Richarlison al di là di Neymar: due gol per la Seleçao
di Emanuela Audisio , di Emanuela AudisioDOHA - Mancava solo lui. O Ney. Il Peter Pan, quello che è sempre junior, destinato ad essere l'erede brasiliano di Ronaldo (atteso in tribuna ma rimasto a letto con il Covid) e sudamericano di Messi. Peccato che a metterla dentro due volte e anche con una grande rovesciata sia Richarlison de Andrade, 25 anni, che da lui ha preso solo un orribile taglio di capelli. Insomma: ti aspetti un tocco di brazilian flair e ti arriva l'acrobazia di un ragazzo del popolo che vendeva ghiaccioli, puliva auto e raccoglieva caffè. Un centravanti che viene dalla favela, dallo stato di Espirito Santo, con il viso un po' da Robocop, che è cresciuto in Inghilterra (ha esordito ad agosto nel Tottenham), che si muove in treno (non ha la patente perché ha fallito il test), ma che soprattutto ha avuto la sincerità di dire: "Voglio regalare alla Seleçao la sesta Coppa e poi a fine carriera comprarmi un'isola deserta e riempirla di belle donne tut…
DOHA - Mancava solo lui. O Ney. Il Peter Pan, quello che è sempre junior, destinato ad essere l'erede brasiliano di Ronaldo (atteso in tribuna ma rimasto a letto con il Covid) e sudamericano di Messi. Peccato che a metterla dentro due volte e anche con una grande rovesciata sia Richarlison de Andrade, 25 anni, che da lui ha preso solo un orribile taglio di capelli. Insomma: ti aspetti un tocco di brazilian flair e ti arriva l'acrobazia di un ragazzo del popolo che vendeva ghiaccioli, puliva auto e raccoglieva caffè. Un centravanti che viene dalla favela, dallo stato di Espirito Santo, con il viso un po' da Robocop, che è cresciuto in Inghilterra (ha esordito ad agosto nel Tottenham), che si muove in treno (non ha la patente perché ha fallito il test), ma che soprattutto ha avuto la sincerità di dire: "Voglio regalare alla Seleçao la sesta Coppa e poi a fine carriera comprarmi un'isola deserta e riempirla di belle donne tutte per me". Lui sì che ha le idee chiare, è anche molto combattivo: "Quando vedo una palla da mandare in porta non ci penso un attimo, stavolta è stato difficile trovare il pallone contro un'avversaria molto chiusa come la Serbia".
In Premier League (183 presenze) è stato espulso due volte oltre ad aver ricevuto 32 cartellini gialli. In terra ci va meno di Neymar e non è lezioso. Con la nazionale di Tite ha debuttato nel 2018, ma un anno prima era arrivato in Europa. E mentre il dio Neymar entrava nello spogliatoio ballando, con delle maxicuffie personalizzate color oro e una grossa N (Neymar come Napoleone) l'altro abbracciava tutti, scherzava, anche perché il suo soprannome è O Pombo, il Piccione, perché l'imitazione gli viene bene.
O Ney in piscina si faceva fotografare in short con il simbolo delle sei stelle, come dire: che ci vuole a vincere il Mondiale? Beh intanto devi segnare negli 80' che giochi e non farti sempre male (è uscito in lacrime per una distorsione alla caviglia dopo un tackle di Milenkovic, le immagini preoccupano). Mentre Richarlison era lì a raccontare: "Un giorno un narcotrafficante si mise in testa che volevo prendere il suo posto di spacciatore. Mi puntò una pistola alla tempia, io lo convinsi che in realtà giocavo a pallone e stavo andando ad allenarmi con i compagni. A me è andata bene, tanti miei amici invece non ci sono più". Non è tipo che si nasconde: ha preso parte a 9 gol nelle ultime 4 partite da titolare, ha realizzato tre doppiette negli ultimi cinque match, e dal suo debutto, quattro anni fa, ha messo dentro 19 gol per la Seleçao. Più di ogni altro giocatore brasiliano nel periodo. E ha risollevato il prestigio. Neymar al suo terzo mondiale, è come Messi in nazionale, non gli gira mai bene. Aveva bisogno di questo trono perché altrimenti che re sei? Non ha mai vinto un Pallone d'oro, due volte alle spalle di Messi e Ronaldo (nel 2015 con il Barcellona e nel 2017 con il Psg), un solo titolo, quello olimpico, ai Giochi di Rio 2016, e sì ci sarebbe anche la Coppa America 2019, dopo 12 anni di assenza, peccato che a segnare siano stati Everton, Gabriel Jesus e indovina chi? Richarlison. Neymar si era infortunato. Di solito il Brasile cadeva in depressione quando O Ney usciva dal campo, stavolta piange, ma può anche ridere, perché ha un sostituto al trono.