di Champions eliminando il Chelsea, costruita per vincere. In partite come quella di sabato, come in Champions, serve quella forza collettiva che ci ha permesso di essere dove siamo: sappiamo cosa dobbiamo essere".
Cito un suo post su Instagram: "In un mondo triste che distrugge, noi lottiamo solo per COSTRUIRE qualcosa di grande INSIEME". Come sta vivendo questo momento drammatico e quanto è importante il ruolo degli sportivi?
"Penso che al cospetto di una situazione del genere siamo tutti piccolissimi, anche noi sportivi che quando ci esponiamo veniamo letti, magari non ascoltati. Mi fa stare male pensare che la mia parola possa essere letta ma non riesca comunque a cambiare le cose. Nella mia vita, privata e calcistica, mi provoca dolore non poter incidere. Vivo nello sport da quando sono nata, ogni giorno devi costruire. Ad esempio per arrivare al punto in cui siamo abbiamo faticato e ci abbiamo messo tanto del nostro, giorno dopo giorno: se penso che qualcuno per ignoranza possa distruggere, è disarmante. Nel 2022 parliamo ancora di guerra che per me è fantascienza. Noi sportivi abbiamo un grande séguito e le posizioni forti dimostrano che lo sport si sta schierando a favore della pace. Non tutti i russi sono a favore della guerra, compresi gli atleti, ma dobbiamo chiedere tutti insieme che finisca".