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Fabio Cannavaro: "Al calcio italiano manca il salto di qualità"

Fabio Cannavaro 
Il Pallone d'oro del 2006: "Mi fa piacere essere accostato alla Nazionale, alleno da sette anni e spero di avere una possibilità. Dobbiamo smettere di ritenerci i più bravi e i più belli, gli altri vanno a tremila all'ora. Mi fa paura la rassegnazione generale dopo la mancata qualificazione al Mondiale"
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VIAREGGIO — Fabio Cannavaro, è vero che lei stava per diventare il nuovo ct della Nazionale?

"No, ma quelle voci mi hanno fatto piacere. Significa che il mio passato importante è qualcosa che conta, e anche il mio lavoro da allenatore: lo faccio ormai da sette anni, non da due giorni. È chiaro che quel sogno rimane: vedremo in futuro. Devo lavorare bene e avere le mie possibilità. Mi è toccata la fortuna di alzare una Coppa del mondo, però adesso in panchina c'è l'uomo che ci ha fatto vincere l'Europeo e non ci riuscivamo dal 1968. Per quanto mi riguarda, ho avuto offerte da inglesi e spagnoli e anche da qualche nazionale. Voglio rientrare in Europa, ma con il progetto giusto. A giugno vedremo".

Come spiega il disastro azzurro?

"Dobbiamo svegliarci, gli altri vanno a tremila all'ora mentre noi continuiamo a considerarci i più bravi e i più belli di tutti: non lo siamo più…

VIAREGGIO — Fabio Cannavaro, è vero che lei stava per diventare il nuovo ct della Nazionale?

"No, ma quelle voci mi hanno fatto piacere. Significa che il mio passato importante è qualcosa che conta, e anche il mio lavoro da allenatore: lo faccio ormai da sette anni, non da due giorni. È chiaro che quel sogno rimane: vedremo in futuro. Devo lavorare bene e avere le mie possibilità. Mi è toccata la fortuna di alzare una Coppa del mondo, però adesso in panchina c'è l'uomo che ci ha fatto vincere l'Europeo e non ci riuscivamo dal 1968. Per quanto mi riguarda, ho avuto offerte da inglesi e spagnoli e anche da qualche nazionale. Voglio rientrare in Europa, ma con il progetto giusto. A giugno vedremo".

Come spiega il disastro azzurro?

"Dobbiamo svegliarci, gli altri vanno a tremila all'ora mentre noi continuiamo a considerarci i più bravi e i più belli di tutti: non lo siamo più".

Dove i guasti maggiori?

"Il nostro calcio non funziona, siamo indietro per tecnica, tattica e strutture. È anche per questo che, a suo tempo, decisi di formarmi all'estero, in Cina. Tutto un altro mondo. La nostra organizzazione non funziona".

È anche un problema generazionale? Perché manca qualità?

"Il tempo passa, bisogna guardarsi attorno. Solo due esempi: i miei amici Bonucci e Chiellini sono un po' avanti con l'età, si deve pensare al futuro".

Fuori da due Mondiali, eppure già non se ne parla quasi più.

"Vedo una rassegnazione pericolosissima, come se ormai fosse normale che l'Italia rimanga a guardare. Non ci siamo. Dopo il 2006 ci siamo involuti: due volte fuori al primo turno in Coppa del mondo, altre due volte neppure qualificati. È evidente che non può essere un caso: c'è qualcosa da cambiare. Ci sono generazioni che non hanno mai visto l'Italia ai Mondiali. Anche nelle Coppe europee eravamo dominanti, o almeno protagonisti: oggi, non si riesce neppure ad arrivare ai quarti di finale. Guardiamo le partite di Champions e sembra un altro sport, oppure Manchester City-Liverpool. Qualcuno faccia qualcosa, e lo faccia in fretta".

In compenso, il campionato è avvincente.

"Vero, ma sembra quasi che nessuno voglia vincerlo: manca il salto di qualità nelle sfide decisive, manca continuità. Il Napoli ha sprecato tutto contro la Fiorentina, una squadra molto forte che gioca benissimo, però ormai sta diventando una costante: peccato. Comunque, Italiano sta facendo davvero molto bene. Il Milan ha frenato. Resta da capire se l'Inter ne approfitterà, vincendo il recupero contro il Bologna".

La Juventus è fuori?

"Vorrei ricordarvi che non molla mai. Per lo scudetto sarà una corsa a quattro, vedrete se mi sbaglio".

Il Pallone d'oro, che lei ha vinto nel 2006, ultimo italiano, rimane il premio più ambito?

"In tanti lo snobbano però sì, è il massimo".

Il calcio sta cambiando, ora c'è molto interesse per l'attività femminile: lei cosa ne pensa?

"Bisogna attrezzarci: è il futuro".