Tunisia-Australia 0-1: decide Duke, i Socceroos sognano gli ottavi
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròAL WAKRAH - L'Australia del tennis è in finale di Coppa Davis dopo 19 anni e i Socceroos di Graham Arnold impegnati al Mondiale di calcio non possono certo pretendere le stesse attenzioni della squadra di Lleyton Hewitt, il vincitore di Wimbledon 2002. Se però dopo la batosta iniziale con la Francia sembravano quasi rassegnati all'eliminazione, adesso si sono risollevati grazie all'1-0 sulla Tunisia, firmato da Duke, centravanti del Fagiano Okayama, serie B giapponese. Ora sperano di battere la Danimarca (ma potrebbe bastare anche il pari in caso di insuccesso danese con la Francia) e di entrare negli ottavi di finale come nel 2006, quando all'Italia di Lippi servì il famoso rigore di Totti in extremis, per venire a capo di una partita infida per i futuri eroi di Berlino.
La furia di Arnold: "Pochi investimenti nel soccer"
Molto tempo è trascorso da allora, ma invano, tanto da fare tuonare…
AL WAKRAH - L'Australia del tennis è in finale di Coppa Davis dopo 19 anni e i Socceroos di Graham Arnold impegnati al Mondiale di calcio non possono certo pretendere le stesse attenzioni della squadra di Lleyton Hewitt, il vincitore di Wimbledon 2002. Se però dopo la batosta iniziale con la Francia sembravano quasi rassegnati all'eliminazione, adesso si sono risollevati grazie all'1-0 sulla Tunisia, firmato da Duke, centravanti del Fagiano Okayama, serie B giapponese. Ora sperano di battere la Danimarca (ma potrebbe bastare anche il pari in caso di insuccesso danese con la Francia) e di entrare negli ottavi di finale come nel 2006, quando all'Italia di Lippi servì il famoso rigore di Totti in extremis, per venire a capo di una partita infida per i futuri eroi di Berlino.
La furia di Arnold: "Pochi investimenti nel soccer"
Molto tempo è trascorso da allora, ma invano, tanto da fare tuonare qui Arnold, infuriato per gli scarsi investimenti nel soccer, da lui individuati come causa principale della soffertissima qualificazione al Mondiale, attraverso lo spareggio vinto ai rigori col Perù: "Rispetto agli investimenti delle Nazionali asiatiche, con le quali ci confrontiamo nelle qualificazione, i nostri sono ridicoli". In ogni caso sono bastati per affondare la Tunisia, squadra spuntatissima per il disappunto del ct Jalel Kadra. Il quale è nato a Tozeur, l'oasi del Sahara, e anche qui, nel deserto del Qatar, vede un miraggio, come i treni della canzone di Alice e Battiato: il primo passaggio della fase a gironi in un Mondiale per le Aquile di Cartagine, che le altre 4 volte (1978, 1998, 2002, 2006 e 2018) non erano state mica tanto rapaci. Il duello con la Francia si profila, salvo sussulti, come l'ennesima barriera insormontabile.
Il miraggio di Kadra nello stadio di Zaha Hadid
Il miraggio di Kadra è soprattutto il gol: lo stesso della delusa folla, formata largamente dalla folta comunità tunisina di Doha, che ha riempito lo stadio Al Janoub di Al-Wakrah, tra le più discusse icone del Mondiale. Costruito con l'annesso parco nella città a sud della capitale, che era il luogo di maggiore diffusione della pesca delle perle, prima che petrolio e gas stravolgessero l'economia del Paese, rendendolo ricchissimo. Lo stadio a forma di Dau, la barca a vela araba, è stato progettato da Zaha Hadid, la grande architetta anglo-irachena scomparsa nel 2016, che respinse le critiche per non avere preso posizione sui diritti degli operai stranieri morti sul lavoro durante la costruzione degli impianti e delle infrastrutture per il Mondiale.
Lo striscione per la Palestina
Sulle tribune non è mancata la politica, una costante amplificata dal palcoscenico del torneo. Si pensava a possibili riferimenti alla perdurante crisi interna in Tunisia, invece a inizio ripresa è comparso un grande striscione - "Free Palestine" - rimasto in vista per meno di un minuto. La partita non è stata troppo avvincente per il livello tecnico, ma ha conservato il suo contenuto emotivo, perché il risultato è stato in bilico fino alla fine. Il gol decisivo lo ha segnato il centravanti Mitchell Duke, 31 anni, che gioca in seconda divisione in Giappone, dopo avere attraversato nella carriera anche il campionato saudita. Sull'altro fronte uno tra i più intraprendenti è stato un giocatore del campionato qatarino: il capitano Msakni, dell'Al-Arabi, già club di Batistuta.
Calcioni e rinvii
Duke si è issato con tempismo, di testa, su un cross deviato, indirizzandolo nell'angolo sinistro della porta di Dahmen, in lieve ritardo. La reazione della Tunisia, squadra troppo fondata sul contropiede per convertirsi con successo al gioco manovrato, è consistita in strappi rabbiosi, anche se un prezioso salvataggio in scivolata di Souttar su Drager ha impedito il pari a Drager, anche se Msakni ha tirato complessivamente per tre volte (due le parate efficaci di Ryan) e anche se Kadri ha via via attinto alla panchina, a cominciare dalla staffetta Drager-Sassi nell'intervallo, chiudendo con tutta la squadra nell'area avversaria, a fabbricare mischie in serie. L'Australia ha comunque sfiorato il 2-0 (Leckie appena fuori tempo sul cross rasoterra di Goodwin) e per il resto con calcioni e rinvii ha protetto la vittoria. Magari Mitchell, che è di Liverpool ma in Australia, non si sarà sentito il Salah dell'Oceania, però è contento lo stesso.
Tunisia-Australia 0-1 (0-1)
Tunisia (3-4-3): Dahmen, Bronn (28' st Kechrida), Meriah, Talbi, Drager (1' st Sassi), Skhiri, Laidouni (20' st Khazri), Abdi, Sliti, Jebali (28' st Khenissi), Msakni. (1 Mathlouthi, 22 Ben Said, 26 Hassen, 2 Ifa, 5 Ghandri, 8 Mejbri, 12 Maaloul, 15 Romdhane Ali, 18 Chaaleli, 19 Jaziri, 25 Slimane). All.: Kadri.
Australia (4-3-3): Ryan, Karacic (30' st Degenek), Souttar, Rowles, Behich, Irvine, Mooy, McGree (18' st Hrustic), Leckie (40' st Baccus), Goodwin (40' st Mabil), Duke (18' st Maclaren).
(12 Redmayne, 18 Vukovic, 3 Atkinson, 6 Tilio, 8 Wright, 17 Devlin, 20 Deng, 21 Kuol, 24 King, 25 Cummings). All.: Arnold.
Arbitro: Siebert (Ger).
Reti: nel pt 23' Duke.
Angoli: 5-2 per la Tunisia.
Recupero: 5' e 6'.
Ammoniti: Laidouni e Abdi per gioco falloso; Sassi per comportamento non regolamentare