Gli occhi che lacrimano sangue e la scritta in fronte "Iran" con al centro un cuore tricolore, un diadema sui capelli rossi e la maglia della nazionale con il numero 22 e il nome di Mahsa Amini. Una tifosa iraniana ha deciso di presenziare così alla sfida tra Iran e Galles, giocata allo stadio Ahmed Bin Ali di Al Rayyan vinta per 2-0 dai persiani nella loro seconda partita del Mondiale in Qatar. La maglia ricordava la giovane uccisa dalla polizia morale del regime iraniano lo scorso 16 settembre, a Teheran, per non aver rispettato la legge sull'obbligo di indossare il velo. Le forze di sicurezza locali hanno prontamente tolto dalle mani della tifosa iraniana la maglia con il numero 22, l'età della giovane martire. Tolta inoltre a un tifoso, suo vicino di posto, una bandiera iraniana che riportava una scritta inneggiante alla libertà.
I calciatori iraniani hanno cantato l'inno nazionale prima della partita col Galles, a differenza di quanto avvenuto in occasione del match inaugurale contro l'Inghilterra. La decisione degli undici del ct Carlos Queiroz di non intonare i versi dell'inno era stata il culmine di una serie di dichiarazioni dei giocatori iraniani a supporto delle proteste in corso nel Paese.