DOHA - Ti spengo perché non mi piaci. Magnifico: siamo al Quinto Potere del calcio. Protesti? E io stacco l’inquadratura, ti filmo dall’alto, ti rendo un panorama lontano. Hai le scarpette con l’arcobaleno? E io evito di farle notare. C’è il ministro dell’Interno tedesco, Nancy Faeser, con la fascia OneLove accanto al presidente Infantino? E io ri-evito.
Tu chiamalo filtro, se vuoi, è regolare. Faccio lo zoom sulla farfalla che si ferma sull’erba dello stadio, così tenera, stacco quando undici giocatori della Germania, non proprio l’ultima arrivata, mimano il bavaglio alla bocca. In campo eh, nella posa ufficiale. In un momento di visibilità. Chi è allo stadio vede, chi è davanti alla tv non vede. Pubblicità, dai, che ci sta sempre bene. La protesta tedesca svanisce, anzi evapora, fortuna che ci sono i fotografi. Si arriva all’assurdità: il telecronista Rai descrive a p…
DOHA - Ti spengo perché non mi piaci. Magnifico: siamo al Quinto Potere del calcio. Protesti? E io stacco l’inquadratura, ti filmo dall’alto, ti rendo un panorama lontano. Hai le scarpette con l’arcobaleno? E io evito di farle notare. C’è il ministro dell’Interno tedesco, Nancy Faeser, con la fascia OneLove accanto al presidente Infantino? E io ri-evito.
Tu chiamalo filtro, se vuoi, è regolare. Faccio lo zoom sulla farfalla che si ferma sull’erba dello stadio, così tenera, stacco quando undici giocatori della Germania, non proprio l’ultima arrivata, mimano il bavaglio alla bocca. In campo eh, nella posa ufficiale. In un momento di visibilità. Chi è allo stadio vede, chi è davanti alla tv non vede. Pubblicità, dai, che ci sta sempre bene. La protesta tedesca svanisce, anzi evapora, fortuna che ci sono i fotografi. Si arriva all’assurdità: il telecronista Rai descrive a parole quello che la tv evita. La regia televisiva, la produzione, le linee guida sono della Fifa che agisce tramite il service Hbs. La Germania rompe le scatole? E noi inquadriamo altro, minimizziamo ogni loro gesto o voglia di contestazione. La Fifa non solo si arroga il diritto di dire ai calciatori cosa devono pensare, ma anche quello di decidere cosa gli spettatori debbano vedere. In Germania per quell’immagine la regia televisiva ha dovuto far ricorso alla telecamera dedicata del canale Ard, perché il circuito internazionale non la forniva.
Dopo finisce la privacy e inizia la storia
Ora, si capisce il diritto alla privacy e alla pietà: il danese Eriksen a terra, incosciente per 11 minuti, con il cuore che non batte più all’Europeo. E togliere il clamore all’invasore che entra in campo o alla nudista per l’ambiente o all’attivista di Greenpeace che si paracaduta sul terreno durante Francia-Germania. Tutti disturbatori. Ma se il pugno nero di Smith e Carlos non fosse stato visto in mondovisione diventando icona dei diritti civili forse LeBron James e compagni non avrebbero potuto nei play-off Nba 2020 giocare su un parquet su cui era scritto "Black Lives Matter" e indossare maglie su cui in accordo con la Lega c’erano frasi di protesta. Filtrare la realtà significa cambiare gli occhi con cui la si guarda. Appannare le lenti. In Cina durante i Giochi 2008 la tv differiva di un secondo le immagini per poterle correggere in caso di appoggio al Tibet e al Dalai Lama. Tralasciamo che sotto il fascismo la foto di Joe Louis che manda ko Primo Carnera non fu mai pubblicata, perché il nuovo campione del mondo era nero, e quello a terra bianco, ma soprattutto italiano.
Quelle immagini nascoste, dal bacio alle botte
Non tralasciamo che a maggio la Lega di Serie A ha oscurato i duri scontri tra tifosi in Spezia e Napoli con la partita interrotta per 10’, senza che si capisse il perché. Sono immagini che fanno male al calcio, si presume. Invece gli orrori della guerra sì, ogni giorno e a ogni ora. Certo c’è un protocollo, si vuole evitare l’effetto emulazione, ma soprattutto fare in modo che il pallone sia asettico. E quando alle Olimpiadi 2008 il tuffatore australiano Matt Mitcham, oro nella piattaforma, andò a baciare il suo compagno, la rete americana Nbc tagliò per paura di perdere gli sponsor. Subito dopo però il presidente Gary Zenkel della Nbc Olympics dovette ufficialmente scusarsi. «Ci dispiace per l’omissione, ci sarebbe piaciuto raccontare la vicenda di Mitcham, molto unica». Era stato il primo gay olimpico a dichiararsi. I pregiudizi sono così, ti fanno perdere pezzi di storia. E ti tolgono la maschera. In Fifa invece saranno contenti: la Germania è stata punita. Così impara a sfottere.
Mondiali, il Giappone vince e i tifosi puliscono lo stadio. Il confronto con i tedeschi è impietoso