Su diritti tv e media company in Serie A "si sta procedendo bene, d'intesa con la Figc, per avere un modello di sostenibilità economico-finanziario per avere nuovi criteri per il triennio 2023-2025. Forse è il momento di rivedere il limite di tre anni per quelli nazionali per favorire maggiori investimenti, ma serve una modifica legislativa. Le società hanno manifestato la necessità che la legge Melandri venga modificata. Non è un emendamento o una modifica complessa, noi possiamo proporlo, ma dipende dal Parlamento e dal governo". Lo ha detto, confermando le anticipazioni di Repubblica dello scorso 19 ottobre, il presidente della Lega di Serie A, Lorenzo Casini, al termine dell'assemblea dei club del massimo campionato. "Le licenze saranno approvate in Consiglio Federale il 31 ottobre. Non ci sono stati contatti coi broadcaster, ma comunque l'ideale sarebbe poter lavorare come fatto per i diritti all'estero, ovvero una commercializzazione senza paletti temporali".
"Il progetto media company" spiega Casini "parte ormai due anni fa, la Lega ha cominciato a discuterlo anche in relazione a offerte avviate da fondi d'investimento, da allora il progetto è stato ripreso in modo tecnico per capire i pro e i contro della creazione di una società strumentale della Lega per una serie di attività che già svolge. La Lega è già una media company a livello oggettivo, si tratta di capire quanto conviene far eseguire queste attività in una forma diversa. C'era all'ordine del giorno l'elezione di un consigliere non indipendente, c'è un iter lungo e questo giro non ha portato all'elezione, tra due settimane ci sarà un'altra assemblea per arrivare all'elezione sempre con maggioranza di due terzi".
La questione fondi e la Superlega
"La Serie A" prosegue ancora Casini "non ha ricevuto vere e proprie offerte da fondi, per cui non ci sono cifre. Ci sono stati manifestazioni di interesse dai fondi di investimento che seguono il campionato che sono numerosi. Ciò conferma che la Serie A è un investimento importante e ha importanti margini di crescita. Su questo il clima in assemblea è molto buono, i prossimi mesi sono decisivi per il futuro della Serie A. In questo momento non ci sono accelerazioni in questo senso. Superlega? Non se ne è parlato in assemblea, ma ovviamente le società interessate ci avevano avvertito di questo passaggio che è assolutamente programmatico, sia come arco temporale e sia in attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia. Al momento, si comprendono le ragioni alla base della Superlega, ma a suo tempo furono sbagliati tempi e modi".