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I presidenti alle elezioni del calciomercato

(ansa)
E' sempre domenica
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“Me te compro!”, il grido squarcia le ultime notti febbrili in cui si compongono le rose calcistiche e le liste elettorali. Attenzione, caduta sogni. Hanno ridotto i seggi in parlamento e gli ingaggi in Serie A. “Me te prendo in prestito!”, tanto poi cambierai casacca, così fan tutti. Ma se vieni a “Roma 1”, giochi almeno 20 partite, fai 8 o più gol, la somma dei tuoi voti supera 100, risolvi il cubo di Matic e hai un prozio di Teramo, “me te tengo”, con la clausola del 20 per cento alla vendita, ma il diritto di ricompra e il bonus se si va in Europa e non ci cacciano subito.  

Presidenti Penelope fanno e disfano la tela. Prima cercavano campioni, adesso basterebbe un vice: dal vice-Vlahovic al vice-Arnautovic, che però potrebbe diventare lui il vice-Vlahovic, in attesa che venga ratificata la nomina del nuovo capo di gabinetto. Chi comanda e apre il portafoglio può passare da spilorcio a genio in …

“Me te compro!”, il grido squarcia le ultime notti febbrili in cui si compongono le rose calcistiche e le liste elettorali. Attenzione, caduta sogni. Hanno ridotto i seggi in parlamento e gli ingaggi in Serie A. “Me te prendo in prestito!”, tanto poi cambierai casacca, così fan tutti. Ma se vieni a “Roma 1”, giochi almeno 20 partite, fai 8 o più gol, la somma dei tuoi voti supera 100, risolvi il cubo di Matic e hai un prozio di Teramo, “me te tengo”, con la clausola del 20 per cento alla vendita, ma il diritto di ricompra e il bonus se si va in Europa e non ci cacciano subito.  

Presidenti Penelope fanno e disfano la tela. Prima cercavano campioni, adesso basterebbe un vice: dal vice-Vlahovic al vice-Arnautovic, che però potrebbe diventare lui il vice-Vlahovic, in attesa che venga ratificata la nomina del nuovo capo di gabinetto. Chi comanda e apre il portafoglio può passare da spilorcio a genio in poche mosse. Ora sono tutti inginocchiati a chiedere perdono ad Aurelio De Laurentiis. Aveva smantellato la classica squadra che “con due ritocchi nei posti giusti sarebbe stata da scudetto” (e da quasi un decennio). Via Koulibaly, Ospina, Insigne, Mertens. Alla fine, e forse, si rimpiangerà soltanto il primo.

Gli altri avevano già dato. Ma la proprietà no. Poi sono arrivati d’un colpo Raspadori, Simeone e l’esotico Ndombele. Ci si è accorti che Kvara-quello, prima che lo normalizzino gli schemi e questo gioco infedele a sé stesso, ha dei numeri. Troppa grazia, san Gennaro? Spalletti si è perfino spaventato di dover scolpire tanto marmo (sereno, gran toscano, già contiene la forma del tuo pensiero). E per ADL ora canta Napoli: “Ha rifondato la squadra facendo quadrare i conti”. Sarebbe capace di accendere il Vesuvio con la macchina del ghiaccio. L’emblema di questo mercatino è Simeone. Un vice anche lui, il vice Osimhen, benchè l’anno scorso abbia fatto 3 gol più del titolare. Un’illusione aritmetica: Simeone ha giocato di più, ha marcato senza continuità (12 reti racchiuse 12 partite, soltanto 5 nel girone di ritorno, una doppietta, una tripletta, un poker, lunghi digiuni).  Giusto che parta dietro, ma poi, che ne sarà di lui? E’ in prestito, con obbligo di riscatto in caso di 20 gol. Giocherà di meno, dovrà segnare di più: “Benvenuto Cholito! Nun te compro!”.  

Uno solo spende come non ci fosse domani, ma soltanto quell’ieri a cui è legato più ancora del Grande Gatsby (“Non si può ripetere il passato!” “Certo che si può!”): Silvio Berlusconi per il suo Monza. Chissà in quale collegio è candidato.