Champions femminile, svanisce il sogno della Juve: il Lione vince 3-1 e vola in semifinale
di Domenico Marchese , di Domenico MarcheseSi sgonfiano di fronte alla grande qualità del Lione le speranze della Juventus Women di raggiungere le semifinali di Champions League. Nel 3-1 con cui le francesi hanno conquistato il passaggio del turno, ribaltando il 2-1 dell'andata, c'è tutta la grande tradizione del calcio femminile francese e soprattutto dell'Olympique: non si vincono sette delle ultime undici Champions League per caso. Se all'andata le francesi hanno mostrato la superiorità principalmente nel primo tempo, prima dell'espulsione di Carpenter che ha cambiato il match, al ritorno al Groupama Stadium la qualità della squadra di Bompastor è emersa prepotentemente, nonostante la prova concreta e ordinata delle ragazze di Montemurro. Se alla vigilia il diktat era non modificare il proprio atteggiamento, in campo le bianconere hanno potuto decidere fino a un certo punto, ipnotizzate a tratti dalla prestazione delle avversarie.
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Si sgonfiano di fronte alla grande qualità del Lione le speranze della Juventus Women di raggiungere le semifinali di Champions League. Nel 3-1 con cui le francesi hanno conquistato il passaggio del turno, ribaltando il 2-1 dell'andata, c'è tutta la grande tradizione del calcio femminile francese e soprattutto dell'Olympique: non si vincono sette delle ultime undici Champions League per caso. Se all'andata le francesi hanno mostrato la superiorità principalmente nel primo tempo, prima dell'espulsione di Carpenter che ha cambiato il match, al ritorno al Groupama Stadium la qualità della squadra di Bompastor è emersa prepotentemente, nonostante la prova concreta e ordinata delle ragazze di Montemurro. Se alla vigilia il diktat era non modificare il proprio atteggiamento, in campo le bianconere hanno potuto decidere fino a un certo punto, ipnotizzate a tratti dalla prestazione delle avversarie.
Nel primo tempo è arrivato "l'uno-due" firmato al 33' da Hegenberg, assente all'andata, e al 35' da Malard, mentre nella ripresa il Lione sembrava aver messo al sicuro il risultato con una magia di Macario, che ha aggirato Gama con un controllo di suola fulminando di destro Peyraud-Magnin. All'84' è arrivato il gol della speranza di Staskova, che ha regalato pathos e poco altro: nel finale Montemurro ha anche perso la pazienza, più per la tensione del momento che per altro, prima di abbracciare al fischio finale Bompastor dopo una sfida entusiasmante.
Hurtig sbaglia, l'uno-due francese
Nonostante all'inizio del match sia stato il Lione a rendersi pericolosa, con una rete sbagliata dopo pochi secondi e una grande parata di Peyraud-Magnin al 5', con il passare dei minuti le bianconere hanno stabilizzato la situazione, costruendo anche con Bonansea e Hurtig una ghiotta occasione al 23', fallita malamente dall'attaccante svedese. Passato lo spavento è arrivato il vantaggio delle padrone di casa al 33' dopo una lunghissima azione iniziata da Bacha e finalizzata da Hegenberg, alla 57/a rete in altrettante partite in Champions League. Rotti gli argini il fiume è esondato e una manciata di secondi dopo è toccato a Malard sfruttare un brutto intervento di Lenzini per colpire ancora una volta di testa e raddoppiare per il Lione.
Ferite nel morale e fiaccate dalle tante partite fin qui disputate, le ragazze di Montemurro si sono sciolte, non riuscendo a reagire e lasciando sempre di più il controllo del gioco alle avversarie. Il merito delle bianconere, però, è stato quello di riuscire a reggere alle incursioni francesi, con una Gama praticamente insuperabile e Peyraud-Magnin stimolata dalla sfida con le ex compagne di squadra.
La ripresa
Nel secondo tempo lo spartito ha confermato la sinfonia del precedente: le incursioni del Lione sono state ficcanti e ogni errore della Juventus ha generato occasioni pericolose grazie anche alla sconfinata cifra tecnica a disposizione di Bompastor. Montemurro ha tenuto invariato l'assetto tattico e le undici in campo quasi a voler tenere invariato lo status quo per poi provare l'assalto nel finale. Al 55' Cascarino ha seminato il panico a destra servendo poi Macario che ha sprecato malamente, mentre qualche minuto dopo la palla buona è finita sui piedi di Bathy che ha sfiorato il tris. Con Girelli contenuta dalla difesa lionese e Rosucci soffocata dal pressing francese, Montemurro, memore del grande impatto nel match d'andata, ha provato a giocare la carta Bonfantini, reduce da quattro gol nelle ultime quattro partite, entrata al posto di una spenta Hurtig. Eppure è stata ancora la squadra di Bompastor al 63' a sfiorare il tris con un tracciante di Macario smorzato in angolo dall'ennesimo intervento decisivo di Peyraud-Magnin.
Il gol di Staskova arriva troppo tardi
La Juventus è andata ancora più in sofferenza soprattutto nella fase di uscita della palla, non riuscendo più a mettere in fila un numero quantomeno decente di passaggi: Montenurro ha camminato nervosamente avanti e indietro alla ricerca dello spiraglio vincente, dell'intuizione in grado di cambiare le sorti europee della Juventus Women. Il primo lampo della ripresa è arrivato da una delle poche iniziative di Girelli, che ha portato a casa una punizione ghiotta per la posizione, meno per l'esito finale sventato dalla difesa: pochi secondi dopo Lundorf e Caruso sono entrare per Lenzini e Bonansea, costretta per tutta la partita più a coprire che a proporre in avanti le sue indiscusse doti. Al 73' la partita è virtualmente finita: Horan ha lanciato Cascarino, che dopo essersi involata sulla fascia destra ha crossato per Macario. Al centro dell'area la centravanti brasiliana, ma statunitense di cittadinanza, ha ricevuto il pallone e con un gesto tecnico semplicemente meraviglioso ha aggirato Gama, fino a quel momento perfetta, calciando di destro e superando l'incolpevole Peyraud-Magnin. Il gol di Staskova è stato un sussulto che ha rianimato le bianconere: troppo tardi per far tremare le francesi.
Le lacrime di Rosucci
A fine partita le lacrime di Rosucci sono state il manifesto di una stagione, vissuta alla grande ma conclusa con una sconfitta che brucia: "C'è tanto rammarico e le lacrime derivano da questo - ha spiegato a fine partita -. Con un pizzico di attenzione in più avremmo potuto gestire il vantaggio conquistato a Torino, ma non c'è nulla da rammaricarsi a parte questa sconfitta. Ora ci concentriamo per la fine del campionato con l'obiettivo di vivere altre serate come questa nel prossimo anno. Loro avevano tanta pressione ed era fondamentale per loro non perdere. È mancato qualcosa, forse un po' di coraggio, ma abbiamo fatto un percorso veramente bello. Sono rammaricata perché vedo sempre il bicchiere mezzo vuoto: siamo cresciute, il percorso ci ha dato tante emozioni e tante serate indimenticabili. Come tutte le cose belle però finiscono: peccato perché tutte sognavamo di raggiungere la semifinale. Il progetto è bello e solido, rivedremo la Juventus lottare per la Champions. Sono serate bellissime da vivere, ma le dobbiamo prima guadagnare vincendo il campionato".