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Bryan Ruiz, il giustiziere dell'Italia: "Umiliati dalla Spagna, il Costarica deve reagire"

Mentre in patria si prepara il processo al ct Suarez dopo il 7-0 rimediato all'esordio, il vecchio capitano (nel 2014 battè Buffon) non si arrende: "Con il Giappone dobbiamo rialzare la testa"
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DOHA — "Non ridere, Suarez, è una cosa seria". Qualche minuto dopo la peggiore disfatta della storia del calcio costaricano al Mondiale, i radiocronisti già diffondevano i loro attacchi al ct colombiano Luis Fernando Suarez, che si era coperto di maggiore gloria sulla panchina dell'Ecuador nel 2006 in Germania e ha poi allenato anche l'Honduras. Se perderà domenica col Giappone, lo aspetta a San Josè un processo mediatico senza precedenti in un Paese innamorato del calcio. Per ora il ruolo di difensore d'ufficio della squadra, che rischia di diventare la peggiore del torneo, spetta al capitano entrato invano dalla panchina. Il numero 10 Bryan Ruiz, 37 anni, è una vecchia (e non felice) conoscenza del calcio italiano, lui che è tornato in patria nel club di origine (l'Alajuelense) dopo una buona carriera in Europa, col picco nel Fulham e nello Sporting Lisbona, e ha rinviato il ritiro dal calcio per giocare …

DOHA — "Non ridere, Suarez, è una cosa seria". Qualche minuto dopo la peggiore disfatta della storia del calcio costaricano al Mondiale, i radiocronisti già diffondevano i loro attacchi al ct colombiano Luis Fernando Suarez, che si era coperto di maggiore gloria sulla panchina dell'Ecuador nel 2006 in Germania e ha poi allenato anche l'Honduras. Se perderà domenica col Giappone, lo aspetta a San Josè un processo mediatico senza precedenti in un Paese innamorato del calcio. Per ora il ruolo di difensore d'ufficio della squadra, che rischia di diventare la peggiore del torneo, spetta al capitano entrato invano dalla panchina. Il numero 10 Bryan Ruiz, 37 anni, è una vecchia (e non felice) conoscenza del calcio italiano, lui che è tornato in patria nel club di origine (l'Alajuelense) dopo una buona carriera in Europa, col picco nel Fulham e nello Sporting Lisbona, e ha rinviato il ritiro dal calcio per giocare in Qatar.

Ruiz, lei nel 2014 in Brasile, col suo gol a Buffon inaugurò il sortilegio per l'Italia al Mondiale.
"Certo che per me quello è un bel ricordo, ma non mi consola per niente in questo momento. E non mi sono mai sentito il killer degli azzurri, in Italia ho tanti amici".

Sta di fatto che da quel gol l'Italia non si è più ripresa: altra sconfitta con l'Uruguay e poi basta col Mondiale, da otto anni.
"Sì, però è un caso. Sono sicuro che nella prossima edizione la vostra squadra ci sarà, e non in una posizione di secondo piano. Credetemi, è molto peggio una batosta come questa".

Inaspettata, visto che la Costarica ha buona tradizione al Mondiale e nel 2014 entrò tra le prime otto e perse da imbattuta solo ai rigori con l'Olanda, oppure prevedibile, vista la fatica per arrivare qui attraverso lo spareggio con la Nuova Zelanda?  
"Inaspettata e imprevedibile, ma non ci sono giustificazioni. Possiamo solo chiedere scusa ai tifosi, che sono venuti fino a qui e nonostante tutto ci hanno sostenuto dall'inizio alla fine. A loro e ai tantissimi che ci ha guardato alla tivù, immaginandosi un risultato ben diverso".

Esiste per voi il rischio di diventare la peggiore squadra di questo Mondiale?
"Dobbiamo assolutamente scongiurarlo. Abbiamo ancora tutte le possibilità, c'è subito un'occasione contro il Giappone. Appena rientrati negli spogliatoi, abbiamo subito analizzato i nostri errori, troppi. Non li dobbiamo ripetere, non ce lo possiamo permettere".

Un sussulto d'orgoglio, per la generazione d'oro invecchiata?
"Una necessità. Sappiamo di avere incontrato una squadra fortissima: la Spagna è stata perfetta, ci ha sovrastato dall'inizio alla fine e vedrete che metterà in difficoltà tutti. Ma noi, anche se il Giappone ha battuto la Germania e non è certo l'avversario più facile che ci potesse capitare, dobbiamo rialzare la testa. Non possiamo lasciare il Mondiale con altre umiliazioni. Restano due partite e tutto è ancora possibile".