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Marocco-Croazia 0-0: vice campioni fermati, pari giusto

Un tentativo di Pasalic (reuters)
Grande equilibrio tra le due nazionali, Modric e compagni creano di più ma i nordafricani tengono e portano a casa un punto d'oro
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AL KHOR - Il terzo 0-0 di questa Coppa del Mondo è stato il meno brutto e forse anche il più sensato, visto l'estremo equilibrio che ha regolato la sfida che tra Marocco e Croazia, che sapevano che questa sarebbe stata per loro la partita più importante del girone, dando per scontata l'inferiorità del Canada e la superiorità del Belgio (tutte da vedere, in ogni caso). Un po' di sana circospezione era preventivabile, e tollerabile: il pareggio senza gol, ma non senza passione, ne è stato la conseguenza.

Partita in mano ai migliori, Modric e Hakimi

Marocco e Croazia hanno giocato una partita molto europea nel senso più tradizionale del termine, cioè intensa ma attenta, mai scriteriata, molto tattica e lucida nel cercare di sfruttare al meglio le rispettive qualità, vale a dire il palleggio raffinato del centrocampo croato, ovvero la naturale superiorità di sua maestà Modric, e la verticalità…

AL KHOR - Il terzo 0-0 di questa Coppa del Mondo è stato il meno brutto e forse anche il più sensato, visto l'estremo equilibrio che ha regolato la sfida che tra Marocco e Croazia, che sapevano che questa sarebbe stata per loro la partita più importante del girone, dando per scontata l'inferiorità del Canada e la superiorità del Belgio (tutte da vedere, in ogni caso). Un po' di sana circospezione era preventivabile, e tollerabile: il pareggio senza gol, ma non senza passione, ne è stato la conseguenza.

Partita in mano ai migliori, Modric e Hakimi

Marocco e Croazia hanno giocato una partita molto europea nel senso più tradizionale del termine, cioè intensa ma attenta, mai scriteriata, molto tattica e lucida nel cercare di sfruttare al meglio le rispettive qualità, vale a dire il palleggio raffinato del centrocampo croato, ovvero la naturale superiorità di sua maestà Modric, e la verticalità immediata degli esterni marocchini, inclusi i terzini Hakimi e Mazraoui, in definitiva i più pericolosi tra quelli in maglia rossa.

Vlasic e Mazraoui, quasi-gol e infortuni

Le due squadre hanno dato l'idea di conoscersi molto bene e di sospettare l'una dell'altra senza tuttavia assumere un atteggiamento rinunciatario o speculativo, in questo caso nel senso italianista del termine. Ne è venuto così fuori un rapporto tra forze quasi equivalenti con leggero e logico sbilanciamento a favore della Croazia, che è pur sempre vice-campione del mondo in carica e grazie a Modric ha un vantaggio di qualità pura su chiunque. Le occasioni buone sono arrivate però solamente sul finire del primo tempo, prima con un cross basso di Sosa per la spaccata di Vlasic (rimpiazzato nell'intervallo da Pasalic per un problema al polpaccio) su cui Bono si è superato con gran riflesso e subito dopo con una botta di Modric dal limite che ha rasentato la traversa, mentre dopo il riposo è stato Amrabat a respingere a porta vuota una conclusione in mischia di Lovren. Il Marocco era stato pericoloso in precedenza con Mazraoui, terzino prima dell'Ajax e adesso del Bayern, che è arrivato a tu per tu con Livakovic ma nel tentativo di superarlo di testa è caduto a terra e s'è infortunato al fianco.

Duello tra Perisic e Hakimi (afp)

Il tifo scatenato di 15mila marocchini

Il copione non è mai cambiato. Il Marocco ha impegnato Livakovic con una terrificante punizione da molto distante di Hakimi ed è stato continuamente sostenuto dal tifo scatenato di almeno 15mila marocchini: insieme a quella tunisina, è l'invasione popolare più massiccia che si sia vista finora a Doha.

Modric-Amrabat, che duello

L'equilibrio non si è mai spezzato. Il duello a metà campo tra Modric e Amrabat è stato la cosa migliore di una partita che non si è mai scoperchiata ma che non ha nemmeno mai annoiato: non è stato insomma uno spettacolo per occhi distratti, come sono spesso quelli di chi guarda il Mondiale, ma per palati fini, anche per se per apprezzare questo 0-0 all'ora di pranzo era necessaria un po' di fissazione.

Hakimi il migliore

La Fifa ha premiato Modric come migliore in campo ma noi abbiamo preferito Hakimi, attento in difesa su Perisic (la sfida tra ex compagni l'ha vinta il marocchino) e incontenibile le due o tre volte che ha avuto la possibilità di partire dalla propria area in velocità. Al Marocco è mancato piuttosto lo spunto delle ali e non sono bastati né lo spirito di sacrificio di Ziyech, tornato in nazionale dopo aver rotto con il precedente ct Halilodzic, né il talento acerbo del ventenne Ezzalzouli, ragazzo del Barcellona in prestito all'Osasuna: ha fatto vedere di avere dei numeri ma era anche talmente emozionato che ha finito per confondersi, tipo quando si è dimenticato del pallone dopo aver ballato due finte per saltare Juranovic. La prossima volta sarà un po' meno agitato senz'altro.

Brozovic sotto ritmo

Gli interisti erano curiosi di soppesare la prestazione di Brozovic, per la prima volta in campo da titolare dopo l'infortunio muscolare del 25 settembre: ha tenuto per tutti i 98' (è stata la partita con il recupero più ridotto) però ha dato l'impressione di giocare un po' sotto ritmo, sebbene con il soito ordine. Ma dopo due mesi così complicati era normale.

Marocco-Croazia 0-0
Marocco
(4-3-3): Bounou, Hakimi, Saiss, Aguerd, Mazraoui (15' Attiat-Allah), Ounahi (36' st Sabiri), S. Amrabat, Amallah, Ziyech, En-Nesyri (36' Hamdallah), Boufal (20' st Ezzalzouli). (20 Dari, 22 Tagnaouti, 10 Zaroury, 24 Benoun, 23 El Khannouss, 13 Chair, 18 El Yamiq, 12 Mohamedi, 21 Cheddira,  26 Jabrane, 14 Aboukhlal)  Ct: Regragui.
Croazia (4-3-3): Livakovic, Juranovic, Lovren, Gvardiol, Sosa, Kovacic (34' st Majer), Brozovic, Modric, Vlasic (1' st Pasalic), Kramaric (26' st Livaja), Perisic (45' st Orsic). (17 Budimir; 3 Barisic; 16 Petkovic; 21 Vida; 23 Ivusic; 12 Grbic; 24 Sutalo; 2 Stanisic; 26 Jakic; 25 Sucic; 5 Erlic ). Ct. Dalic.
Arbitro: Fernando Rapallini (Arg)
Angoli: 5 a 0  per la Croazia
Recupero: 2' e 6'
Ammoniti: Amrabat per gioco falloso
Spettatori: 59.407