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Plusvalenze, la Procura federale presenta ricorso

Plusvalenze, la Procura federale presenta ricorso
Il procuratore federale Chinè ha presentato ricorso alla Corte d'appello contro il proscioglimento di tutti gli imputati, deciso dal Tribunale nazionale federale presieduto da Carlo Sica
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ROMA - Il processo sulle plusvalenze continua. Il procuratore federale Giuseppe Chinè ha presentato ricorso alla Corte d'appello contro il proscioglimento di tutti gli imputati, deciso dal Tribunale nazionale federale presieduto da Carlo Sica. Le motivazioni, pubblicate venerdì, avevano demolito il sistema introdotto ex post dalla Procura federale per determinare il corretto valore dei giocatori scambiati determinando così l'accusa di aver gonfiato le valutazioni per ottenere vantaggi contabili.

Il verbale di appello, 70 pagine, riguarda tutte le posizioni per cui era stato chiesto il deferimento e che la corte del primo grado aveva prosciolto. Ma mentre le difese ricevevano la notifica, il presidente della Figc Gabriele Gravina prendeva una posizione netta sulla questione, di fatto bocciando l'accusa: "Plusvalenze? È quello che continuo a dire da tre anni: se trasformiamo tutto quello che è indagine conoscitiva in indagine che forse non ha elementi oggettivi facciamo fatica. L'unico elemento, ed è una proposta politica che porterò a maggio, è che nell'ambito della valutazione del rapporto tra ricavi e costo del lavoro allargato non si terrà conto delle plusvalenze. Dimissioni di Chinè? No, assolutamente. Lui ha fatto le sue valutazioni. Che qualcosa non funzioni ce lo dobbiamo dire ad alta voce. Il procuratore federale ha fatto la sua valutazione come hanno fatto i giudici. Ho visto Chinè molto sereno, non so se farà appello o meno".

 

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