Il pallone dei Mondiali: dalla Pelota argentina al "viaggio" in Qatar, la storia dei 26 modelli
di Claudio Cucciatti , di Claudio CucciattiROMA — Nella prima finale, quella del 1930 tra Argentina e Uruguay, ne furono utilizzati due diversi. Il primo a toppe fu cucito per Messico '70. Almeno tre colori si sono visti da Francia '98 in poi. L'ultimo, Al Rhila, "Il viaggio", promette prestazioni mai viste prima quando il gioco, a fine 2022, si farà rapido e ogni tocco potrà rivelarsi decisivo. AI Mondiali il pallone non è solo lo strumento essenziale, ma si lega alla storia del Paese ospitante. Racconta l'evoluzione del calcio. Ventisei modelli in ventidue edizioni, in Qatar per la quattordicesima volta di fila l'onore di realizzarlo è spettato ad Adidas.
Una finale, due palloni
Oggi ammiriamo le fotografie con la curiosità tenera con cui si osservano le incisioni rupestri, ma a Montevideo novantadue…
ROMA — Nella prima finale, quella del 1930 tra Argentina e Uruguay, ne furono utilizzati due diversi. Il primo a toppe fu cucito per Messico '70. Almeno tre colori si sono visti da Francia '98 in poi. L'ultimo, Al Rhila, "Il viaggio", promette prestazioni mai viste prima quando il gioco, a fine 2022, si farà rapido e ogni tocco potrà rivelarsi decisivo. AI Mondiali il pallone non è solo lo strumento essenziale, ma si lega alla storia del Paese ospitante. Racconta l'evoluzione del calcio. Ventisei modelli in ventidue edizioni, in Qatar per la quattordicesima volta di fila l'onore di realizzarlo è spettato ad Adidas.
Una finale, due palloni
Oggi ammiriamo le fotografie con la curiosità tenera con cui si osservano le incisioni rupestri, ma a Montevideo novantadue anni fa il discorso si fece così serio che si decise di utilizzare la Pelota argentina nel primo tempo e il Model T uruguaiano nella ripresa. Undici strisce di cuoio chiuse a stringa intorno a una sfera in plastica. Col proprio pallone l'Albiceleste segnò due gol, dopo il cambio La Celeste ne infilò in porta tre dei quattro che decisero la prima finale mondiale della storia.
Fatto in casa
Nell'era pre Adidas il pallone veniva ideato da un marchio della casa. I primi due trionfi dell'Italia, 1934 e '38, furono raggiunti dagli azzurri gestendo meglio delle altre squadre il Federale 102, cucito a Roma dall'Ente centrale approvvigionamento sportivi, e l'Allen, prodotto a Parigi dall'omonima griffe. Il dramma brasiliano del Maracanazo si consumò nel 1950 a colpi di Allen Super Duplo T, una sfera bianca con scritte in nero della Superball. I verdeoro i presero la rivincita in Svezia otto anni dopo facendo vedere (poco) agli avversari il Top Star, giallo come il colore dei padroni di casa. E bissarono il successo in Cile, nel '62, accarezzando il Crack grigio metallizzato. Di crack, in quella squadra, ce n'erano eccome. Da Garrincha a Zito, fino a Zagallo: riuscirono a non far pesare l'assenza per infortunio di Pelé.
Omaggio a Wimbledon
Nel '54 la Germania Ovest aveva invece vinto il suo primo Mondiale con un pallone, lo Swiss World Champion, arrivato da Basilea. Di nobili origini anche lo Slazenger Challeng - realizzato per l'edizione del '66 dalla stessa casa produttrice delle palline da tennis utilizzate a Wimbledon - con cui l'Inghilterra ha conquistato la sua unica Coppa del mondo.
Il Mondiale in televisione
"La partita del Secolo", Italiagermaniaquattroatre, venne giocata con un pallone dedicato a un oggetto che del Novecento è stato uno dei simboli: la televisione. Telstar fu un nome nato dalla fusione tra "television" e "star". E Telstar si chiamava anche il satellite lanciato in orbita nel 1962. Messico '70 fu la prima edizione trasmessa in tv. Una rivoluzione che ne chiamò un'altra: la palla fu realizzata per la prima volta "a toppe". Dodici pentagoni e venti esagoni cuciti insieme con cui Adidas fece il proprio debutto mondiale. Ricevette un apprezzamento così grande che quattro anni dopo in Germania Ovest si utilizzò di fatto un suo gemello, Telstar Durlast.
Si balla il Tango
Gli italiani non dimenticheranno mai il Tango, utilizzato in Argentina nel '78 e in Spagna quattro anni dopo per omaggiare il ballo tradizionale delle due nazioni. Le 32 toppe formavano dodici cerchi identici. Un formato che verrà riproposto, con minime variazioni dedicate al Paese ospitante, fino a Francia '98, quando su un pallone del Mondiale comparvero per la prima volta tre colori. Il blu, bianco e rosso della bandiera francese. Per Italia '90 vennero introdotte, al centro dei triangoli, le teste di leone etrusche.
Anni Duemila, la tecnologia al potere
Col calcio che diventa più veloce, anche il pallone si deve adattare. Da Corea del Sud e Giappone 2002 si realizzano oggetti più leggeri ma capaci di mantenere la traiettoria impressa dal calciatore. Non sempre riuscendoci. Ma dal 2006, quarto mondiale italiano, per tre edizioni di fila la finale avrà un pallone dedicato. Fabio Grosso, un attimo prima di urlare tutta la propria felicità al cielo, aveva scagliato alle spalle di Barthez un Teamgeist Berlin, evoluzione del Teamgeist con cui Del Piero aveva eliminato la Germania in semifinale.
Nuove tecnologie, studio dei materiali, ricerca. Il pallone nel Terzo Millennio nasce dopo lo stesso percorso fatto da uno smartphone. Quello del 2006 è praticamente impermeabile all'acqua, per non dare alibi ai giocatori in caso di pioggia. Nel 2010, in Sudafrica, si aggiunge la tecnologia "grip&groove", per facilitare lo stop e stabilizzare la direzione del tiro. Brazuca, palla di Brasile '14, è formata da sei grandi pannelli in poliuretano capaci di far mantenere alla sfera lo stesso peso anche in caso di pioggia. Per arrivare infine al monopannello del russo Telsar 18, privo di cuciture per garantire la massima precisione e la miglior resistenza all'acqua. E con all'interno un chip per permettere a tutti i tifosi, tramite device, di ricevere informazioni sulla partita.
Gol sostenibili
Ed eccoci a Qatar 2022. Dopo i Fridays for Future e la crescente sensibilità al rispetto del Pianeta, al Mondiale debutta la parola "sostenibilità". Al Rhila ("Il viaggio", per esportare il calcio nelle parti del mondo dove ancora latita) è il primo pallone di una Coppa del mondo realizzato esclusivamente con inchiostri e colle a base d'acqua. Adidas garantisce che sarà il più veloce della storia, capace di mantenere la traiettoria scelta anche se impressa con potenza. Peccato che i giocatori dell'Italia non potranno verificare se sia vero.
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