Richarlison e la magia del gol in rovesciata che tutti abbiamo sognato di fare da bambini
di Maurizio Crosetti , di Maurizio CrosettiNel magnifico secondo gol di Richarlison contro la Serbia c'è l'essenza del calcio: il Brasile, il Mondiale, la rovesciata. C'è, soprattutto, il gesto tecnico forse più romantico in assoluto, quel pedalare in cielo per rovesciare azione e prospettiva, carcando l'impossibile (e lo spettacolo) nel mulinare di piedi e gambe nell'aria. Tutti, da bambini, abbiamo sognato e cercato una cosa così: ma un conto è provarci all'oratorio, un altro riuscirci con addosso la maglia verdeoro della Seleçao, nella fase finale della Coppa del mondo e col mondo che osserva.
Sfrontatezza, coraggio, talento e un pizzico di follia hanno permesso all'attaccante del Tottenham di realizzare quello che Lele Adani, nella telecronaca Rai, ha definito un "golazo barbaro", come si dice in Sudamerica, perché davvero la rovesciata possiede in sé qualcosa di atavico e primordiale, quasi l'istinto carnale del gol, la prev…
Nel magnifico secondo gol di Richarlison contro la Serbia c'è l'essenza del calcio: il Brasile, il Mondiale, la rovesciata. C'è, soprattutto, il gesto tecnico forse più romantico in assoluto, quel pedalare in cielo per rovesciare azione e prospettiva, carcando l'impossibile (e lo spettacolo) nel mulinare di piedi e gambe nell'aria. Tutti, da bambini, abbiamo sognato e cercato una cosa così: ma un conto è provarci all'oratorio, un altro riuscirci con addosso la maglia verdeoro della Seleçao, nella fase finale della Coppa del mondo e col mondo che osserva.
Sfrontatezza, coraggio, talento e un pizzico di follia hanno permesso all'attaccante del Tottenham di realizzare quello che Lele Adani, nella telecronaca Rai, ha definito un "golazo barbaro", come si dice in Sudamerica, perché davvero la rovesciata possiede in sé qualcosa di atavico e primordiale, quasi l'istinto carnale del gol, la prevalenza dell'impossibile contro i pesi del vivere e la sua imbattibile forza di gravità. Una forza che, tuttavia, un calciatore con le ali riesce ogni tanto a sconfiggere.
Parola, rovesciata da figurine Panini
L'immaginario collettivo legato alla rovesciata e alla sua sorella "sforbiciata", senza dimenticare in questa catena di parentele la cugina "mezza rovesciata" (qualcosa di ibrido ma non del tutto sgradevole, come il vino rosé e il punto e virgola), non può prescindere dal leggendario Carletto Parola e dalla sua, stracitata rovesciata del 15 gennaio 1950 a Firenze, che diventò elaborazione grafica e icona sulla celebre bustina di figurine Panini un decennio più tardi, senza che al fotografo Corrado Bianchi ne venisse in tasca neppure una lira. Il difensore juventino fu specialista di un gesto he richiede anche molta forza fisica, e spesso i campioni che lo realizzano sono anche dei favolosi esemplari muscolari: si pensi a Gigi Riva, Luca Vialli e Cristiano Ronaldo, per citarne soltanto tre, ma senza dimenticare Pietro Anastasi che invece era una punta più agile e brevilinea, maestro in acrobazia.
Ronaldo, Riva, Vialli: maestri di rovesciata
Il sinistro di Riva era capace di qualunque prodezza, dal tiro secco e fulminante alla giravolta aerea. Il suo gol forse più bello (ma si tratta di una classifica assai difficile da stilare) avvenne un giorno a Vicenza, sul campo del Lanerossi, dove il numero 11 del Cagliari unì destrezza e potenza realizzando tra corpo, prato e pallone una composizione plastica degna di un Michelangelo, di un Bernini o di un Canova.
La chilena
Non si contano le rovesciate più o meno belle, ad esempio quella dell'interista Djorkaeff contro la Roma oppure quella, incredibile, di Zlatan Ibrahimovic contro l'Inghilterra, dieci anni fa, ben fuori dall'area di rigore: tecnica e forza allo stato puro. Cristiano Ronaldo segnò alla Juventus un gol in Champions con la magnifica rovesciata che gli valse l'applauso dell'intero stadio che, di lì a poco, sarebbe diventato il suo.
Ma rovesciata e sforbiciata appartengono soprattutto al Dna del Sudamerica. Non per nulla, oltre oceano il momento più plastico del calcio viene definito "chilena" dal nome del suo presunto inventore Ramón Unzaga Asla (Bilbao, 1894 - Cabrero, 31 agosto 1923), calciatore spagnolo naturalizzato cileno, di ruolo mediano con licenze poetiche. Da lassù, e lassù restando, ne ha ispirati tanti dall'inizio del Novecento fino a un attimo fa.