Neymar ha fretta, il Brasile no: l'infortunio divide la tifoseria
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròDOHA. Un po' crudele e parecchio volubile, o povo ha già tratto le sbrigative conclusioni sull'ennesimo infortunio del suo idolo fragile: guarisci tranquillo, Ney, e curati bene il tornozelo, tanto c'è O Pombo. Vocabolario della Seleçao. O povo è il popolo volubile. Ney è ovviamente Neymar, da 12 anni ormai stella spesso ammaccata del Brasile pentacampione. I tornozelos sono le sue caviglie, il cui frequente torcersi è una costante: qui è successo alla destra, al debutto con la Serbia, e adesso il medico Rodrigo Lasmar spiega che la lesione ai legamenti laterali della caviglia destra del campione non permette di sapere con precisione quando lui potrà tornare in campo. Ma per fortuna c'è O Pombo, il piccione Richarlison, che festeggia i suoi gol con la danza del Pombo, il piccione appunto, marchio registrato: la sua doppietta e la formidabile rovesciata del 2-0 alla Serbia stanno spingendo la parte pi&u…
DOHA. Un po' crudele e parecchio volubile, o povo ha già tratto le sbrigative conclusioni sull'ennesimo infortunio del suo idolo fragile: guarisci tranquillo, Ney, e curati bene il tornozelo, tanto c'è O Pombo. Vocabolario della Seleçao. O povo è il popolo volubile. Ney è ovviamente Neymar, da 12 anni ormai stella spesso ammaccata del Brasile pentacampione. I tornozelos sono le sue caviglie, il cui frequente torcersi è una costante: qui è successo alla destra, al debutto con la Serbia, e adesso il medico Rodrigo Lasmar spiega che la lesione ai legamenti laterali della caviglia destra del campione non permette di sapere con precisione quando lui potrà tornare in campo. Ma per fortuna c'è O Pombo, il piccione Richarlison, che festeggia i suoi gol con la danza del Pombo, il piccione appunto, marchio registrato: la sua doppietta e la formidabile rovesciata del 2-0 alla Serbia stanno spingendo la parte più fedifraga della Torcida a non rimpiangere l'illustre assente, anche se i due non sono affatto incompatibili, anzi. Lo hanno dimostrato prima che Neymar si arrendesse al dolore, 11 minuti dopo la fatale pedata di Milenkovic (semplice eccesso di foga, è l'assoluzione impartita in generale dalla stampa brasiliana, che tuttavia sottolinea "i 9 falli subiti da O Ney, un record").
Neymar su Instagram: "Il nemico non mi abbatterà"
Il fuoriclasse ferito vuole riprendere il suo posto negli ottavi: il 5 dicembre, se il Brasile vincerà il girone, o il 6, se arriverà secondo. Ha già iniziato le lunghe sedute di fisioterapia e su Instagram si è addolorato: "Se Dio mi avesse dato la possibilità di scegliere un Paese per nascere, avrei scelto il Brasile. È uno tra i momenti più difficili della mia carriera, e di nuovo al Mondiale. Ma avrò la possibilità di tornare. Ho aspettato così tanto perché il nemico mi abbattesse così? Mai. Sono figlio del dio dell'impossibile e la mia fede è infinita".
Neymar e la Nazionale, un rapporto tormentato dagli infortuni
Quella del popolo suddetto è più labile. L'elenco degli infortuni di Neymar diventa una colpa. Ai quarti del Mondiale 2014 l'entrata del colombiano Zuniga sulla schiena, con annessa assenza nel Mineiraço, l'1-7 con la Germania. Al Mondiale 2018 le fatali scorie della frattura al piede destro col Psg. Nel 2109 la Coppa America saltata per la rottura parziale dei legamenti della solita caviglia destra, colpita in amichevole dal qatarino Mabido, che sta giocando qui. Conclusione. Neymar è un campione sì, però con la Seleçao ha vinto solo l'oro olimpico a Rio 2016 e la Confederations Cup 2013, per via della sua fragilidade emocional: nei momenti decisivi non c'è mai.
Le possibili soluzioni per sostituire Neymar
La sentenza spiccia buca le pareti del luccicante Westin Doha Hotel & Spa, doratissimo ritiro della Seleçao, mentre il ct Tite studia come rimediare ai due infortuni di giovedì, perché si è fatto male anche Danilo: stesso guaio più o meno, ma alla caviglia sinistra. Con la Svizzera giocherà Rodrygo dietro Richarlison, più che Fred in mediana con Paquetà avanzato a trequartista. E il terzino potrebbe essere l'altra vecchia conoscenza juventina Dani Alves, convocato tra lo scetticismo a 39 anni, malgrado stia spendendo gli ultimi spiccioli della carriera alla periferia del calcio, nei Pumas della Liga messicana. Non sarebbe meglio che il terzino lo facesse il centrale del Real Eder Militao? Il popolo volubile, sul web, ricorda che al Mondiale 1962 si infortunò alla seconda partita un certo Pelé. Fu sostituito da Amarildo e la Seleçao vinse il titolo, trascinata da un certo Garrincha.