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Giappone-Costarica 0-1, decide un lampo di Fuller

Fuller esulta dopo il gol (reuters)
Partita con poche emozioni, gli asiatici fanno flop dopo il successo sulla Germania. Nel finale è un difensore a trovare la giocata vincente
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AL RAYYAN - Nello shopping luccicante del Qatar Mall, la domenica islamica seguiva il ritmo quotidiano, struscio, acquisti, una limonata alla menta, niente emozioni fra gli SUV parcheggiati al sole del deserto. Analoga storia dietro l'angolo, nello stadio dedicato alla memoria dell'emiro Ahmad Bin Ali al Thani, al comando del Qatar dal 1960 al 1972, quando la landa di beduini e pescatori di perle divenne opulento feudo di petrolio, gas e affari: Giappone e Costarica davano vita a un match che, nel primo tempo, ha annoiato gli spettatori locali, mentre giapponesi con le bandiere del Sol Levante, e tifosi dei Ticos, affezionato nomignolo dei centroamericani, cantavano nel nulla.

Il primo tiro di Campbell arriva solo al 33', e del resto di attese l'ex asso dell'Arsenal se ne intende, la burocrazia inglese lo mise in coda per due anni, in esilio al Lorient, prima di dargli il permesso di giocare con l'Arsenal di Wenger. Il Giappone spinge, ci prova, il grand…

AL RAYYAN - Nello shopping luccicante del Qatar Mall, la domenica islamica seguiva il ritmo quotidiano, struscio, acquisti, una limonata alla menta, niente emozioni fra gli SUV parcheggiati al sole del deserto. Analoga storia dietro l'angolo, nello stadio dedicato alla memoria dell'emiro Ahmad Bin Ali al Thani, al comando del Qatar dal 1960 al 1972, quando la landa di beduini e pescatori di perle divenne opulento feudo di petrolio, gas e affari: Giappone e Costarica davano vita a un match che, nel primo tempo, ha annoiato gli spettatori locali, mentre giapponesi con le bandiere del Sol Levante, e tifosi dei Ticos, affezionato nomignolo dei centroamericani, cantavano nel nulla.

Il primo tiro di Campbell arriva solo al 33', e del resto di attese l'ex asso dell'Arsenal se ne intende, la burocrazia inglese lo mise in coda per due anni, in esilio al Lorient, prima di dargli il permesso di giocare con l'Arsenal di Wenger. Il Giappone spinge, ci prova, il grande cronista Gianni Brera avrebbe detto "le squadre ruminano calcio", ma di calcio non si vede granché. I veterani di Costarica, da Campbell al portiere Keylor Navas, 104 partite e 12 trofei tra i pali del Real Madrid, all'allenatore Luis Fernando Suarez, al terzo Mondiale dopo le panchine di Ecuador e Honduras, hanno addosso i sette gol buscati dalla Spagna, sono professionisti tosti, una goleada del genere brucia.

Così giocano accorti, quella che ai commentatori sembra noia, per loro è minutaggio senza che Navas debba raccogliere palloni in porta. Sulla panchina giapponese, il CT Moriyasu cede alla tentazione di considerare la partita vinta con la Germania come biglietto per gli ottavi vicini, i suoi ci provano. Morita al 46' chiama Navas a provare che il tempo non lo ha arrugginito, e quando, al 70' Ito se ne va verso l'area Calvo lo abbatte, un passo prima dell'area di rigore o del gol fatto, e tiene vivo lo 0 a 0.

Fuller spezza l'equilibrio

Mancano 9 minuti al 90', tifosi e no guardano l'orologio, magari si riesce a trasferirsi al Mall per un paio di souvenir, quando la trappola di Suarez scatta, come gli artigli dei falconi in vetrina nelle gabbie del mercato Souq Waif (scontati 5000 euro, purosangue 250.000). Con sufficienza, i difensori giapponesi respingono, prima uno, poi l'altro, senza davvero spazzare via e allora ci pensa Fuller, difensore con la maglia giallorossa Asociación Deportiva Club Sport Herediano, per i fan Herediano e basta, a inventarsi il tiro a giro che inganna Gonda, vera perla del Golfo dei tempi dell'emiro Ahmad Bin Ali, in una partita da sabbia delle dune. Se Insigne era davanti alla tv chiederà il copyright.

Tifosi del Giappone puliscono gli spalti dopo la partita (reuters)

Giappone tramortito

Il Giappone, in campo con troppa sufficienza, va sotto choc. Si ributta avanti senza criterio, cerca la giocata di bravura ma Moriyasu sa che in attacco non ha pesi massimi. A nove minuti dalla fine Fuller, la testa forse al gol che in patria tutti stanno sognando ancora, perde la palla per Mitoma, il cross è affilato, in area i rimbalzi fan gridare alla rete una, due, tre volte finché Keylor Navas, biondo ossigenato ieri, mano destra in presa alta, non agguanta il pallone sicuro.

Il resto sono feste del Costarica, pianti giapponesi, il bravo Nagatomo inconsolabile, Fuller che prega in ginocchio, nella domenica del paese senza parrocchie, il compagno Chacon, entrato in pieno recupero, che lo imita a braccia levate come gli evangelici e nessuno riesce a rimandarlo negli spogliatoi. L'onta spagnola è vendicata, il Giappone fa harakiri. Adesso tocca al match Germania-Spagna, cinque Coppe del Mondo vinte intorno al campo, sfida da possibile finale. Il Giappone giocherà contro gli spagnoli, Costarica contro i tedeschi, ogni sorpresa resta possibile, ma a Heredia i tifosi dell'Heredia parleranno a lungo del gol di oggi.

Giappone-Costarica 0-1 (2)
Giappone
(4-2-3-1): Gonda, Yamane (17' st Mitoma), Itakura, Yoshida, Nagatomo (1' st Ito), Endo, Morita, Doan (22' st Ito), Kamada, Soma (37' st Minamino), Ueda (1' st Asano) (1 Kawashima, 23 Schmidt, 3 Taniguchi, 7 Shibasaki, 11 Kubo, 16 Tomiyasu, 17 Tanaka, 19 Sakai, 20 Machino, 25 Maeda). Ct: Moriyasu.
Costarica (5-3-2): Navas, Fuller, Duarte, Calvo, Oviedo, Waston, Borges (44' st Salas), Tejeda, Torres (20' st Aguilera), Contreras (20' st Bennette), Campbell (18 Alvarado, 23 Sequeira, 2 Chacon, 3 Vargas, 10 Ruiz, 11 Venegas, 16 Martinez, 21 Lopez, 22 Matarrita, 24 Wilson, 25 Hernandez, 26 Zamora). Ct: Suarez.
Arbitro: Oliver (Inghilterra).
Reti: nel st' 36' Fuller.
Angoli: 5-0 per il Giappone.
Recupero: 2' e 6'
Ammoniti: Yamane, Itakura, Contreras, Borges e Calvo per gioco falloso.
Spettatori: 41.479