Mondiali, Brasile-Serbia 2-0: doppietta di Richarlison, buona la prima per la Seleçao
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròDOHA - Il Brasile non vince il Mondiale da vent'anni. Per riuscirci, ha bisogno di nuovi artisti veri da affiancare a Neymar. Qui ne ha subito trovato uno: il prodigioso Richarlison, il menino da rua mancato, attaccante del Tottenham e adesso eroe della Seleçao. Con notevole fosforescenza sulla testa dorata ma anche con parecchio fosforo dentro, il potenziale ragazzo perduto e invece salvato dal pallone a Nova Venecia, dove non c'erano gondole ma tanta delinquenza, ha autografato nel secondo tempo la vittoria annunciata sulla Serbia (2-0). L'ha fabbricata in tandem con l'altro talento Vinicius, virtuoso del dribbling e della Champions vinta col Real Madrid. Gol numero uno: tiro sibilante di Vini, respinta del portiere del Torino Milinkovic-Savic e colpo fulmineo. Gol numero due: appoggio di Vini e invenzione cavata dal nulla, pallone alzato da Richarlison per se stesso con girata volante da strabuzzare gli occhi. Il resto - il palo di Alex Sandro, la traversa di…
DOHA - Il Brasile non vince il Mondiale da vent'anni. Per riuscirci, ha bisogno di nuovi artisti veri da affiancare a Neymar. Qui ne ha subito trovato uno: il prodigioso Richarlison, il menino da rua mancato, attaccante del Tottenham e adesso eroe della Seleçao. Con notevole fosforescenza sulla testa dorata ma anche con parecchio fosforo dentro, il potenziale ragazzo perduto e invece salvato dal pallone a Nova Venecia, dove non c'erano gondole ma tanta delinquenza, ha autografato nel secondo tempo la vittoria annunciata sulla Serbia (2-0). L'ha fabbricata in tandem con l'altro talento Vinicius, virtuoso del dribbling e della Champions vinta col Real Madrid. Gol numero uno: tiro sibilante di Vini, respinta del portiere del Torino Milinkovic-Savic e colpo fulmineo. Gol numero due: appoggio di Vini e invenzione cavata dal nulla, pallone alzato da Richarlison per se stesso con girata volante da strabuzzare gli occhi. Il resto - il palo di Alex Sandro, la traversa di Casemiro, le veroniche di Neymar alquanto pestato dai marcatori (è uscito per una distorsione alla caviglia destra, c'è apprensione), le decine di azioni divertenti e i tiri parati dal gigante avversario - è diventato una cornice di lusso.
Vlahovic in campo solo nella ripresa
In verità nel primo tempo la Seleçao aveva selezionato dal repertorio troppi arzigogoli, troncati con modi spicci dagli sbrigativi serbi oppure trasformati in tiretti sfiatati dal farfallone Raphinha. Poi Tite, nell'intervallo, ha chiesto di sveltire il passo. E l'assalto del quadrilatero Raphinha-Neymar-Vinicius-Richarlison si è fatto assedio. Così il pallone dalle strisce colorate (guai a immaginare che siano arcobaleno), che si chiama Al Rihla (viaggio in arabo), ha viaggiato nella rete della squadra di Stojkovic, autorizzato alla difesa a oltranza, anche se nella sua squadra targata serie A ha tenuto fuori il centravanti della Juventus Vlahovic, al quale ha preferito Mitrovic, salvo inserirlo per lo sbilanciamento fatale.
I sogni sudamericani non sono dunque morti all'alba del torneo, né si sono congelati nel freezer dello stadio Lusail, dove l'aria condizionata fabbrica temperature polari e dove due giorni prima l'Argentina di Messi si era fatta ibernare dall'Arabia Saudita. "Messi ciao", hanno cantato all'entrata e all'uscita, sull'aria di "Bella ciao", i perfidi tifosi brasiliani. Ma in questa parafrasi calcistica e negli inni per Richarlison, dichiaratamente anti-Bolsonaro, non c'era intento politico: solo la celebrazione della nuova stella.
Brasile-Serbia 2-0 (0-0)
Brasile (4-3-3): Alisson, Danilo, Marquinhos, Thiago Silva, Alex Sandro, Casemiro, Paquetß (30' st Fred), Raphinha (42' st Martinelli), Neymar (34' st Antony), Vinícius (30' st Rodrygo), Richarlison (34' st Gabriel Jesus). (23 Ederson, 12 Weverton, 24 Bremer, 14 Militao, 13 Dani Alves, 16 Alex Telles, 15 Fabinho, 17 Bruno Guimaraes, 22 Éverton Ribeiro, 25 Pedro). All.: Tite.
Serbia (3-5-2): V. Milinkovic-Savic, Veljkovic, Milenkovic, Pavlovic, Lukic (21' st Lazovic), Gudelj (12' st Ilic), S. Milinkovic-Savic, Zivkovic (12' st Radonjic), Mladenovic (21' st Vlahovic), Tadic, Mitrovic (38' st Maksimovic). (1 Dmitrovic, 12 Rajkovic, 3 Erakovic, 15 Babic, 19 Racic, 17 Kostic, 21 Djuricic, 26 Grujic, 11 Jovic). All.: Stoikovic.
Arbitro: Faghani (Irn).
Reti: nel st 17' e 28' Richarlison.
Angoli: 6-4 per il Brasile.
Recupero: 1' e 7'.
Ammoniti: Pavlovic e Gudelj per gioco falloso; Lukic per proteste.