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Allenatori, campioni e presidenti: quel gesto (dell'ombrello) che non conosce differenze

Moyes fa il gesto dell'ombrello a Guardiola (afp)
Dopo il rigore sbagliato da Mahrez, il tecnico del West Ham Moyes si è girato verso Guardiola e gli ha fatto il gesto dell'ombrello. Il 'tiè' è democratico, non guarda al censo e non riguarda solo buzzurri: lo ha fatto Velasco, quello di Bagni ruppe un gemellaggio, Maradona in tv rispose così al Fisco
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In sede di processo mediatico vengono riconosciute le attenuanti generiche, perché il gesto - nella sua ineleganza - custodisce quella comicità pecoreccia che spinge all'assoluzione. Tiè. Come uno sberleffo, come una pernacchia. Massimo Moratti lo fece per frustrazione in un derby (da seduto, con una certa classe, senza sgualcire la giacca) e a chi gli chiese ragione di un gesto così inopportuno rispose: "Cosa posso farci? E' andata così". Il Viperetta, al secolo Massimo Ferrero, ex presidente della Sampdoria - in tribuna a Marassi ne diede una versione cinematografica, con braccio rotante e ghigno sfottente. E così David Moyes domenica sera si è girato verso Pep Guardiola e gli ha fatto il gesto dell'ombrello. Fabianski aveva appena parato il rigore a Mahrez, il West Ham era rimasto ancorato al 2-2 contro il City. Stile, anche no.

Ci si lascia andare, saltano i tappi. Valeria Marini - sulla balaustra della tribun…

In sede di processo mediatico vengono riconosciute le attenuanti generiche, perché il gesto - nella sua ineleganza - custodisce quella comicità pecoreccia che spinge all'assoluzione. Tiè. Come uno sberleffo, come una pernacchia. Massimo Moratti lo fece per frustrazione in un derby (da seduto, con una certa classe, senza sgualcire la giacca) e a chi gli chiese ragione di un gesto così inopportuno rispose: "Cosa posso farci? E' andata così". Il Viperetta, al secolo Massimo Ferrero, ex presidente della Sampdoria - in tribuna a Marassi ne diede una versione cinematografica, con braccio rotante e ghigno sfottente. E così David Moyes domenica sera si è girato verso Pep Guardiola e gli ha fatto il gesto dell'ombrello. Fabianski aveva appena parato il rigore a Mahrez, il West Ham era rimasto ancorato al 2-2 contro il City. Stile, anche no.

Ci si lascia andare, saltano i tappi. Valeria Marini - sulla balaustra della tribuna del Franchi a Firenze - sfoderò l'incastro mano/interno del gomito dopo un gol di Batistuta solo per compiacere il suo compagno, Vittorio Cecchi Gori, fin lì fischiato senza pietà. Tiè. Tiè. E ancora tiè. Di Franco Scoglio rimane memorabile non tanto "l'ombrello" dopo un Genoa-Pistoiese anni 90, quanto la sua giustificazione: "Volevo esultare alla Jimmy Connors". Ebbene sì, quell'indisponente di Jimbo - sempre in lotta con il mondo intero - ogni tanto festeggiava col "Tié!. Il gesto è democratico, non guarda al censo e non riguarda solo buzzurri, ma rientra nel repertorio anche di gentiluomini come Julio Velasco: Mondiale di volley 2018, dopo una vittoria dell'Argentina sulla Polonia, il coach venne ripreso col volto sfigurato e il braccio piegato. La rabbia in corpo. L'olandese Van Bommel fece "tié" per sfregiare il Bernabeu, il gallese Bale del Real Madrid si esibì alla fine di un derby con i "Colchoneros" dell'Atletico Madrid. Ok: il gesto mina la dignità sportiva e il decoro ed è contrario al buon ordine sportivo, ma un po' fa ridere, no? Pogba a Euro 2016 fece "l'ombrello" per rivalsa contro i giornalisti francesi che lo criticavano. Maledetti giornalisti: sempre loro nel mirino di Roberto Mancini, che dopo un gol alla Germania a Euro 1988 corse sotto la tribuna e agitò il braccio, accennando la celebre mossa.

Più esplicito José Altafini, che a fine anni 60 - vestiva la maglia del Napoli - sfogò la sua rabbia dopo un gol su rigore e col braccio piegato corse sotto la curva della Favorita dove stavano i tifosi del Palermo. Salvatore Bagni strappò per sempre l'esile filo che legava Napoli e Roma nel Derby del Sud. Accadde nell'ottobre del 1987. Gesto dell'ombrello rivolto alla Curva Sud, così sfiorisce un amore. Ognuno ha i suoi motivi. Walter Mazzarri si beccò 15.000 euro di multa per aver offeso i tifosi dell'Atalanta, i ciclisti Pavel Tonkov (2010) e Stefano Pirazzi (2014) tagliarono il traguardo del Giro in equilibrio sui pedali, impegnati nel fare "l'ombrello" a tutti i loro detrattori. Leggendario il gesto dell'ombrello che vide protagonista il polacco Wladyslaw Kozakiewicz - saltatore con l'asta - ai Giochi di Mosca 1980. Dissero: è stato un gesto politico. Lui, polacco; davanti ai sovietici che lo fischiavano, dentro uno stadio che portava il nome di Lenin, in anni in cui in Polonia stava nascendo il primo sindacato che si slegava dal blocco comunista, vedi alla voce "Solidarnosc". Chissà. Forse fu solo una combinazione di stress, nervi a mollo, fatica. L'ambasciata polacca - di fronte alle critiche - difese l'atleta asserendo che era stato "un involontario spasmo muscolare dovuto allo sforzo atletico". Alla Fantozzi, che prima scatta a comando e poi si blocca, rimpicciolisce dalla vergogna e ritira il braccio lentamente di fronte al megadirettore galattico.

Julio Velasco 

A proposito di cinema: è così che esulta Oronzo Canà dopo un gol di Aristoteles, centravanti-bidone della Longobarda. Poi c'è chi esagera, chiaro. Il più grande di tutti - Diego Armando Maradona - lo fece al più temibile degli avversari, il Fisco. Fattacci di dieci anni fa. Equitalia reclamava 40 milioni di euro, mentre Maradona dribblava i suoi doveri di contribuente. El PIbe durante un'intervista a "Che tempo che fa" replicò così, come Alberto Sordi ne "I vitelloni": Lavoratoooooooooori che pagate le tasse...Tiè!.